Paronichia ad alluce ed altre dita: sintomi, pericoli e rimedi

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Introduzione

La paronichia è un’infezione che colpisce la pelle che circonda le unghie, lateralmente o verso il lato dell’attaccatura del dito alla mano (compreso il tessuto che delimita la radice); può insorgere spontaneamente o a seguito di traumi e manipolazioni.

La paronichia è tra le infezioni più comuni della mano ed è in genere limitata ad un solo dito, ma quando la causa è sistemica (ad esempio indotta da farmaci) può coinvolgere anche molte unghie contemporaneamente.

Ha solitamente una prognosi molto buona, risolvendosi entro pochi giorni e con un rischio di recidiva (ovvero la comparsa di nuovi episodi) estremamente ridotto in soggetti altrimenti sani; la paronichia cronica, al contrario, può persistere anche diversi mesi o più e ripresentarsi in modo fastidiosamente persistente, ma in genere solo in pazienti predisposti.

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Cause

L’infezione nasce in corrispondenza di una lesione della barriera protettiva tra unghia e piega ungueale, la cosiddetta cuticola, quel sottile strato di pelle che si osserva alla base dell’unghia.

Tra i più comuni fattori predisponenti si annoverano:

  • traumi, la causa più comune, tra cui spiccano per importanza
    • onicofagia (l’abitudine di mangiarsi le unghie),
    • manicure/pedicure,
    • unghie artificiali,
    • penetrazione di corpi estranei, ad esempio piccole schegge, soprattutto quando trattenute,
  • infezioni (batteriche, virali e fungine),
  • anomalie strutturali e malattie infiammatorie (come ad esempio la psoriasi),
  • effetti indesiderati da farmaci, come ad esempio
    • immunosoppressori,
    • retinoidi orali che seccano la pelle (acitretina, isotretinoina)
    • inibitori BRAF (vemurafenib, dabrafenib).

Qualsiasi siano le ragioni, in presenza di una porta d’ingresso i microrganismi sono in grado di penetrare e colonizzare l’area.

Tra gli agenti maggiormente responsabili sono i batteri a rappresentare il gruppo più rilevante (in genere con lo Staphylococcus aureus), più raramente virus dell’herpes simplex e funghi.

Fattori di rischio

È più comune nelle donne che negli uomini (con un rapporto stimato di 3 a 1); colpisce in particolar modo chi pratica lavori manuali e, in particolare, coloro che devono tenere mani o piedi immersi in acqua per periodi prolungati (ad esempio lavapiatti, casalinghe, baristi, pescatori, …).

Non è rara nei bambini, come conseguenza dell’abitudine a portare facilmente le dita alla bocca.

I casi d’infezione cronica in genere sono legati a malattie debilitanti in grado di interferire con il corretto funzionamento del sistema immunitario, quali ad esempio diabete ed HIV.

Sintomi

La paronichia, in quanto processo infiammatorio, si presenta con i classici sintomi infettivi:

  • arrossamento,
  • dolore (eventualmente di tipo pulsante),
  • gonfiore,

localizzati sulla piega ungueale.

Quando la causa fosse virale (herpes simplex), possono talvolta essere osservate anche le classiche vescicole.

Può colpire alluce del piede, pollice della mano o qualsiasi altro dito.

In alcuni casi potrebbe svilupparsi un ascesso, ovvero una raccolta di pus (un fluido cremoso più o meno denso, giallastro o verdastro e maleodorante, che si forma nella sede di un’infezione; è costituito da fluidi di siero/sangue, globuli bianchi, batteri vivi e morti ed altri residui del processo di difesa).

Nei casi più severi sono stati descritti sintomi sistemici, come

Complicazioni

La paronichia acuta può causare una grave infezione della mano e potenzialmente diffondersi fino a coinvolgere i tendini sottostanti, ma in pazienti altrimenti sani ha in genere decorso assolutamente benigno e prognosi ottima.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento è il dermatologo, ma in caso di dubbi ci si può rivolgere con fiducia al medico curante.

In genere è il dolore a rappresentare il motivo che induce il paziente a cercare assistenza medica e la diagnosi è prettamente clinica, ovvero basata sulla sola osservazione della lesione, eventualmente corroborata dalla raccolta di informazioni legate alla presenza di specifici fattori di rischio.

Non sono in genere necessari esami del sangue od esami strumentali, salvo eventualmente nei casi di paronichia cronica quando sia necessario indagare l’eventuale presenza di condizioni sottostanti. In casi selezionati potrebbe rivelarsi utile la caratterizzazione dell’agente responsabile, mediante coltura batterica.

Il processo di diagnosi differenziale, ovvero di distinzione con altre condizioni, comprende:

  • cellulite infettiva, un’infezione superficiale piuttosto severa,
  • patereccio (o giradito), infezione delle dita,
  • patereccio erpetico, infezione sostenuta da virus,
  • onicomicosi, infezione fungina dell’unghia che provoca una decolorazione biancastra-giallastra. A volte è difficile da trattare e richiede antibiotici per via orale anziché topici.
  • psoriasi delle unghie,
  • carcinoma a cellule squamose, il più comune cancro della pelle che può interessare anche il letto ungueale.

Cura

In assenza di ascesso è possibile avvalersi di un approccio conservativo che preveda bagni/impacchi caldi con acqua e soluzioni soluzioni antisettiche (molto comuni quelle con clorexidina o cloramina, ad esempio Euclorina® bustine, iodio-povidone) della durata di almeno 10 ai 15 minuti, più volte al giorno.

Il ricorso ad antibiotici dev’essere necessariamente valutato dal medico perché non sempre necessario, medico a cui spetta anche la  decisione tra antibiotici topici (crema, unguento, …) ed orali (per bocca); tra le molecole utilizzate si annoverano ad esempio

  • mupirocina (ad esempio Bactroban® crema)
  • amoxicillina-clavulanato (Augmentin® compresse).

È importante ribadirlo: la terapia antibiotica non è sempre indispensabile e dovrebbe essere avviata solo dietro espresso consiglio medico.

In caso di incertezza sulla presenza di un ascesso può rivelarsi utile un test di pressione condotta con il dito (se effettivamente presente si osserverà un’area di sbiancamento più ampia del previsto), eventualmente poi trattabile (a giudizio medico) con un drenaggio (incisione e pressione per favorire una quanto più possibile completa fuoriuscita del materiale accumulato). Quando necessario è possibile ricorrere ad anestesia locale per ridurre il disagio durante le operazioni.

Paronichia con ascesso

Paronichia con ascesso, che richiede in genere incisione e drenaggio (Di Uwe Jendricke – Photo taken by Uwe Jendricke, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=381096)

Dopo l’incisione ed il drenaggio trovano nuovamente applicazione i bagni caldi per favorire un continuo drenaggio mantenendo la ferita aperta, anche allo scopo di prevenire infezioni secondarie.

È molto rara la necessità di ricorrere alla chirurgia, ad esempio di rimozione dell’unghia.

In caso di paronichia cronica è importante evitare il più possibile traumi alle mani, ricorrendo ad esempio all’utilizzo di guanti nel caso di lavori manuali; le forme croniche possono essere sostenute da agenti fungini (appartenenti ad esempio al genere Candida), che richiedono quindi non antibiotici ma antimicotici, come ad esempio itraconazolo e terbinafina

Fonti e bibliografia

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