Cistite interstiziale: sintomi, cause e cura

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Introduzione

La cistite interstiziale (CI), oggi spesso definita sindrome della vescica dolorosa (BPS), è una condizione cronica che causa disagio o dolore della vescica e il bisogno di urinare frequentemente e con urgenza, seppure con differenze soggettive:

  • alcuni individui possono avvertire dolore senza urgenza o aumentata frequenza,
  • altri al contrario lamentano urgenza senza accusare dolore.

La condizione tende a colpire soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni ed è molto più comune nelle donne rispetto agli uomini, donne in cui i sintomi spesso peggiorano durante le mestruazioni e che possono avvertire dolore anche durante i rapporti sessuali.

Ad oggi la causa esatta è ancora oggetto di ricerca e, purtroppo, non esiste una cura risolutiva universale, ma le terapie disponibili permettono in genere di recuperare una soddisfacente qualità di vita attraverso un approccio multidisciplinare che include modifiche allo stile di vita, fisioterapia, farmaci e trattamenti specialistici.

Rimane purtroppo complessa la fase di diagnosi, che per alcune persone può ancora richiedere tempi lunghi; si raccomanda a questo proposito di rivolgersi al medico in caso di dolore pelvico persistente o alterazioni significative nelle abitudini urinarie. Questi sintomi possono avere numerose spiegazioni, fatto che rende la diagnosi un percorso di esclusione e approfondimento clinico mirato, spesso condotto dallo specialista urologo.

Primo piano di una donna che appoggia le mani all'altezza dei genitali a causa del fastidio avvertito

iStock.com/Anetlanda

Cause

La vescica è un organo cavo con funzione di immagazzinamento dell’urina; quando il contenuto supera un certo limite, viene inviato un segnale al cervello che si traduce nella tipica sensazione  di esigenza di urinare.

In presenza di cistite interstiziale il segnale di svuotare la vescica è inviato più spesso del normale, o comunque quando la vescica non sia ancora effettivamente piena.

I sintomi sono paragonabili a quelli di una cistite batterica, ma il disturbo non risponde alle terapie antibiotiche e l’esame delle urine non rivela alcuna infezione; di fatto non si conoscono le cause esatte della cistite interstiziale. La diagnosi moderna si basa su criteri clinici standardizzati che mirano a identificare la sindrome escludendo altre patologie sovrapponibili.

Ad oggi si ritiene che la causa possa risiedere in un’alterazione del rivestimento protettivo della vescica (lo strato di glicosaminoglicani o GAG), che permetterebbe a sostanze tossiche presenti nell’urina di irritare la parete vescicale. È stato inoltre rilevato come il disturbo possa insorgere in seguito a specifici eventi scatenanti, come interventi chirurgici, infezioni urinarie severe o eventi traumatici.

Una differente ipotesi inquadra la cistite interstiziale all’interno di una sindrome di sensibilità centrale, associandola a patologie come il colon irritabile o la fibromialgia.

Fattori di rischio

  • Si ritiene che possa esserci una componente di familiarità, suggerendo una predisposizione genetica ancora in fase di studio.
  • Circa l’80% degli individui con diagnosi di cistite interstiziale è di genere femminile; tuttavia, si ipotizza che negli uomini molte diagnosi di prostatite cronica possano in realtà celare una cistite interstiziale.
  • La malattia si sviluppa per lo più tra i 30 e i 40 anni di età, benché sia diagnosticata anche in soggetti più giovani o in età avanzata.
  • La cistite interstiziale è spesso associata ad altri disturbi dolorosi cronici, come la sindrome dell’intestino irritabile o la fibromialgia.

Sintomi

La cistite interstiziale è un disturbo frequente che spesso inizia in modo subdolo, talvolta come semplice stimolo frequente alla minzione, che il soggetto può non notare o non percepire come problema. In altri casi l’insorgenza è ben più drammatica, con sintomi gravi che si verificano nell’arco di giorni, settimane o mesi.

I pazienti manifestano ripetuti episodi di disagio, gonfiore e dolore a vescica, basso addome e zona pelvica. I sintomi possono variare da persona a persona, l’entità può essere più o meno grave e può andare incontro a variazioni nel tempo.

Da un punto di vista generale si verificano in genere combinazioni variabili dei seguenti sintomi:

  • Urgenza, ossia la necessità impellente di urinare; normalmente questa sensazione si verifica dopo aver bevuto grandi quantità di liquidi o dopo diverse ore dall’ultima minzione, mentre in caso di cistite interstiziale si può avvertire indipendentemente da questi due fattori e oltretutto accompagnata da dolore e bruciore.
  • Frequenza, il soggetto affetto da questo disturbo mostra un’aumentata frequenza di minzione rispetto al normale e in proporzione a quanto si è bevuto; se un soggetto altrimenti sano urina mediamente circa 4-7 volte al giorno, il paziente affetto da CI urina molto più frequentemente (ovviamente espellendo minori quantità di urina). In genere lo stimolo è avvertito con eccessiva frequenza anche di notte (nicturia).
  • Dolore, quando la vescica inizia a riempirsi si avverte disagio e vero e proprio dolore, che peggiora finché non sia possibile urinare (svuotando la vescica in genere si beneficia di un certo sollievo). Solo raramente il dolore è una presenza costante, molto più spesso i pazienti lo descrivono come intermittente in periodi di settimane o mesi. In alcuni casi il dolore aumenta proporzionalmente al riempimento della vescica, in altri casi può essere percepito anche negli organi circostanti:
    • Le donne possono percepire dolore a vulva o vagina ,
    • gli uomini a scroto, testicoli o pene.

Il dolore è in genere il sintomo più caratteristico e peggiora durante i rapporti sessuali (dispareunia), mentre non tutti i pazienti manifestano ugualmente urgenza e frequenza.

In molti casi, i sintomi diventano cronici e, raramente, la vescica si rimpicciolisce nel tempo al punto da non avere più nessuna capacità di accumulare urina.

In alcuni casi è possibile individuare fattori in grado di peggiorare i sintomi della cistite interstiziale:

Spesso la malattia è causa di disagio anche nella sfera sessuale:

  • le donne possono avere dolore durante un rapporto perché la vescica è subito davanti alla vagina,
  • mentre gli uomini possono lamentare dolore durante l’orgasmo o il giorno successivo.

Quando chiamare il medico

Consultare il proprio medico a fronte di sintomi di cistite interstiziale. Assicurarsi di riferire lo specifico sospetto (la malattia non è sempre riconosciuta o diagnosticata facilmente).

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la cistite interstiziale è oggi basato su protocolli clinici che mirano non solo a escludere altre patologie (come infezioni, tumori vescicali o calcoli), ma anche a tipizzare correttamente il paziente per personalizzare la terapia. Non esiste un singolo test “gold standard”, ma una combinazione di valutazioni.

Anamnesi e diario minzionale

Il medico raccoglie innanzitutto la storia clinica dettagliata dei sintomi. Uno strumento fondamentale in questa fase è il diario minzionale: per 2 o 3 giorni il paziente deve annotare cosa beve, quanto spesso urina e il volume di urina espulso ogni volta. Questo permette di oggettivare la frequenza e l’urgenza, distinguendo la CI da altre condizioni.

Esami di laboratorio e valutazione fisica

Vengono eseguiti esami delle urine e urinocolture per escludere cistiti batteriche comuni. Nelle donne, un esame obiettivo pelvico è essenziale per valutare la presenza di punti dolorosi o ipertono dei muscoli del pavimento pelvico. Negli uomini, viene solitamente eseguito un esame della prostata.

Cistoscopia con idrodistensione

In molti casi il medico può raccomandare una cistoscopia, un esame che permette di visionare l’interno della vescica tramite una sottile sonda a fibre ottiche. Durante questa procedura, eseguita spesso in sedazione, la vescica può essere riempita d’acqua (idrodistensione) per evidenziare eventuali lesioni specifiche chiamate “ulcere di Hunner”, presenti in una sottocategoria di pazienti. La cistoscopia è fondamentale anche per escludere la presenza di tumori o altre anomalie strutturali.

Biopsia vescicale

Durante la cistoscopia, può essere prelevato un piccolo campione di tessuto (biopsia). Questo passaggio è utile per escludere altre malattie e per identificare segni di infiammazione cronica o la presenza di mastociti (cellule del sistema immunitario) nelle pareti vescicali, che possono supportare la diagnosi di cistite interstiziale.

Pericoli

Non esistono dati a supporto di un aumento del rischio di cancro della vescica legato alla cistite interstiziale, mentre si riconosce la possibilità di:

  • Riduzione del volume della vescica: la cistite interstiziale può portare ad un irrigidimento della parete della vescica e ad una diminuzione del suo volume, quindi la vescica conterrà meno urina.
  • Ridotta qualità della vita: il bisogno frequente di urinare e il dolore possono interferire con attività sociali, lavoro e altre attività quotidiane.
  • Problemi di natura sessuale.
  • Disturbi emozionali: il dolore cronico e il sonno interrotto associati con la cistite interstiziale possono causare stress emozionali e portare a depressione.

Gravidanza

Ad oggi la letteratura disponibile sull’impatto della cistite interstiziale in corso di gravidanza è davvero scarsa, ma si ritiene che la malattia non influenzi né la fertilità né la salute del feto.

L’andamento dei sintomi durante la gestazione è soggettivo, in alcuni casi il disturbo può migliorare, in altri al contrario peggiora.

Cura

L’obiettivo principale della terapia è il controllo del dolore e il miglioramento della qualità della vita. Poiché la cistite interstiziale si manifesta in modo diverso in ogni individuo, il trattamento è tipicamente multidisciplinare e personalizzato, procedendo dai metodi meno invasivi a quelli più complessi.

Obiettivi del trattamento e approccio multidisciplinare

Il percorso terapeutico mira a ripristinare il rivestimento vescicale, ridurre l’infiammazione dei nervi e rilassare la muscolatura pelvica. Spesso si utilizzano contemporaneamente diversi approcci per massimizzare i risultati.

Modifiche dello stile di vita e alimentazione

Il primo passo prevede l’educazione del paziente e l’identificazione dei fattori scatenanti.

  • Alimentazione: Molti pazienti traggono beneficio limitando cibi irritanti per la vescica come caffè, tè, bevande gassate, dolcificanti artificiali, agrumi, pomodori e cibi molto speziati. È consigliabile una dieta a eliminazione per individuare le sensibilità personali.
  • Idratazione: Sebbene sembri controintuitivo, bere a sufficienza è fondamentale per evitare che l’urina diventi troppo concentrata e irritante.
  • Abitudini: Smettere di fumare è essenziale, poiché il fumo irrita la vescica e riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti. Anche l’attività fisica dolce, come lo yoga o lo stretching, può aiutare a ridurre la tensione pelvica.

Fisioterapia del pavimento pelvico

A differenza della comune ginnastica vescicale, la fisioterapia per la cistite interstiziale non mira a rafforzare (come i classici esercizi di Kegel, che potrebbero essere controproducenti), ma a rilassare i muscoli pelvici. Spesso il dolore cronico porta a una contrattura riflessa della muscolatura, che a sua volta alimenta il dolore. Un fisioterapista specializzato può trattare i “trigger point” e aiutare il paziente a sciogliere queste tensioni.

Farmaci per via orale

Esistono diverse classi di farmaci che possono essere prescritte:

  • Antinfiammatori e analgesici: Il paracetamolo o l’ibuprofene possono essere usati per crisi lievi. In casi selezionati e sotto stretto controllo medico, si possono valutare oppioidi per il dolore severo, pur con cautela per gli effetti collaterali.
  • Pentosan polisolfato sodico: L’unico farmaco orale approvato specificamente per riparare lo strato protettivo della vescica.
  • Antistaminici: Possono aiutare a ridurre l’attivazione dei mastociti e l’infiammazione allergica della parete vescicale.
  • Antidepressivi triciclici: Utilizzati a bassi dosaggi, aiutano a modulare il segnale del dolore e a rilassare la vescica.

Trattamenti endovescicali (Instillazioni)

Consistono nell’inserimento di farmaci direttamente in vescica tramite un sottile catetere. Questo permette di agire direttamente sulla parete senza gli effetti collaterali dei farmaci sistemici. Si utilizzano comunemente miscele di acido ialuronico e condroitin solfato (per ricostruire lo strato GAG), lidocaina (per anestetizzare) ed eparina.

Procedure avanzate e chirurgia

Se i trattamenti conservativi falliscono, si possono considerare:

  • Idrodistensione: Il riempimento della vescica sotto pressione può dare sollievo ad alcuni pazienti per diversi mesi.
  • Neuromodulazione sacrale: Un dispositivo simile a un pacemaker che invia impulsi elettrici ai nervi che controllano la vescica.
  • Tossina botulinica: Iniettata nella parete vescicale per ridurre l’urgenza e il dolore.
  • Chirurgia: Interventi complessi come la cistoplastica di ampliamento o la rimozione della vescica sono considerati l’ultima risorsa, riservata a casi estremi e selezionati.

Fonti e bibliografia

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Barbara Greppi, medico chirurgo

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è la cistite abatterica e come può essere trattata?

La cistite abatterica è un'infiammazione della vescica non causata da batteri ma da altri fattori come stress, traumi, allergie, farmaci o patologie autoimmuni. Si manifesta con sintomi simili alla cistite batterica (bruciore, urgenza e frequenza minzionale) ma gli esami urine risultano negativi per la presenza di batteri. Il trattamento si concentra sulla gestione dei sintomi e sull'eliminazione delle cause scatenanti, attraverso antinfiammatori, antispasmodici e modifiche dello stile di vita. Può essere utile anche la terapia fisica del pavimento pelvico. È importante una diagnosi accurata da parte di uno specialista per escludere altre patologie e impostare una terapia mirata.

Quando è necessario consultare uno specialista per problemi urinari?

È necessario consultare uno specialista quando si presentano sintomi che persistono per più di 3-4 giorni, come bruciore o dolore durante la minzione, sangue nelle urine, minzione frequente o urgente, dolore sovrapubico, o quando le infezioni urinarie sono ricorrenti (più di 3 episodi l'anno). È importante rivolgersi subito al medico in presenza di febbre alta, dolore lombare intenso o difficoltà a urinare. Nei casi di incontinenza urinaria o di cambiamenti improvvisi nelle abitudini minzionali, soprattutto dopo i 50 anni, è consigliabile una valutazione urologica o ginecologica approfondita.

Quali misure preventive possono essere adottate per evitare la cistite ricorrente?

Per prevenire la cistite ricorrente è fondamentale mantenere una buona igiene intima (pulendo dalla parte anteriore verso quella posteriore), bere molta acqua (almeno 1.5-2 litri al giorno) ed urinare frequentemente senza trattenere. Si consiglia di indossare biancheria intima in cotone, evitare indumenti troppo stretti e detergenti aggressivi. È importante urinare dopo i rapporti sessuali e mantenere regolare l'intestino. Può essere utile l'assunzione di mirtillo rosso o D-mannosio come supporto preventivo. In alcuni casi, il medico può prescrivere una profilassi antibiotica mirata basata sulla frequenza delle recidive.
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