Vitamina B1 (tiamina): a cosa serve e dove trovarla

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A cosa serve la vitamina B1

La vitamina B1 (o tiamina) è una vitamina idrosolubili, ovvero in grado di sciogliersi in acqua; naturalmente presente in alcuni alimenti, la sua presenza è comunemente disponibile anche come integratore alimentare.

Questa vitamina svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico (contribuisce ad esempio al buon funzionamento di enzimi coinvolti nel metabolismo del glucosio, degli amminoacidi e dei grassi), nella crescita, nello sviluppo e più in generale nel quotidiano funzionamento delle cellule.

La tiamina introdotta con la dieta o mediante integratori viene rapidamente assorbita dall’intestino tenue

  • per trasporto attivo a dosi nutrizionali (viene attivamente captata ed assorbita)
  • e per diffusione passiva a dosi farmacologiche (passa in modo spontaneo nel torrente circolatorio, quando i trasportatori attivi non bastano più, in caso di dosi elevate).

Il trasporto attivo può peraltro essere inibito dal consumo di alcol o dalla carenza di folati, mentre pare essere stimolato in caso di ridotta assunzione (l’organismo cerca di correre ai ripari).

Una parte dell’apporto può derivare anche dalla sintesi operata dai batteri della flora batterica intestinale, ma la reale entità di questo contributo non è noto.

La tiamina viene stoccata principalmente nel fegato, ma in quantità molto piccole, quindi è necessario che l’introduzione sia frequente per evitare di rischiare carenze.

Quanta ne serve?

Il fabbisogno medio consigliato dalle linee guida italiane prevede (tra parentesi il fabbisogno raccomandato):

  • Bambini e adolescenti
    • 1-3 anni: 0.3 mg (0.4 mg)
    • 4-6 anni: 0.4 mg (0.5 mg)
    • 7-10 anni: 0.6 mg (0.8 mg)
  • Maschi
    • 11-14 anni: 0.9 mg (1.1 mg)
    • 15-17 anni: 1.0 mg (1.2 mg)
    • Adulti: 1.0 mg (1.2 mg)
  • Femmine
    • 11-14 anni: 0.8 mg (1.0 mg)
    • 15-17 anni: 0.9 mg (1.1 mg)
    • Adulti: 0.9 mg (18 mg)
  • Gravidanza: 1.2 mg (1.4 mg)
  • Allattamento: 1.2 mg (1.4 mg)

Dove si trova? In che alimenti?

Le fonti alimentari di tiamina comprendono

  • cereali integrali,
  • legumi,
  • carne (maiale su tutti) e pesce.
Vitamina B1 negli alimenti

Shutterstock/Tatjana Baibakova

Interessante scoprire che il riscaldamento di alimenti contenenti tiamina ne riduce il contenuto, ad esempio il pane ha il 20%–30% in meno di tiamina rispetto ai suoi ingredienti crudi e la pastorizzazione riduce il contenuto di tiamina (peraltro basso) nel latte fino al 20%. In altre parole la vitamina è termolabile e quindi la quantità disponibile viene ridotta dalla cottura.

Inoltre, poiché la vitamina è idrosolubile, una quantità significativa viene persa quando l’acqua di cottura (ad esempio di cereali e legumi) viene gettata.

A ridurre le quantità disponibili per l’assorbimento possono anche essere

  • i tannini, sostanze chimiche presenti nel caffè e nel  (ma si tratta di un’eventualità mai riscontrata a livello clinico nelle popolazioni occidentali),
  • pesce e frutti di mare consumati crudi, ma nuovamente si tratta di situazioni senza un reale impatto clinico nella realtà delle diete attuali.

Carenza

Una misurazione diretta della quantità di tiamina nel sangue non è un indicatore affidabile delle scorte disponibili, mentre quando necessario si ricorre in genere alla verifica dell’attività di uno specifico enzima (transketolasi) il cui funzionamento dipende dalla vitamina.

Il risultato è tipicamente compreso

  • 0%–15% nelle persone sane,
  • 15%–25% in caso di deficit minimo,
  • superiore al 25% in caso di carenza.

Un’altra misura comunemente usata dello stato della tiamina è il dosaggio della quantità nelle urine, utile soprattutto a valutare l’introduzione mediante alimenti/integratori più che le scorte disponibili. Negli adulti l’escrezione di meno di 100 mcg/giorno di tiamina nelle urine suggerisce un’assunzione insufficiente.

Tra i fattori di rischio legati allo sviluppo di carenza figurano:

  • alcolismo (l’alcool riduce l’assorbimento, oltre a predisporre ad una più generica malnutrizione)
  • età anziana (probabilmente a causa di un basso apporto dietetico come conseguenza di diete monotone e squilibrate, una combinazione di malattie croniche, l’uso concomitante di più farmaci e un ridotto assorbimento di tiamina come conseguenza naturale dell’invecchiamento)
  • HIV/AIDS (probabilmente a causa di malnutrizione dovuta allo stato catabolico associato allo sviluppo di AIDS)
  • diabete (si ipotizza che possa essere dovuto all’aumento dell’eliminazione renale)
  • precedenti di chirurgia bariatrica (a causa di un ridotto apporto/assorbimento).

Sintomi di carenza

La carenza di vitamina B1, ormai fortunatamente molto rara (almeno nel cosiddetto Primo Mondo), può causare

Una grave carenza conduce allo sviluppo di una condizione che prende il nome di “beriberi”, che si manifesta con i sintomi elencati e

  • formicolio e intorpidimento ai piedi e alle mani,
  • dolori muscolari e atrofia (perdita di massa muscolare),
  • riduzione dei riflessi neurologici.

Un esempio più comune di carenza di tiamina nei Paesi sviluppati è la sindrome di Wernicke-Korsakoff, che colpisce soprattutto gli alcolisti cronici.

Integratori

Sebbene venga spesso promossa nelle formulazioni del complesso B al fine di aumentare la disponibilità di energia, non esiste alcuna evidenza di efficacia in questo senso: il fatto che sia indispensabile per un corretto metabolismo energetico dell’organismo significa che una carenza può ostacolare questi processi, ma NON significa che un eccesso possa essere di qualche beneficio.

È sicuramente indispensabile nel trattamento di carenze (potenziali o accertate, ad esempio in pazienti alcolisti o anziani a rischio), mentre disponiamo di evidenze preliminari in relazione ad un possibile beneficio nel trattamento di:

  • Cataratta. Un’elevata assunzione di tiamina come parte di una dieta sana è associata a una ridotta probabilità di sviluppare la cataratta.
  • Nefropatia diabetica (danno renale nelle persone con diabete). Alcune ricerche mostrano che l’assunzione di tiamina ad alte dosi (300 mg al giorno) riduce la quantità di albumina nelle urine in pazienti con diabete di tipo 2 (la presenza di albumina nelle urine è  indice di  danno renale).
  • Crampi mestruali (dismenorrea). L’assunzione di tiamina sembra ridurre il dolore mestruale nelle ragazze adolescenti e nelle giovani donne.

Eccesso di vitamina B1

L’organismo è in grado di smaltire un eventuale eccesso di vitamina B1 attraverso le urine e il rischio di sviluppare effetti indesiderati è quindi remoto (tanto da non essere stati descritti i possibili sintomi).

Interazioni con farmaci

Non sono note interazioni con farmaci, mentre è noto come alcuni medicinali possano condurre ad un rischio di carenza della tiamina, ad esempio:

  • furosemide, diuretico che aumenta l’escrezione di vitamina,
  • fluorouracile, chemioterapico che sembra poter inibire l’azione della vitamina nei normali processi metabolici.

Fonti e bibliografia

  • NIH
  • Vitamin B1 (Thiamine) – Julianna L. Martel; Connor C. Kerndt; Harshit Doshi; David S. Franklin.

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