Rame: funzioni nel corpo, alimenti e integratori

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Cos’è il rame e a cosa serve?

Il rame (simbolo chimico Cu) è un minerale essenziale, ovvero che deve essere necessariamente presente nell’alimentazione perché indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo.

Naturalmente presente in alcuni alimenti, ma anche disponibile commercialmente come integratore alimentare, è coinvolto in numerose reazioni biochimiche dove agisce in genere come cofattore enzimatico (ossia una piccola molecola che si associa a una specifica proteina che si occupa di favorire il corretto funzionamento di una reazione chimica), ad esempio in meccanismi relativi a

  • produzione di energia,
  • metabolismo del ferro (ne favorisce l’assorbimento ed è importante per la produzione di globuli rossi),
  • sintesi e attivazione dei messaggeri chimici del sistema nervoso,
  • sintesi del tessuto connettivo e nella sintesi dei neurotrasmettitori,

È poi coinvolto anche in molti processi fisiologici, come

  • angiogenesi (creazione di nuovi vasi sanguigni)
  • omeostasi neurormonale (mantenimento dell’equilibrio ormonale del sistema nervoso)
  • regolazione di
    • espressione genica
    • sviluppo cerebrale
  • pigmentazione (colorazione di pelle e capelli)
  • funzionamento del sistema immunitario,
  • difesa verso pericoli ossidativi.

Quanto rame serve?

Un’ampia varietà di alimenti vegetali e animali contiene rame, che viene assorbito a livello intestinale (tenue).

Quasi due terzi del rame si trova accumulato nello scheletro e nei muscoli, ma si tratta in termini assoluti di quantità piccole: un adulto medio dispone di circa 50-120 mg di rame.

La maggior parte del metallo introdotto con la dieta viene invece escreta nella bile e, in minor misura, nelle urine.

Il fabbisogno giornaliero secondo le linee guida italiane riflette ovviamente l’ordine di grandezza in gioco (tra parantesi la quantità raccomandata):

  • Bambini e adolescenti
    • 1-3 anni: 0.2 mg (0.3 mg)
    • 4-6 anni: 0.3 mg (0.4 mg)
    • 7-10 anni: 0.4 mg (0.6 mg)
    • 11-14 anni: 0.6 mg (0.8 mg)
    • 15-17 anni: 0.7 mg (0.9 mg)
  • Adulti: 0.7 mg (0.9 mg)
  • Gravidanza: 0,9 mg (1.2 mg)
  • Allattamento: 1.2 mg (1.6 mg)

In quali alimenti si trova il rame

Le fonti alimentari più ricche di rame comprendono

  • fegato di manzo e crostacei come le ostriche
  • frutta a guscio (come anacardi), semi (come sesamo e girasole) e cioccolato
  • cereali integrali
  • patate, funghi, avocado, ceci e tofu.
Rame negli alimenti

Shutterstock/Evan Lorne

L’assorbimento del rame è tuttavia fortemente influenzato dalle quantità normalmente introdotte, segno del’attivazione dei meccanismi di regolazione dell’organismo. Più rame si introduce quotidianamente, minore è la frazione assorbita per evitare eccessi, ad esempio la biodisponibilità varia

  • dal 75% quando la dieta contiene solo 0.4 mg/giorno
  • al 12% quando la dieta contiene 7,5 mg/giorno.

Anche l’acqua minerale in alcuni casi può rappresentare una fonte rilevante.

Negli Stati Uniti la dieta tipica soddisfa o addirittura supera il fabbisogno giornaliero consigliato ed è ragionevole pensare che anche in Italia non ci siano normalmente problemi di carenza.

Valori normali e carenza

Lo stato del rame non viene valutato di routine nella pratica clinica e non sono stati identificati biomarcatori (altre molecole e sostanze) che consentano di valutare in modo accurato e affidabile lo stato del minerale; si ricorre quindi al dosaggio nel sangue solo in caso selezionati, ad esempio in caso di sintomi e condizioni suggestive di intossicazione/carenza.

I valori normali del rame libero nel sangue (che possono cambiare leggermente da un laboratorio all’altro) sono

  • 0-2 mesi: 40-140 mcg/dL
  • 3-6 mesi: 40-160 mcg/dL
  • 7-9 mesi: 40-170 mcg/dL
  • 10-12 mesi: 80-170 mcg/dL
  • 13 mesi-10 anni: 80-180 mcg/dL
  • 11-17 anni: 75-145 mcg/dL
  • Adulti uomini: 73-129 mcg/dL
  • Adulti donne: 77-206 mcg/dL

Nelle urine delle 24 ore ci aspettiamo invece di trovare, per un soggetto adulto, 9-71 mcg di rame.

Può essere inoltre valutata l’attività degli enzimi che necessitano di rame per funzionare (cuproenzimi), che viene espressa come segue:

  • 180-400 mg/L

Vale la pena notare che i livelli circolanti possono essere influenzati da:

  • stato degli estrogeni (ormoni sessuali femminili),
  • gravidanza,
  • eventuali infezioni, stati infiammatori e tumori.

La carenza di rame è una condizione rara e la conoscenza degli effetti conseguenti è quindi limitata; tra quelli possibili si segnalano:

Tra i fattori di rischio più rilevanti per una possibile carenza figurano:

  • celiachia,
  • malattia di Menkes,
  • eccessiva assunzione di zinco (in genere mediante integratori).

Rame e zinco sono strettamente correlati in termini di assorbimento, tanto che l’assunzione di integratori di zinco può interferire con l’assorbimento del rame e portare a carenza.

Integratori di rame (e pericoli di eccesso)

Secondo le linee guida italiane il livello massimo tollerabile giornaliero (comprensivo della dieta) è pari a:

  • Bambini e adolescenti
    • 1-3 anni: 1 mg
    • 4-6 anni: 2 mg
    • 7-10 anni: 3 mg
    • 11-14 anni: 4 mg
    • 15-17 anni: 4 mg
  • Adulti: 5 mg.

L’utilizzo del rame in medicina è oggetto di studio relativamente alla salute cardiovascolare e al morbo di Alzheimer, ma ad oggi i risultati ancora preliminari e spesso contrastanti. Casi selezionati in cui potrebbe aver senso l’integrazione (dietro stretto controllo medico) comprendono ad esempio:

  • sindromi da malassorbimento (ad esempio in caso di alcolismo),
  • malnutrizione,
  • pazienti in terapia con farmaci noti per bloccare l’assorbimento del rame (come gli integratori di zinco),
  • pazienti anemici trattati con ferro,
  • osteoporosi.

È invece certo che un’integrazione eccessiva di rame possa diventare pericolosa, causando:

Soggetti affetti da malattia di Wilson sono particolarmente a rischio.

Non sono invece note interazioni con eventuali farmaci.

Fonti e bibliografia

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