Test per l’intolleranza al lattosio
I test per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio sono esami diagnostici volti a misurare la capacità dell’intestino di digerire il lattosio, uno zucchero complesso presente nel latte e nei suoi derivati. Questo disaccaride, composto da glucosio e galattosio, richiede l’enzima lattasi per essere digerito correttamente. Quando il corpo non produce una quantità sufficiente di lattasi, si verifica l’intolleranza al lattosio, una condizione che può manifestarsi con sintomi gastrointestinali quali flatulenza, dolore addominale, crampi e diarrea.
Esistono principalmente due approcci per valutare la tolleranza al lattosio:
- Test del respiro all’idrogeno (Hydrogen Breath Test), oggetto di questo articolo
- Esami del sangue
Il test del respiro (breath test) è attualmente considerato il metodo ideale per la alta sensibilità (e ridotta invasività).
In condizioni normali il respiro contiene quantità trascurabili di idrogeno. L’esame prevede di far bere al paziente una soluzione liquida contenente lattosio; se si è intolleranti, questo non viene digerito normalmente, ma al contrario raggiunge il colon dove viene fermentato dai batteri, producendo idrogeno che viene poi assorbito nel sangue ed espirato. Rilevando e analizzando il respiro del paziente dopo il consumo di lattosio è quindi possibile verificare la quantità presente di idrogeno (nei paragrafi seguenti la spiegazione sarà più dettagliata).

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Preparazione
- Astensione da alcuni alimenti: Nei giorni precedenti al test, si consiglia di evitare cibi ad alto contenuto di fibre; nelle 2 settimane che precedono l’esame vanno evitati alimenti contenenti lattosio, fermenti lattici o cibi/yogurt che contengano batteri vivi.
- La sera precedente si consiglia una cena leggera (alcuni laboratori richiedono specifici cibi, come riso bollito condito con olio di oliva, carne o pesce ai ferri o bolliti). Vanno evitati frutta, verdura, patate, pane e pasta;
- Digiuno: Il paziente deve digiunare per almeno 8-12 ore prima del test. È consentito bere solo acqua.
- Sospensione di farmaci: Alcuni medicinali, come antibiotici o lassativi, potrebbero interferire con i risultati. Il medico fornirà istruzioni specifiche su quali farmaci sospendere e per quanto tempo.
- Evitare fumo e attività fisica intensa: Si raccomanda di non fumare e di non fare esercizio fisico intenso nelle 12 ore precedenti l’esame.
- La mattina dell’esame è necessario un’accurata igiene orale con spazzolino e dentifricio, seguiti da collutorio disinfettante.
Come funziona il breath test
Situazione basale
La prima fase dell’esame consiste nel raccogliere un campione di respiro basale. Il paziente soffia in un apposito dispositivo, che potrebbe assomigliare a un piccolo palloncino o a un tubo collegato a un macchinario. Questo campione serve come punto di riferimento per le successive misurazioni.
Subito dopo il paziente viene invitato a consumare una bevanda contenente lattosio in quantità predeterminata. La bevanda può avere un leggero sapore dolce e, sebbene non sia particolarmente gradevole, è generalmente ben tollerata. È importante che il paziente la beva completamente in un breve lasso di tempo.
Monitoraggio
Da questo momento in poi, inizia la fase di attesa e monitoraggio. Il paziente viene fatto accomodare in una sala d’attesa, dove trascorrerà le successive 3-4 ore. Durante questo periodo, a intervalli regolari – solitamente ogni mezz’ora – l’operatore chiamerà il paziente per raccogliere nuovi campioni di respiro. Ogni volta, il paziente dovrà soffiare nel dispositivo, cercando di fornire un campione adeguato.
L’atmosfera durante l’attesa è generalmente rilassata. Il paziente può portare con sé un libro, utilizzare il proprio smartphone o semplicemente riposare. Tuttavia, deve rimanere nelle vicinanze del laboratorio e, preferibilmente, in posizione seduta o semisdraiata per la maggior parte del tempo.
Durante l’esame, l’operatore chiederà periodicamente al paziente se sta avvertendo sintomi particolari come gonfiore, crampi o flatulenza. Questi sintomi, se presenti, vengono annotati e possono fornire informazioni aggiuntive per l’interpretazione dei risultati.
Man mano che l’esame procede, i campioni di respiro vengono analizzati per misurare la concentrazione di idrogeno. In alcuni laboratori, questo avviene in tempo reale, permettendo all’operatore di monitorare l’andamento del test.
Verso la fine dell’esame, se non sono stati riscontrati aumenti significativi nei livelli di idrogeno, potrebbe essere necessario prolungare leggermente la durata del test. In altri casi, se i risultati sono chiari, il test potrebbe concludersi anche prima delle 3-4 ore previste.
Dimissione
Una volta raccolto l’ultimo campione, l’esame è concluso. Il paziente può lasciare il laboratorio e riprendere gradualmente la sua normale alimentazione. Gli viene consigliato di prestare attenzione a eventuali sintomi che potrebbero manifestarsi nelle ore successive.
I risultati dell’esame vengono poi analizzati da un medico specialista, che li interpreterà nel contesto della storia clinica del paziente.
Durata del breath test
L’esame richiede di rimanere in laboratorio/ospedale per circa 3-4 ore.
Effetti collaterali
Il breath test per l’intolleranza al lattosio è un esame non doloroso e non invasivo, ma che richiede un po’ di pazienza; il giorno dell’esame, il paziente si presenta in laboratorio a digiuno, avendo seguito le istruzioni di preparazione fornite dal medico nei giorni precedenti.
L’esame non è associato a rischi di salute, ma in caso di paziente intollerante questi potrà manifestarne i classici sintomi (gonfiore, fluatulenza, diarrea, …).
Come interpretare i risultati
L’interpretazione dei risultati del test di tolleranza al lattosio richiede una valutazione attenta da parte di un medico specialista; il principio fondamentale è che un aumento significativo dell’idrogeno espirato indica che il lattosio non è stato completamente digerito nell’intestino tenue e ha raggiunto il colon, dove i batteri lo fermentano producendo idrogeno.
- Risultato normale: Si considera normale un aumento dell’idrogeno espirato inferiore a 20 parti per milione (ppm) rispetto al valore basale nell’arco delle 3-4 ore di test. Questo suggerisce che il lattosio è stato adeguatamente digerito e assorbito.
- Risultato positivo (indicativo di intolleranza): Un aumento dell’idrogeno espirato superiore a 20 ppm rispetto al valore basale è generalmente considerato indicativo di malassorbimento del lattosio. In alcuni centri, la soglia può essere fissata a 10-15 ppm per una maggiore sensibilità.
- Zona grigia: Aumenti compresi tra 10 e 20 ppm possono essere considerati borderline e potrebbero richiedere ulteriori valutazioni.
È importante ricordare che per diagnosticare un’eventuale intolleranza vengono presi in considerazione anche:
- Correlazione con i sintomi: I risultati del test vengono sempre interpretati in relazione ai sintomi riportati dal paziente durante e dopo l’esame. A volte, i pazienti possono mostrare risultati borderline ma manifestare sintomi evidenti, o viceversa.
- Falsi negativi: Alcuni pazienti potrebbero avere una produzione di idrogeno molto bassa o nulla (cosiddetti “non-hydrogen producers”). In questi casi, un test del respiro negativo non esclude necessariamente l’intolleranza al lattosio.
- Falsi positivi: Alcune condizioni, come la sovracrescita batterica dell’intestino tenue (SIBO), possono causare risultati falsamente positivi.
- Gravità dell’intolleranza: L’entità dell’aumento dell’idrogeno espirato o la rapidità con cui si manifesta può fornire indicazioni sulla gravità dell’intolleranza.
Più in generale l’interpretazione finale tiene sempre conto della storia clinica del paziente, dei suoi sintomi abituali e di eventuali altre condizioni mediche concomitanti (contesto clinico).
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.