Disfunzione sessuale post-SSRI (PSSD): cause, sintomi, cura

Ultima modifica

Cos’è la PSSD?

La disfunzione sessuale post-SSRI (spesso indicata con l’acronimo inglese PSSD, Post-SSRI sexual dysfunction), nota anche come sindrome post-SSRI, è un disturbo che colpisce pazienti in terapia con farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI, ma anche altri farmaci che inibiscano la ricaptazione della serotonina) e che si manifesta con cambiamenti persistenti che riguardano la sfera sessuale e che si protraggono per un periodo prolungato anche dopo la sospensione del farmaco.

La condizione è stata descritta per la prima volta solo nel 2006; è probabilmente sotto-diagnosticata, anche perché le disfunzioni sessuali sono un sintomo tipico anche di molte patologie ansioso-depressive, osservazione che complica la stima esatta della probabilità di sviluppare i sintomi della sindrome, che annoverano tra l’altro:

  • riduzione del desiderio e dell’eccitazione sessuale,
  • disfunzione erettile persistente,
  • difficoltà di lubrificazione vaginale,
  • incapacità di raggiungere l’orgasmo o perdita della sensazione piacevole associata,
  • perdita di sensibilità nei genitali o in altre zone erogene.

Ad oggi il meccanismo esatto dietro a questi disturbi non è noto e non esistono indicazioni largamente condivise su come curare la patologia.

Donna preoccupata

Shutterstock/Marcos Mesa Sam Wordley

Cosa sono i farmaci SSRI

Sebbene non siano gli unici medicinali associati al rischio di sviluppare la condizione, gli SSRI sono probabilmente i più noti e prescritti; si tratta di farmaci antidepressivi che comprendono ad esempio:

  • Citalopram (Elopram®, Seropram®, … )
  • Escitalopram (Cipralex®, Entact®, …)
  • Fluoxetina (Prozac®, Fluoxeren®, …)
  • Fluvoxamina (Fevarin®, Maveral®, …)
  • Paroxetina (Daparox®, Sereupin®, Seroxat®, …)
  • Sertralina (Zoloft®, …).

Tra gli effetti collaterali noti di questi farmaci sono compresi quelli legati alla funzione sessuale, tra cui ad esempio:

  • disfunzione erettile nell’uomo,
  • difficoltà di una corretta lubrificazione nella donna (secchezza vaginale),
  • incapacità di raggiungere l’orgasmo,
  • riduzione del desiderio (calo della libido).

La sindrome può essere diagnosticata, per definizione, quando questi sintomi persistano anche a seguito dell’interruzione della terapia.

Altri farmaci responsabili

La letteratura non è ancora definitiva, ma tra gli altri medicinali sospettati di poter causare la sindrome sono stati segnalati:

  • Inibitori della ricaptazione di serotonina e non adrenalina (SNRI)
    • Vortioxetina (Brintellix®, …)
    • Venlafaxina (Efexor®, …)
    • Desvenlafaxina (Favilex®, …)
    • Duloxetina (Cymbalta®, Xeristar® …)
    • Atomoxetina (Strattera®, …)
    • Levomilnacipran (ad oggi non disponibile in Europa)
  • Altri farmaci
    • Doxiciclina (Bassado®, …)
    • tramadolo (Contramal®, …)
    • Mirtazapina (Remeron®, …)
    • Bupropione (Wellbutrin©, Zyban©, …)
    • Aripriprazolo (Abilify®, …)

Cause

Le cause della sindrome POST-SSRI non sono note, così come i fattori di rischio che predispongono all’insorgenza; non è chiaro ad esempio se esista una relazione con la durata della terapia, mentre alcuni autori sottolineano e avvertono dei rischi legati alla somministrazione dei farmaci prima della completa maturazione e sviluppo di un individuo (ovvero bambini e adolescenti).

Gli effetti collaterali degli SSRI che riguardano la sfera sessuale sono ben conosciuti e si sovrappongono in larga parte a quelli della sindrome POST-SSRI, ma allo stesso tempo non è noto se i meccanismi responsabili siano ugualmente condivisi (la sindrome è stata descritta sia in pazienti che hanno lamentato effetti collaterali già durante la terapia, che pazienti che abbiano tollerato meglio l’assunzione).

Tra le possibili ipotesi sono state proposte:

  • alterazioni epigenetiche (modifiche che influenzano la frequenza con cui uno o più geni del DNA vengono espressi),
  • interferenza endocrina nella sintesi ormonale (riguardanti ad esempio testosterone ed estrogeni),
  • alterazioni elettrofisiologiche,
  • induzione di neuropatie,
  • riduzione degli effetti legati all’ACE2, un enzima diffuso in numerosi organi e in grado di modulare numerosi effetti biochimici cellulari (si trova sulla superficie delle membrane cellulari),
  • alterazione del microbiota intestinale,
  • innesco di reazioni autoimmuni,

Vale infine la pena di sottolineare che alcuni SSRI sono stati prescritti off-label come trattamento per l’eiaculazione precoce (mentre la dapoxetina è un principio attivo appartenente alla stessa categoria e autorizzato al commercio con questa specifica indicazione, perché a breve durata d’azione).

Sintomi

Secondo i criteri diagnostici formulati da David Healy et al. nel 2022, una diagnosi di PSSD richiede che il soggetto abbia

  • assunto un SSRI o altro SRI,
  • e successivamente manifestato nuovi sintomi di disfunzione sessuale per almeno tre mesi a seguito dell’ultima dose (i sintomi devono essere di nuova insorgenza, ovvero non presenti prima dell’inizio della terapia).

Lo spettro dei sintomi possibili è vario e pazienti diversi possono lamentare combinazioni differenti, oltre che gravità variabile:

  • Sintomi della sfera genito-sessuale
    • Disfunzione erettile
    • Perdita di lubrificazione vaginale
    • Intorpidimento genitale e/o ridotta sensibilità genitale
    • Incapacità di raggiungere l’orgasmo (anorgasmia) o piacere ridotto
    • Eiaculazione precoce
    • Calo del desiderio sessuale
    • Ridotta capacità di eccitarsi sessualmente
    • Diminuzione delle dimensioni del pene o dei testicoli
    • Cambiamenti nel ciclo mestruale
    • Dolore ai testicoli
    • Diminuzione del volume e/o della qualità seminale
    • Disfunzione del pavimento pelvico
    • Cistite interstiziale, spesso diagnosticata come infezioni ricorrenti del tratto urinario nelle donne (cistite) o come prostatite ricorrente nei maschi.
  • Altri sintomi
    • Incapacità di provare piacere (anedonia)
    • Ottundimento/intorpidimento emotivo
    • Difficoltà a pensare o a concentrarsi (brain fog)
    • Disturbi della memoria
    • Perdita della capacità di piangere
    • Depersonalizzazione e/o derealizzazione.

Anche l’andamento dei sintomi lamentati è variabile; in molti casi i pazienti riferiscono un andamento intermittente dei disturbi, con transitori periodi di miglioramento della durata di 1-2 giorni.

Diagnosi

La diagnosi è purtroppo molto complessa e il fatto che la sindrome sia poco nota purtroppo rappresenta un ulteriore ostacolo; lo specialista in genere formula la diagnosi considerando:

  • anamnesi (raccolta della storia clinica, in particolare di un recente uso e poi sospensione di SSRI),
  • esclusione di altre possibili cause.

Tra i problemi più rilevanti spicca il fatto che alcuni pazienti potrebbero nemmeno rendersi conto della condizione, anche perché si tratta di soggetti in cui la patologia per cui è stato prescritto il farmaco (la depressione) annovera tra i propri sintomi una riduzione del desiderio sessuale.

La PSSD viene spesso erroneamente diagnosticata come un problema psicologico quando in realtà sembra ormai certo che abbia origine farmacologica.

Quanto dura? Si può guarire?

La durata dei della sindrome è ampiamente variabile; la letteratura mostra una forbice compresa tra pochi mesi ed alcuni anni, raramente anche più (fino a 23 anni in un aneddotico caso olandese).

Cura

Non esiste ad oggi uno specifico trattamento per la PSSD.

Sono numerosi i casi di risoluzione spontanea, così come aneddotiche segnalazioni di approcci di ogni tipo che hanno preceduto la guarigione (ma di cui è ovviamente difficile dimostrare un reale rapporto di causa-effetto):

  • farmaci,
  • terapie di supporto psichiatrico,
  • cambiamenti nella dieta o nello stile di vita.

In alcuni casi viene riportato che il ripristino della terapia con un SSRI allevia i sintomi della PSSD, ma si tratta ovviamente di una decisione con rapporto rischio-beneficio dubbio (ad esempio ricorrono spesso i farmaci buspirone e bupropione).

Per alcuni specifici disturbi è infine possibile ricorrere a farmaci sintomatici, ad esempio:

  • inibitori della 5 fosfodiesterasi (Cialis, Viagra, …) per la disfunzione erettile,
  • lubrificanti vaginali per la secchezza vaginale.

A titolo di curiosità si segnala l’esistenza di un premio di $ 100000 per chiunque dovesse scoprire una terapia la sindrome.

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati
Articoli in evidenza