Quanti chili si perdono non mangiando i carboidrati?

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2-3 kg, questo è quello che consente di perdere una dieta particolarmente povera di carboidrati nella prima settimana, ma è importante ricordare che si tratta di liquidi, solo di liquidi.

Successivamente i chili che si perdono… dipendono da te!

L’interesse per le diete low-carb è cresciuto esponenzialmente, con la promessa (mantenuta, peraltro) di rapide perdite di peso. Troppo bello per essere vero? Dipende da cosa ti aspetti e qual è il tuo obiettivo.

Donna con una fetta di pizza in mano che fa il segno di stop con la mano

Shutterstock/pathdoc

Una dieta chetogenica è un regime alimentare che si caratterizza per un elevato apporto di grassi, un moderato apporto di proteine e un bassissimo apporto di carboidrati. Tradizionalmente, la distribuzione dei macronutrienti segue un rapporto attorno a

  • 55-60% di grassi,
  • 30-35% di proteine
  • e 5-10% di carboidrati, con una limitazione a meno di 50 grammi di carboidrati al giorno.

L’obiettivo della dieta chetogenica è portare il corpo in uno stato di chetosi, una condizione metabolica in cui il fegato produce corpi chetonici a partire dagli acidi grassi. Questo processo s’innesca quando le scorte di glicogeno (carboidrati) sono esaurite e l’energia deve essere prodotta dalla lipolisi, ovvero dalla scomposizione dei grassi. Se in condizioni normali i carboidrati sono la principale fonte di energia per il corpo, quando sono scarsamente disponibili il corpo fa buon viso a cattivo gioco e si adatta, passando all’utilizzo di grassi come fonte principale di energia.

Questa dieta è stata originariamente utilizzata nel trattamento di alcune forme di epilessia pediatrica nei primi anni del Novecento,  ma negli ultimi anni ha guadagnato popolarità come metodo per la perdita di peso e, secondo alcune ricerche, potrebbe offrire benefici in termini di controllo glicemico, riduzione dei trigliceridi e miglioramento del profilo lipidico.

Nella prima settimana di una dieta chetogenica è del tutto normale sperimentare una rapida perdita di peso, generalmente compresa tra i 2 e i 4 kg, ma è importante ricordare che si tratta di sostanzialmente di liquidi.

Nel corpo i carboidrati sono immagazzinati sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato; quando l’assunzione attraverso la dieta viene drasticamente ridotta, come avviene in una dieta chetogenica o semplicemente in caso di digiuno prolungato, il corpo attinge alle riserve di glicogeno di cui dispone.

Ogni grammo di glicogeno è legato a circa 3 grammi di acqua, quindi quando il glicogeno viene consumato, l’acqua viene espulsa dal corpo.

Non essendoci introduzione di carboidrati le riserve vengono esaurite, portando all’espulsione di tutta l’acqua legata (che può essere erroneamente interpretata come una rapida perdita di grasso corporeo).

Dopo la prima settimana la perdita di peso tende a rallentare, diventando più gradualmente una perdita di grasso vero e proprio, purché si mantenga un deficit calorico, la vera chiave per una qualunque dieta dimagrante. In altre parole, da qui in poi quanto e se si perde ancora, dipende da te.

Attenzione, i chili di liquidi persi vengono ripresi non appena si reintroducono i carboidrati, in parte anche solo in caso di uno sgarro occasionale (ad esempio una pizza).

Vale infine la pena di sottolineare che gli studi finora condotti mostrano che sul lungo periodo la dieta chetogenica non garantisce particolari vantaggi in termini di peso perso rispetto ad altri approcci più equilibrati come la dieta mediterranea, che può vantare anche una più solida dimostrazione di effetti benefici in termini di prevenzione cardiovascolare.

Come sempre, insomma, qualunque dieta va bene per perdere peso, a patto che sia sostenibile nel tempo (e la sostenibilità è un concetto estremamente soggettivo, c’è chi si trova meglio con un approccio, chi con un altro).

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