Dolicocolon: sintomi, cura, dieta, conseguenze

Ultima modifica

Introduzione

Per dolicocolon si intende un’alterazione della normale anatomia del colon (intestino crasso) che, come suggerisce la sua etimologia greca “dolichos”, si presenta di lunghezza maggiore rispetto alla norma.

Il colon è una porzione di intestino che origina dalla valvola ciecale (dove termina l’intestino tenue) e termina a livello dell’ano; è composto complessivamente da 6 porzioni:

  • intestino cieco con appendice
  • colon ascendente
  • colon trasverso
  • colon discendente
  • sigma
  • intestino retto

Il dolicocolon è un’anomalia che si riscontra frequentemente in soggetti:

  • longilinei, molto alti e magri,
  • che sono andati incontro a un dimagrimento notevole in breve lasso di tempo (almeno 10 kg).

Il dolicocolon colpisce prevalentemente il colon discendente ed il sigma (prendendo il nome di dolicosigma); spesso questa condizione si associa anche ad una dilatazione del colon, come avviene nella malattia di Hirschsprung, patologia congenita che si presenta nei bambini molto piccoli con impossibilità alla defecazione come conseguenza di un difetto dell’innervazione della parete intestinale, che causa paralisi della peristalsi intestinale impedendone lo svuotamento.

Rappresentazione grafica dell'anatomia del colon

In figura è evidenziato il colon (Photo Credit: iStock.com/sankalpmaya)

I sintomi più comuni del dolicocolon sono:

  • stipsi cronica, a volte anche ostinata,
  • formazione di fecalomi (feci molto secche e compresse) tali da causare frequenti sub-occlusioni intestinali, che spesso richiedono l’ospedalizzazione,
  • predisposizione al volvolo intestinale, poiché il colon più lungo del normale tende a ripiegarsi più facilmente su se stesso,
  • distensione addominale,
  • dolore addominale,
  • malessere generalizzato.

Cause

Le cause del dolicocolon sono ad oggi sconosciute; si tratta nella maggior parte dei casi di una malformazione geneticamente determinata che si presenta nei soggetti con habitus longilineo, ovvero molto alti e magri.

Forme di dolicocolon acquisite si sono invece osservate secondariamente a:

  • dimagrimento notevole, di almeno 10 kg in un breve lasso di tempo,
  • intossicazione da piombo,
  • intossicazione da morfina,
  • abuso nell’utilizzo di clisteri a scopo evacuativo,
  • malattia di Hirschsprung, dove l’allungamento e la dilatazione del colon è secondaria ad una paralisi della muscolatura intestinale per anomalie congenite nella sua innervazione.

Sintomi

Il dolicocolon può restare una condizione silente dal punto di vista clinico per molto tempo tuttavia spesso, soprattutto in età adulto-anziana, tende a sviluppare diversi sintomi tra cui:

  • stipsi cronica, a volte ostinata anche dopo assunzione di lassativi; una stipsi cronica che duri da diversi anni può portare allo sviluppo di alcune complicanze come
  • formazione di fecalomi ovvero feci molto secche e compresse che formando una sorta di “tappo” a livello intestinale impediscono la defecazione. Soprattutto negli anziani che vanno incontro frequentemente a disidratazione, questi fecalomi possono causare sub-occlusioni intestinali, che spesso richiedono l’ospedalizzazione;
  • predisposizione al volvolo intestinale, poiché il colon più lungo del normale tende a ripiegarsi più facilmente su se stesso. Per volvolo si intende una rotazione dell’asse vascolare intestinale, con i vasi che possono “strozzarsi” con grave rischio di infarto intestinale; un volvolo che non si autorisolve con terapia medica, richiede un intervento chirurgico d’urgenza;
  • distensione addominale con addome gonfio,
  • dolore addominale, soprattutto in ipogastrio (parte bassa dell’addome),
  • malessere generalizzato.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per il dolicocolon inizia con una valutazione clinica approfondita, volta a distinguere questa anomalia anatomica da altre patologie funzionali o ostruttive dell’intestino. Poiché il dolicocolon può essere asintomatico e scoperto casualmente, la diagnosi diventa clinica solo quando si associa a sintomi evidenti di rallentato transito o complicanze.

Anamnesi ed esame obiettivo

Il medico indaga la storia clinica del paziente, focalizzandosi sulla frequenza delle evacuazioni, la consistenza delle feci e l’eventuale ricorso cronico a lassativi o clisteri. Particolare attenzione viene posta a segnali di allarme come un dimagrimento improvviso o episodi di dolore addominale acuto.

Durante l’esame obiettivo, il medico può riscontrare un addome meteorico (gonfio) e, in alcuni casi, masse palpabili riconducibili a un fecaloma. L’esplorazione digito-rettale è un passaggio fondamentale per valutare la presenza di feci nel retto e il tono dello sfintere.

Imaging e indagini strumentali

Per confermare la diagnosi e visualizzare l’estensione dell’allungamento del colon, si ricorre a diversi esami strumentali:

  • Clisma opaco: rimane uno dei test più efficaci per studiare la morfologia dell’intestino. Attraverso l’introduzione di un mezzo di contrasto, permette di visualizzare chiaramente le anse in eccesso tipiche del dolicocolon e del dolicosigma.
  • TC addome e colonscopia virtuale: consentono una ricostruzione tridimensionale dell’organo, utile per escludere altre cause di ostruzione, come il tumore del colon, e per studiare i rapporti anatomici tra le diverse porzioni intestinali.
  • Colonscopia tradizionale: pur essendo tecnicamente più complessa in presenza di dolicocolon (a causa delle curve aggiuntive), è indispensabile per escludere polipi o lesioni infiammatorie della mucosa.
  • Radiografia diretta dell’addome: viene utilizzata in regime di urgenza se si sospetta un’occlusione o un volvolo, evidenziando livelli idroaerei o una distensione anomala delle anse.

Test funzionali

In casi di stipsi cronica ostinata, possono essere indicati test per valutare la velocità di transito, come il test dei marcatori radiopachi (il paziente ingerisce piccole capsule visibili ai raggi X per monitorarne il percorso). Questi test aiutano a capire se il problema è legato esclusivamente alla lunghezza del colon o se esiste un rallentamento motorio diffuso (inerzia colonica).

Dieta e cura

La gestione del dolicocolon non mira a modificare l’anatomia dell’intestino (che rimane permanentemente più lungo), ma a prevenire i sintomi e le complicanze. L’obiettivo terapeutico è garantire un transito regolare e feci di consistenza morbida per evitare il ristagno.

Stile di vita e alimentazione

L’approccio di prima linea è sempre conservativo e si basa sulla modifica delle abitudini quotidiane:

  • Idratazione: È fondamentale bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno. In assenza di acqua a sufficienza, le fibre possono paradossalmente peggiorare la stipsi, rendendo le feci dure e difficili da espellere.
  • Alimentazione ricca di fibre: L’apporto di fibre (da frutta, verdura, legumi e cereali integrali) deve essere incrementato gradualmente per minimizzare il rischio di gonfiore e meteorismo. Le fibre aumentano la massa fecale e stimolano la contrazione naturale delle pareti intestinali.
  • Attività fisica: Il movimento aerobico regolare (anche una camminata veloce quotidiana) stimola la motilità intestinale, facilitando il progredire del contenuto fecale lungo le anse sovrannumerarie.
  • Rieducazione intestinale: Cercare di stabilire un orario regolare per l’evacuazione aiuta a sfruttare i riflessi naturali del corpo, come il riflesso gastro-colico che si attiva dopo i pasti.

Terapia farmacologica

Quando la dieta non è sufficiente, il medico può prescrivere farmaci per supportare la funzione intestinale:

  • Lassativi osmotici: Sostanze come il macrogol (PEG) o il lattulosio sono considerate sicure per l’uso a lungo termine. Agiscono richiamando acqua nel colon e ammorbidendo le feci senza irritare la mucosa.
  • Integratori di fibre: Psyllium o glucomannano possono essere utili per chi non riesce a raggiungere il fabbisogno quotidiano tramite la sola alimentazione.
  • Procinetici: In casi selezionati di rallentamento motorio documentato, il medico può valutare farmaci che stimolano attivamente la contrazione intestinale.

È invece raccomandata cautela nell’uso di lassativi stimolanti (come senna o rabarbaro) se non per brevi periodi, poiché un abuso può danneggiare l’innervazione del colon peggiorando la situazione nel tempo. È opportuno inoltre moderare il consumo di caffeina e di alcolici, che possono alterare la corretta idratazione e la motilità.

Chirurgia

L’intervento chirurgico per il dolicocolon è un’opzione di ultima istanza e non viene quasi mai proposto per la sola stipsi semplice. La chirurgia (resezione della porzione di colon in eccesso o colectomia) è riservata ai casi di:

  • Volvolo intestinale: Una torsione del colon che interrompe l’afflusso di sangue e richiede un intervento d’urgenza.
  • Ostruzione completa: Impossibilità di evacuare che non risponde alle terapie mediche.
  • Complicanze gravi: Come la perforazione intestinale o episodi ricorrenti di sub-occlusione che compromettono gravemente la qualità della vita del paziente.

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati
Articoli in evidenza