Soffri di mal di testa? Ecco quando fare un test per le intolleranze

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C’è un modo elegante per dirlo, ma preferisco il realismo: praticamente MAI.

Non vale MAI la pena di sottoporsi a un test per le intolleranze alimentari.

L’universo dei test per le intolleranze è un Far West in cui si aggirano pistoleri, ciarlatani e qualche raro scienziato che cerca ancora di capire che cosa stia succedendo.

E in mezzo, tu, con il tuo mal di testa che non ti dà pace.

Vale la pena infilarsi in questo labirinto? Probabilmente no…

Il mal di testa: un puzzle, non un bersaglio

Uomo con dolore alla testa

Shutterstock/2547699757

Il punto di partenza è fondamentale: il mal di testa non è quasi mai la conseguenza diretta di un “veleno” che hai ingerito. È un segnale d’allarme di un sistema nervoso sovraccarico e le cause reali sono spesso un mix di fattori che si sommano:

  • Tensione muscolare (collo e spalle rigidi)
  • Stress emotivo e ritmi di vita insostenibili
  • Qualità del sonno scadente
  • Fluttuazioni ormonali
  • Disidratazione o digiuno prolungato
  • Predisposizione genetica all’emicrania (un cervello più sensibile agli stimoli)

E il cibo?

Sì, l’alimentazione gioca un ruolo, ma non come credi.

Ma questo non significa che, se ti fa male la testa dopo aver mangiato una pizza, tu sia improvvisamente diventato intollerante a ogni cosa che contenga glutine, pomodoro, lievito, ossigeno o la parola pizza.

Molto più probabilmente, il tuo cervello emicranico, già infiammato da stress o stanchezza, ha reagito a un mix di sale, tiramina e picco glicemico. Il cibo è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, non l’acqua che lo riempiva.

Intolleranze vere, intolleranze immaginarie

La prima grande distinzione è tra ciò che esiste e ciò che è stato inventato per venderti qualcosa.

Esistono intolleranze diagnosticate e validate, come:

Poi c’è un intero parco divertimenti di test privi di qualsiasi fondamento scientifico, spesso basati su teorie creative come la misurazione delle IgG alimentari, la biorisonanza o il famoso test kinesiologico, una specie di versione wellness del tiro alla fune.

Spoiler: nessuno di questi ha mostrato un legame affidabile con il mal di testa, né con altri sintomi vaghi come stanchezza o gonfiore.

Le poche situazioni in cui l’alimentazione c’entra davvero

Esistono casi documentati in cui alcuni alimenti possono scatenare cefalea, soprattutto in persone predisposte all’emicrania. Parliamo di:

  • Alcol, soprattutto vino rosso
  • Nitriti e nitrati presenti in alcuni insaccati
  • Glutammato monosodico
  • Cioccolato, ma più per fama che per prove robuste
  • Formaggi molto stagionati (tiramina)

In questi casi, però, non servono test.

Serve un diario alimentare.

Gratis, privo di controindicazioni, e sorprendentemente efficace nel capire se davvero un alimento scatena la tua emicrania o se sei semplicemente caduto vittima del grande complotto universale contro il pecorino stagionato.

Per approfondire: Gli alimenti da evitare se soffri di mal di testa

Quando ha senso fare un test

Ci sono alcune condizioni cliniche in cui i test sono utili e raccomandati… ad esempio, semplificando:

  • Se hai sintomi gastrointestinali ricorrenti, allora sì, un test per la celiachia ha un senso.
  • Se sospetti un’allergia alimentare con sintomi acuti, allora servono i test allergologici IgE.
  • Se pensi all’intolleranza al lattosio, esiste il breath test, no, non quello dell’etilometro.

In nessuno di questi casi il mal di testa è il sintomo principale, ma a volte può comparire come effetto collaterale. La diagnosi però non parte dal mal di testa, parte dal quadro clinico complessivo.

Quando i test non servono proprio a nulla

La scienza è piuttosto unanime nel dire che:

  • I test IgG sulle intolleranze non servono a diagnosticare nulla
  • I test di biorisonanza hanno la stessa affidabilità del pendolino
  • I test kinesiologici funzionano solo se credi nell’energia cosmica dell’insalata

Farti dire che sei intollerante a 27 alimenti su 30 non ti libererà dal mal di testa, ma potrebbe liberarti da una discreta quantità di soldi e buonumore, oltre che condurti verso una dieta inutilmente restrittiva.

La verità noiosa, ma liberatoria

Il mal di testa, nella stragrande maggioranza dei casi, non dipende da un’allergia o un’intolleranza alimentare. Dipende da fattori ben più prosaici e gestibili.

  • Se sospetti un legame col cibo, tieni un diario.
  • Se hai sintomi gastrointestinali o allergici, parla con un medico e fai test validati.
  • Se invece stai pensando di farti dire da un macchinario che vibra che sei intollerante al grano saraceno, ecco, forse il mal di testa passerà semplicemente evitando il macchinario.
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