Miosi (pupilla piccola): cause, sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

La dimensione normale della pupilla negli adulti varia da 2 a 4 mm di diametro in piena luce a 4 a 8 mm al buio; la miosi è quella condizione per cui la pupilla risulta di dimensioni diminuite rispetto alla normalità (inferiore a 2 mm), mentre la differenza di diametro tra le due pupille a riposo è definita anisocoria.

La miosi può essere classificata come:

  • Reagente quando la pupilla si restringe in risposta agli stimoli luminosi;
  • Fissa quando invece la situazione di restringimento non è legata alla luce esterna.
Miosi

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Può essere unilaterale se colpisce solo un occhio, ed è solitamente la manifestazione di una causa patologica, oppure bilaterale se interessa entrambi gli occhi come alla variazione dell’illuminazione, anche se non va esclusa la causa patologica o farmacologica.

Può essere il segno di una condizione anche grave come ad esempio lesioni neurologiche, trauma cranico, lesioni oculari, … oppure può essere conseguenza dell’utilizzo di sostanze stupefacenti come eroina e morfina.

Lo specialista di riferimento è l’oftalmologo, che tuttavia può fare riferimento anche ad altri professionisti qualora si sospetti che la condizione sia legata ad altra condizione medica.

Richiami di anatomia

Anatomia dell'occhio

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La pupilla è il foro posto al centro dell’iride, la parte colorata dell’occhio, attraverso cui entra la luce; aumenta o diminuisce di dimensione in risposta alle variazioni di illuminazione:

  • quando c’è poca luce l’iride si restringe e la pupilla si dilata,
  • viceversa quando la luce è abbondante la pupilla tende a diminuire di dimensione (riflesso pupillare alla luce).

La regolazione della dimensione della pupilla è un fenomeno che avviene grazie all’effetto combinato di due muscoli, il muscolo sfintere dell’iride ed il muscolo dilatatore dell’iride; il primo è responsabile della miosi (chiusura) della pupilla in base alla luce ambientale, mentre il secondo della dilatazione (midriasi) in risposta a stimoli emotivi e dolorosi e non alla luce.

Cause

Il restringimento della pupilla, così come la sua dilatazione, è una condizione fisiologica che si verifica quotidianamente principalmente a causa di:

  • Aumento della luce solare e dell’illuminazione artificiale
  • Attivazione del sistema parasimpatico
  • Vecchiaia per l’indebolimento della muscolatura pupillare

Possono causare miosi, inoltre, diverse condizioni transitorie quali ad esempio:

  • Utilizzo di droghe (eroina o morfina, oppiacei e derivati)
  • Utilizzo di specifici medicinali (ad esempio antispastici o antistaminici)
  • Utilizzo di farmaci miotici (ad esempio collirio di pilocarpina o fisostigmina)
  • Esposizione a gas nervino

In alcuni pazienti la miosi fissa può anche avere eziologia genetica.

Le condizioni patologiche che possono comportare la miosi invece sono:

  • Infiammazioni all’interno dell’occhio che ostacolano la muscolatura pupillare (ad esempio l’uveite)
  • Sindrome monolaterale di Horner (paralisi inferiore del plesso brachiale), ossia una condizione di deficit di comunicazione tra cervello e occhio; tale sindrome è caratterizzata dalla triade diagnostica: miosi, ptosi e alterazioni della sudorazione.
  • Lesioni alle ossa che costituiscono l’orbita oculare
  • Lesioni neurologiche
  • Trauma cranico
  • Encefalite
  • Ictus
  • Lesioni oculari
  • Contusioni del bulbo oculare
  • Coma ipoglicemico

Sintomi

La miosi è di per sé un sintomo che si manifesta con il restringimento della pupilla fino a raggiungere un diametro inferiore ai 4 millimetri. Per quanto riguarda altri sintomi, invece, questi sono strettamente legati alla causa principale che ha comportato il restringimento fisso ed anomalo della pupilla.

Diagnosi

La miosi fissa (ovvero non rispondente a stimoli esterni) è una condizione che richiede immediata attenzione medica, in quanto potenzialmente manifestazione di patologie anche gravi.

Viene diagnosticata da un oftalmologo essendo una manifestazione primariamente oculistica, ma la sua valutazione fa parte del bagaglio proprio anche di altri specialisti, come il neurologo; è richiesta in prima battuta un’approfondita indagine anamnestica alla ricerca della causa primaria responsabile della condizione e, quando necessario, la collaborazione con eventuali altri professionisti medici per la diagnosi della condizione patologica sovrastante.

Cura

Il trattamento della miosi dovrebbe essere volto in prima battuta al riconoscimento e alla cura della causa scatenante.

Se la miosi è causata da un’infiammazione degli occhi il trattamento prevede l’utilizzo di gocce sotto forma di collirio, come ad esempio l’atropina, che possano allargare il diametro della pupilla.

La miosi fisiologica è un fenomeno che non deve destare preoccupazione; mentre, se causato da utilizzo di sostanze stupefacenti, è necessario interromperne l’assunzione per il benessere generale del paziente.

Non desta preoccupazione in genere neanche se correlata ad una condizione genetica, all’assunzione di medicinali o di colliri miotici.

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