Pressione del sangue: il valore giusto è 100 più l’età?

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Per molti anni, soprattutto nella medicina “popolare” o tra i medici di vecchia scuola, è circolata l’idea che la pressione arteriosa “giusta” potesse essere calcolata con una formula semplice:

massima = 100 + l’età.

Secondo questo criterio, ad esempio, un uomo di 70 anni dovrebbe avere una pressione sistolica “normale” di 170 mmHg.

Ma questa regola, sebbene diffusa, è falsa e superata da decenni. Oggi sappiamo con certezza, sulla base di grandi studi clinici randomizzati e linee guida internazionali, che mantenere la pressione arteriosa entro certi limiti è fondamentale a tutte le età, anche negli anziani.

Più avanti nell’articolo ti spiegherò quali sono i valori ritenuti corretti, ma cerchiamo innanzi tutto di capire perché 100 + l’età è sbagliata.

Donna di 80 anni che misura la pressione e trova 180-100 (70). Guardando la camera sorride e con l'altra mano fa il segno di "ok".

Purtroppo no, questa pressione NON è affatto accettabile anche se la signora avesse 80 anni…

Che cos’è la pressione arteriosa

La pressione arteriosa misura la forza con cui il sangue spinge contro le pareti delle arterie. I due valori rilevati sono:

  • Sistolica (o “massima”): la pressione durante la contrazione del cuore.
  • Diastolica (o “minima”): la pressione tra un battito e l’altro.

Una pressione “normale” si considera generalmente inferiore a 120/80 mmHg, ma il target terapeutico varia in base al contesto clinico e all’età.

Leggi anche: Pressione del sangue: quanto è normale che aumenti con l’età?

Da dove viene la regola del “100 + età”?

Negli anni ‘60 e ‘70, quando ancora non c’erano farmaci efficaci e ben tollerati per trattare l’ipertensione, si tendeva a considerare fisiologico un certo aumento progressivo della pressione con l’età. L’idea era che le arterie, irrigidendosi, richiedessero pressioni più alte per garantire la perfusione degli organi.

Questa visione è però stata smentita da numerosi studi epidemiologici, che hanno mostrato una stretta correlazione tra pressione alta e rischio cardiovascolare, anche in età avanzata.

Cosa dicono oggi le linee guida?

Le più autorevoli linee guida internazionali – tra cui quelle dell’European Society of Cardiology (ESC) e dell’American College of Cardiology (ACC) – concordano nel ritenere che non esiste alcun valore “accettabile” di pressione che aumenti con l’età e che più è bassa, se tollerata, meglio è.

Quando sia necessario un trattamento farmacologico:

  • Per la popolazione generale: si raccomanda di mantenere valori inferiori a 130/80 mmHg, laddove possibile e ben tollerato.
  • Negli anziani (>65-70 anni): è consigliabile mantenere la pressione sistolica tra 130 e 139 mmHg, evitando sia valori troppo alti che troppo bassi, per prevenire cadute o ipoperfusioni. In questi casi il concetto chiave è la tollerabilità e solo in specifici casi potrebbe essere necessario accettare valori leggermente più alti (ad esempio per i pazienti on più di 80 anni le linee guida accettano fino a 140-150 mmHg nei soggetti molto fragili).

In altre parole, nessuna età giustifica una pressione di 160, 170 o 180 mmHg.

I rischi di una pressione “troppo alta per l’età”

Lasciare che la pressione arteriosa salga “perché si è anziani” comporta rischi concreti:

Al contrario, abbassare la pressione (con buon senso) anche nelle persone anziane riduce significativamente il rischio di eventi cardiovascolari. Uno degli studi più importanti in questo ambito è lo studio SPRINT, che ha mostrato una chiara riduzione della mortalità e degli eventi avversi con target pressori inferiori a 120 mmHg nei pazienti ad alto rischio.

Leggi anche: Come abbassare naturalmente la pressione?

E il rischio di abbassarla troppo?

È vero: nei pazienti molto anziani, fragili o con comorbidità, una pressione troppo bassa può essere pericolosa. Il rischio principale è l’ipotensione ortostatica (abbassamento della pressione quando ci si alza), che può causare:

Per questo motivo, la pressione va individualizzata, valutando non solo l’età anagrafica ma anche lo stato funzionale, la fragilità e la tolleranza del paziente.

Leggi anche: Quando la pressione troppo bassa è pericolosa?

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