Cosa fa il chirurgo della mano? Cos’è la chirurgia della mano?

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Cos’è la chirurgia della mano

La chirurgia della mano è una specializzazione medica dedicata alla diagnosi, trattamento e riabilitazione delle patologie che colpiscono mano, polso e avambraccio. Questa disciplina richiede una profonda conoscenza dell’anatomia complessa di quest’area, che comprende 27 ossa, numerosi tendini, nervi, vasi sanguigni e legamenti, tutti concentrati in uno spazio relativamente piccolo.

Come si diventa chirurgo della mano

In Italia il percorso per diventare chirurgo della mano prevede innanzitutto la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dalla specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia Plastica o Chirurgia Ortopedica (4-5 anni).

Molti chirurghi della mano completano la loro formazione con master, corsi di perfezionamento specifici presso centri specializzati e fellowship (periodi di formazione avanzata) presso centri di eccellenza nazionali o internazionali.

La Società Italiana di Chirurgia della Mano (SICM) rappresenta il principale riferimento scientifico e formativo per questa specialità nel nostro paese.

Di cosa si occupa il chirurgo della mano

Tenosinovite alla mano

Shutterstock/Jo Panuwat D

Il chirurgo della mano si occupa di diagnosticare e trattare tutte le patologie che interessano mano, polso e avambraccio, sia di natura traumatica che degenerativa, congenita o acquisita. Il suo approccio è multidisciplinare, combinando tecniche di microchirurgia, chirurgia ortopedica, plastica e ricostruttiva.

Questo specialista lavora in stretta collaborazione con altre figure sanitarie, in particolare:

  • Fisioterapisti specializzati nella riabilitazione della mano
  • Terapisti occupazionali
  • Reumatologi
  • Neurologi
  • Radiologi
  • Anestesisti specializzati in anestesia locoregionale

L’obiettivo principale è sempre il ripristino della funzionalità, considerando che la mano è un organo estremamente complesso dove forma e funzione sono inscindibilmente legate.

Quali patologie tratta

Il chirurgo della mano si occupa di un ampio spettro di condizioni, tra cui:

Quando rivolgersi al chirurgo della mano

È importante sottolineare che i sintomi descritti di seguito possono essere causati da diverse patologie e non necessariamente richiedono un intervento chirurgico. La valutazione iniziale può essere effettuata dal medico di medicina generale, che indirizzerà il paziente allo specialista quando necessario.

Situazioni che richiedono una valutazione specialistica

  • Dolore persistente alla mano o al polso che non migliora con trattamenti conservativi
  • Limitazione dei movimenti delle dita o del polso che interferisce con le attività quotidiane
  • Deformità delle dita o della mano
  • Intorpidimento o formicolio persistente alle dita, specialmente se peggiora di notte o durante specifiche attività
  • Debolezza nella presa o difficoltà a manipolare oggetti piccoli
  • Noduli o masse che compaiono sulla mano o sul polso
  • Rigidità mattutina delle articolazioni della mano che dura più di 30 minuti
  • Scatti o blocchi durante il movimento delle dita

Segnali d’allarme: quando intervenire subito

Alcune situazioni richiedono una valutazione urgente o il ricorso al pronto soccorso:

  • Traumi acuti con deformità evidenti, gonfiore importante o impossibilità di movimento
  • Ferite profonde, specialmente se interessano il palmo della mano o i polpastrelli
  • Amputazioni anche parziali di dita o parti della mano
  • Infezioni in rapida evoluzione con arrossamento, calore, dolore pulsante e febbre
  • Perdita improvvisa di sensibilità o movimento in una parte della mano
  • Dolore intenso dopo un’immobilizzazione con gesso o tutore

Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico

  • Malattia di Dupuytren in fase iniziale
  • Artrite reumatoide o altre artropatie infiammatorie che coinvolgono le mani
  • Malformazioni congenite nei bambini
  • Esiti di traumi precedenti che limitano la funzionalità
  • Neuropatie periferiche con coinvolgimento delle mani

Come prepararsi alla visita

Per ottimizzare la visita con il chirurgo della mano è consigliabile:

  • Portare tutti gli esami diagnostici precedentemente eseguiti (radiografie, risonanze magnetiche, elettromiografie, ecc.)
  • Preparare un elenco dei farmaci assunti regolarmente
  • Annotare la cronologia dei sintomi: quando sono iniziati, cosa li peggiora o migliora, come interferiscono con le attività quotidiane
  • Portare referti di precedenti visite specialistiche correlate al problema
  • Se si tratta di un trauma, portare documentazione relativa all’incidente (referto del pronto soccorso, dinamica dell’evento)
  • Indossare abbigliamento comodo che permetta di scoprire facilmente non solo la mano ma anche il braccio fino alla spalla
  • Rimuovere anelli, bracciali e orologi prima della visita
  • Se possibile, evitare di applicare creme sulle mani il giorno della visita

Come si svolge la visita

Inizialmente lo specialista raccoglie un’accurata anamnesi, ponendo domande sulla natura dei sintomi, sulla loro durata e sulle attività che li peggiorano. Vengono indagate anche la professione del paziente, eventuali hobby e attività sportive, poiché questi fattori possono influenzare sia la diagnosi che il piano terapeutico.

Segue l’esame obiettivo, durante il quale il chirurgo:

  • Osserva attentamente la mano a riposo e durante il movimento
  • Valuta la mobilità di tutte le articolazioni
  • Esamina la forza muscolare attraverso specifici test
  • Controlla la sensibilità delle diverse aree della mano
  • Verifica la presenza di punti dolenti, gonfiore o deformità
  • Esegue test specifici per determinate patologie (ad esempio, il test di Phalen o di Tinel per la sindrome del tunnel carpale)

In base ai risultati dell’esame clinico, il chirurgo può prescrivere esami diagnostici di approfondimento.

Esami diagnostici frequentemente prescritti

  • Radiografie: per valutare le strutture ossee e identificare fratture, artrosi o altre alterazioni scheletriche
  • Ecografia: utile per visualizzare tendini, legamenti e altre strutture dei tessuti molli
  • Risonanza Magnetica (RM): fornisce immagini dettagliate di tutte le strutture della mano e del polso
  • Elettromiografia (EMG) e studi di conduzione nervosa: per valutare la funzionalità dei nervi e diagnosticare sindromi compressive
  • Tomografia Computerizzata (TC): particolarmente utile per fratture complesse o per valutare la guarigione ossea
  • Artroscopia diagnostica: procedura mini-invasiva che permette di visualizzare direttamente l’interno dell’articolazione
  • Esami di laboratorio: in caso di sospetta artrite reumatoide o altre patologie infiammatorie

Al termine della visita, il chirurgo discute con il paziente la diagnosi e le opzioni terapeutiche disponibili, che possono includere trattamenti conservativi (farmaci, tutori, infiltrazioni, fisioterapia) o interventi chirurgici quando necessari.

Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate

All’interno della chirurgia della mano esistono diverse aree di particolare specializzazione:

  • Microchirurgia ricostruttiva: focalizzata sui reimpianti di segmenti amputati e sui trapianti di tessuto
  • Chirurgia dei nervi periferici: specializzata nella riparazione e ricostruzione nervosa
  • Chirurgia pediatrica della mano: dedicata alle malformazioni congenite e ai traumi pediatrici
  • Chirurgia artroscopica del polso: utilizza tecniche mini-invasive per trattare patologie articolari

È importante distinguere il chirurgo della mano da altre figure professionali correlate:

  • Ortopedico generale: si occupa di tutte le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, mentre il chirurgo della mano è specializzato esclusivamente nell’arto superiore distale
  • Chirurgo plastico: può trattare problemi della mano, ma generalmente con un focus maggiore sull’aspetto estetico e ricostruttivo
  • Fisiatra e fisioterapista della mano: si occupano della riabilitazione post-traumatica o post-chirurgica, ma non eseguono interventi chirurgici
  • Reumatologo: tratta le patologie infiammatorie che colpiscono le articolazioni della mano con approccio farmacologico, collaborando con il chirurgo quando necessario
  • Neurologo: diagnostica e tratta le neuropatie periferiche che possono coinvolgere la mano, ma non interviene chirurgicamente

La chirurgia della mano rappresenta quindi un esempio perfetto di specializzazione trasversale, che integra competenze ortopediche, neurochirurgiche, vascolari e di chirurgia plastica, con l’obiettivo di ripristinare non solo l’anatomia ma soprattutto la funzionalità di questo straordinario strumento che è la mano umana.

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