Biopsia del midollo osseo: procedura e domande frequenti

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Cos’è il midollo osseo?

Il midollo osseo è un tessuto morbido e spugnoso che si trova all’interno della maggior parte delle ossa; produce diversi elementi cellulari del sangue tra cui:

  • Globuli rossi (eritrociti), che trasportano l’ossigeno dai polmoni a tutte le cellule del corpo
  • Globuli bianchi (leucociti), cellule del sistema immunitario
  • Piastrine, frammenti cellulari responsabili dei processi di coagulazione del sangue.
Midollo osseo ed ematopoiesi

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Cosa sono agoaspirato e biopsia?

Gli esami volti allo studio del midollo osseo servono a verificarne il corretto funzionamento, soprattutto in termini di produzione normale di elementi cellulari del sangue; trovano quindi applicazione soprattutto in ematologia (branca che si occupa dello studio del sangue e delle patologie correlate) e nello studio di alcuni tumori liquidi (leucemie).

I possibili approcci sono due e spesso vengono eseguiti in contemporanea:

  • agoaspirato, volto a prelevare una piccola quantità di liquido e delle cellule presenti attraverso un ago; è utile a verificare quali cellule siano presenti, se normali o anomale, caratterizzandole per dimensioni, volume, … È inoltre possibile condurre colture per evidenziare la presenza di infezioni (batteri, funghi o virus), analisi dei cromosomi e analisi delle proteine presenti;
  • biopsia, utile a prelevare un piccolo campione di osso e midollo osseo mediante uno specifico dispositivo e valutare non solo quali cellule siano presenti, ma anche le quantità e la posizione all’interno del midollo.

Quando vengono prescritti?

Gli esami sul midollo osseo sono utili a:

  • Ricercare le cause di disturbi che coinvolgano globuli rossi, i globuli bianchi o le piastrine, emersi ad esempio in caso di esami del sangue come l’emocromo che abbiano evidenziato quantità al di fuori dei valori normali
  • Indagare la causa di una febbre inspiegabile, che potrebbe essere dovuta a un’infezione nel midollo osseo
  • Diagnosticare e monitorare le malattie del sangue, come ad esempio:
    • Anemia (quando la causa non sia già stata identificata)
    • Policitemia vera
    • Trombocitopenia (carenza di piastrine circolanti)
  • Diagnosticare i disturbi del midollo osseo
  • Diagnosticare (e poi monitorare la risposta al trattamento) alcune forme di tumore, tra cui leucemia, mieloma multiplo e linfoma

 

Procedura

Biopsia del midollo osseo

Shutterstock/Pepermpron

Agoaspirato e biopsia vengono in genere condotti durante lo stesso appuntamento.

A seconda dei casi potrebbero venire prescritti un blando sedativo o farmaci per indurre una sedazione più profonda, in modo da garantire al paziente il massimo sollievo dal disagio di un esame relativamente invasivo (anche per questo verranno preventivamente verificati i parametri vitali, come pressione sanguigna, frequenza cardiaca e temperatura corporea).

Durante la preparazione potrebbe essere richiesto di indossare un camice da ospedale.

Il paziente viene quindi fatto stendere su un fianco, con il ginocchio piegato sull’addome, o sulla pancia, a seconda dell’osso da cui verrà estratto il campione (tipicamente si opta per la parte posteriore dell’anca, sulla cresta iliaca, più raramente sullo sterno o, nei bambini, su un osso della gamba).

Dopo aver disinfettato la pelle nell’area scelta, viene praticata una prima iniezione superficiale per intorpidire cute ed osso sottostante; trascorso qualche minuto, non appena l’area sia diventata insensibile, il medico pratica una piccola incisione e inserirà quindi un ago cavo. In questa fase è molto importante rimanere perfettamente immobili.

  • L’aspirazione del midollo osseo viene solitamente eseguita per prima: il medico introdurrà l’ago nell’osso e procederà all’estrazione del liquido. La durata è limitata a pochi minuti.
  • La biopsia del midollo osseo richiede invece uno speciale ago per biopsia cavo, che verrà inserito attraverso la stessa apertura cutanea.

Terminato il prelievo l’ago viene estratto e la pelle medicata con una medicazione apposita.

Qualora fossero stati usati farmaci per indurre rilassamento o il sonno il paziente potrebbe essere tenuto in osservazione per qualche tempo, talvolta fino al giorno successivo, diversamente è sufficiente mantenerlo sdraiato per circa 15 minuti per verificare l’assenza di sanguinamento.

È in genere necessaria la presenza di un accompagnatore che possa garantire un sicuro ritorno a casa del paziente.

Quanto dura?

L’intera procedura ha una durata complessiva di circa 10-15 minuti (di cui pochi secondi per l’agoaspirato, circa un minuto per la biopsia)

Fa male?

Il dolore è limitato e assolutamente sopportabile, avvertito in tre diversi momenti:

  1. Durante l’anestesia cutanea iniziale (ma si tratta di una normale iniezione).
  2. Durante il prelievo con agoaspirato.
  3. Durante la biopsia.

Rischi e complicazioni

L’effetto indesiderato più comune è semplicemente una certa rigidità e fastidio percepiti nella zona del prelievo, destinato a risolversi entro pochi giorni ed affrontabile con antidolorifici (l’aspirina è in genere controindicata a causa del rischio di aumento del sanguinamento).

L’osso NON viene danneggiato in modo permanente ma è possibile, sebbene raro, osservare la formazione di ematomi.

Si raccomanda di avvertire immediatamente il medico in caso di:

  • Aumento del dolore o del disagio nel punto in cui è stato prelevato il campione
  • Arrossamento, gonfiore, sanguinamento o fuoriuscita di altri liquidi dal sito di prelievo
  • Febbre.

Fonti e bibliografia

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