Epididimite: sintomi, cause e cura

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Introduzione

L’epididimite è un’infiammazione dell’epididimo, un tubicino strettamente avvolto che

  • si trova dietro i testicoli,
  • conserva lo sperma
  • e ne permette il passaggio.

L’infiammazione può colpire a qualsiasi età, ma mostra un’incidenza maggiore nei pazienti di età compresa tra i 20 e i 39 anni; è causata nella maggior parte dei pazienti da un’infezione batterica, spesso una una malattia sessualmente trasmissibile (MST), come ad esempio gonorrea o clamidia, e in alcuni casi si possono infiammare anche i testicoli (epididimo-orchite).

I sintomi più frequenti dell’epididimite sono il dolore e il gonfiore dell’epididimo, mentre la terapia è normalmente di tipo antibiotico (possono servire diverse settimane prima di aver risolto l’infezione).

Epididimite, rappresentazione semplificata

iStock.com/ttsz

Cause

L’epididimite può avere molte cause diverse, tra cui ricordiamo:

  • Malattie sessualmente trasmissibili (MST). Le malattie sessualmente trasmesse, in particolare gonorrea e clamidia, sono le cause più frequenti di epididimite tra gli uomini giovani e sessualmente attivi.
  • Altre infezioni. In chi ha sofferto di infezioni delle vie urinarie o della prostata, i batteri possono diffondono dalla zona colpita all’epididimo.
  • In rari casi, l’epididimite può essere provocata da un infezione micotica.

Tra le cause meno comuni ricordiamo:

  • parotite (orecchioni), più frequentemente associata all’orchite,
  • infortuni e traumi all’inguine,
  • malattia di Behçet,
  • tubercolosi,
  • reflusso di urina nell’epididimo (l’epididimite chimica si verifica in presenza di un reflusso di urina nell’epididimo, causata per esempio da uno sforzo eccessivo o dal sollevamento di pesi);
  • amiodarone, un farmaco usato per curare l’aritmia cardiaca e in grado di causare infiammazione dell’epididimo. L’epididimite provocata dall’amiodarone viene curata sospendendo temporaneamente la terapia, oppure riducendo la dose del farmaco.

Quando non sia possibile risalire alla causa esatta si parla genericamente di epididimite idiopatica (senza causa apparente).

Fattori di rischio

Epididimite a trasmissione sessuale

Diversi fattori fanno aumentare il rischio di soffrire di epididimite a trasmissione sessuale, tra cui ricordiamo:

  • condotta sessuale a rischio:
    • partner multipli e/o occasionali,
    • rapporti con un partner affetto da una malattia sessualmente trasmessa,
    • mancato uso del preservativo;
  • precedenti di malattie sessualmente trasmesse. Il rischio di soffrire di infezioni che provocano l’epididimite aumenta se in passato si è sofferto di altre malattie sessualmente trasmesse.

Infezioni non sessualmente trasmesse

Il rischio di soffrire di epididimite causata da un’infezione di natura non sessuale può essere maggiore in caso di:

  • Ingrossamento della prostata. L’ingrossamento della prostata impedisce il funzionamento corretto della vescica e fa ristagnare l’urina in vescica: in questo modo il rischio di infezioni alla vescica aumenta, e in parallelo aumenta il rischio di epididimite.
  • Infezioni alla prostata o infezioni delle vie urinarie. Le infezioni croniche delle vie urinarie o della prostata sono connesse alle infezioni batteriche che possono provocare l’epididimite.
  • Pene non circonciso o anomalie anatomiche delle vie urinarie, che aumentano il rischio di epididimite causata da un’infezione batterica.
  • Interventi chirurgici e altri interventi sulle vie urinarie. Gli interventi chirurgici e più in generale le manovre invasive delle vie urinarie (catetere o uroscopia) possono introdurre batteri nell’apparato genitale e in quello urinario, causando infezioni.

Sintomi

I sintomi dell’epididimite dipendono dalla causa del disturbo, ma tra i più comuni ricordiamo:

I sintomi dell’epididimite di solito compaiono nel giro di un giorno o due dal momento dell’infezione e regrediscono dopo la terapia.

Può talvolta comparire l’idrocele, un accumulo di liquidi sotto forma di massa avvertibile al tatto all’interno dello scroto.

In alcuni casi l’epididimite può non guarire completamente, oppure può ripresentarsi (recidivare); in questi casi viene definita epididimite cronica e i sintomi possono presentarsi gradualmente, diventando causa di grandi difficoltà in fase di diagnosi.

Quando chiamare il medico

Il dolore e/o il gonfiore ai testicoli sono sintomi che non devono essere sottovalutati.

Possono avere origine da molti disturbi diversi e, per alcuni di essi, è necessario intervenire con urgenza per evitare l’insorgenza di danni permanenti o addirittura della perdita del testicolo.

La torsione testicolare, o torsione del funicolo spermatico, può causare un dolore simile a quello dell’epididimite, ma richiede un intervento d’urgenza, perché impedisce la circolazione diretta al testicolo.

Se soffrite di perdite dal pene o avvertite dolore durante la minzione, consultate il medico per chiarire la natura dell’infezione e prevenire la comparsa di complicazioni.

Pericoli

L’epididimite può causare:

  • ascesso scrotale, se i tessuti infetti producono pus,
  • epididimite cronica, che può verificarsi quando la forma acuta non viene curata adeguatamente e diventa ricorrente,
  • atrofia (restringimento) del testicolo colpito,
  • riduzione della fertilità (eventualità molto rara).

Se il disturbo si diffonde dall’epididimo al testicolo è detto epididimo-orchite. I sintomi e le possibili terapie sono fondamentalmente le stesse dell’epididimite.

Diagnosi

Il percorso diagnostico dell’epididimite mira non solo a confermare l’infiammazione, ma soprattutto a identificarne la causa precisa (infettiva o meccanica) e a escludere tempestivamente la torsione testicolare, una vera emergenza chirurgica.

Il medico inizia con un’anamnesi accurata, indagando la modalità di insorgenza del dolore, la presenza di sintomi urinari e la storia sessuale del paziente. Durante l’esame obiettivo, lo specialista valuterà la sensibilità dello scroto, la presenza di gonfiore localizzato e l’eventuale “segno di Prehn” (il sollevamento dello scroto che, nell’epididimite, può talvolta dare un temporaneo sollievo dal dolore, a differenza della torsione).

Gli esami diagnostici principali comprendono:

  • Esame delle urine e urinocoltura: fondamentale per individuare batteri responsabili di infezioni del tratto urinario, più comuni negli uomini sopra i 35 anni o con ipertrofia prostatica.
  • Test per infezioni sessualmente trasmissibili (IST): nei pazienti giovani o con fattori di rischio, si esegue un test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT) su un campione di urina o tramite tampone uretrale per ricercare Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae.
  • Ecocolordoppler scrotale: è lo standard di riferimento nell’imaging. Questa ecografia permette di visualizzare l’aumento del flusso sanguigno nell’epididimo infiammato, confermando la diagnosi e differenziandola dalla torsione testicolare, dove il flusso risulta invece ridotto o assente.
  • Esami del sangue: possono essere richiesti per valutare l’entità dell’infiammazione sistemica (attraverso la conta dei globuli bianchi e la PCR).
  • Esplorazione rettale: se si sospetta una concomitante prostatite come causa scatenante.

In casi selezionati o dubbi, il medico potrebbe richiedere ulteriori approfondimenti come la TAC o la scintigrafia, sebbene l’ecografia rimanga l’esame d’elezione per rapidità ed efficacia.

Cura

L’obiettivo primario della terapia è l’eradicazione dell’agente infettivo, la risoluzione dei sintomi e la prevenzione di complicanze a lungo termine come l’infertilità o il dolore cronico. Il trattamento è prevalentemente farmacologico, supportato da misure comportamentali specifiche.

Terapia farmacologica

La cura si basa quasi sempre sull’uso di antibiotici. La scelta del farmaco dipende dal sospetto clinico e dai risultati dei test microbiologici:

  • Infezioni sospette da IST (pazienti sotto i 35 anni): le linee guida attuali raccomandano spesso una combinazione di antibiotici (solitamente una singola dose iniettiva di ceftriaxone associata a un ciclo orale di doxiciclina) per coprire contemporaneamente gonorrea e clamidia.
  • Infezioni da batteri enterici (pazienti sopra i 35 anni o dopo manovre urologiche): si utilizzano frequentemente antibiotici della classe dei fluorochinolonici (come levofloxacina o ofloxacina), efficaci contro i comuni batteri intestinali.
  • Gestione del dolore: per ridurre l’infiammazione e il disagio, vengono prescritti antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene.

È di fondamentale importanza completare l’intero ciclo antibiotico prescritto, anche se i sintomi migliorano nettamente dopo le prime 48-72 ore, per evitare recidive o lo sviluppo di resistenze batteriche.

Stile di vita e rimedi pratici

Per accelerare il recupero e trovare sollievo immediato, è consigliabile adottare alcuni accorgimenti pratici nella fase acuta:

  • Riposo a letto: limitare l’attività fisica per i primi 2-3 giorni riduce la tensione sui tessuti infiammati.
  • Supporto scrotale: l’uso di slip contenitivi o di un sospensorio atletico può ridurre significativamente il dolore legato alla gravità e al movimento.
  • Elevazione dello scroto: quando si è sdraiati, posizionare un piccolo asciugamano arrotolato sotto lo scroto per favorire il drenaggio linfatico e ridurre l’edema.
  • Crioterapia locale: l’applicazione di impacchi freddi (borse del ghiaccio avvolte in un panno) per 15-20 minuti più volte al giorno aiuta a contenere il gonfiore.
  • Idratazione: bere molta acqua favorisce il lavaggio naturale delle vie urinarie.

In caso di epididimite causata da una IST, è obbligatorio che anche il partner sessuale venga valutato e trattato, astenendosi da rapporti non protetti fino alla fine della cura per entrambi, al fine di evitare l’effetto “rebound” dell’infezione.

Approcci chirurgici

La chirurgia è riservata esclusivamente alle complicazioni. Se si sviluppa un ascesso (una raccolta di pus), può rendersi necessario il drenaggio chirurgico. Nei rari casi di epididimite cronica refrattaria a ogni trattamento medico che comprometta gravemente la qualità della vita, lo specialista potrebbe valutare l’epididimectomia (rimozione dell’epididimo), sebbene questa opzione sia considerata l’ultima risorsa.

Prevenzione

Se l’epididimite è causata da una malattia sessualmente trasmessa, anche il vostro partner dovrà farsi curare. Se non si sottopone alla terapia, infatti, potrete contrarre nuovamente il disturbo. Per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse in grado di causare l’epididimite è opportuno avere rapporti sicuri, ad esempio con un solo partner e usando il preservativo.

Se soffrite di infezioni ricorrenti delle vie urinarie o di altri fattori di rischio per l’epididimite, il medico potrà consigliarvi altri modi per impedire le recidive.

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è l'epididimite?

È l'infiammazione, in genere a causa di un'infezione, dell'epididimo, un piccolo canale che si trova dietro al testicolo.

Quanto dura?

Se la causa è un'infezione è necessario risolverla (con antibiotici o altro, a seconda dell'agente infettivo) affinché passi il dolore.

Spesso il disagio e i fastidi possono tuttavia durare da settimane a mesi dalla fine della terapia antibiotica, così come il gonfiore.

Come si cura?

La terapia dipende dalla causa dell'infiammazione, ma in genere si tratta di infezioni batteriche che richiedono uno o più cicli di antibiotici.
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