Forfora grassa e secca nei capelli: shampoo e altri rimedi

Ultima modifica

Introduzione

La forfora è un disturbo del cuoio capelluto che si manifesta attraverso la comparsa di scagliette bianche e secche alla base del capello, risultato di un eccessivo processo di desquamazione degli strati più esterni dell’epidermide; una leggera presenza di particelle bianche può essere del tutto normale e fisiologica, è infatti segno del normale ricambio cellulare, ma quando la quantità di squame è rilevante si parla di forfora.

La causa alla base del processo di formazione non è chiara, ma si ritiene che possa essere legata a numerosi fattori sia di tipo genetico che ambientale (e no, non è legata a una scarsa igiene, anche se ovviamente in questi casi può risultare più evidente);  il meccanismo di base sembra comunque essere legato ad un’eccessiva crescita delle cellule della pelle.

La diagnosi è basata essenzialmente sull’osservazione dei sintomi e su un’approfondita anamnesi che, nei casi più severi, può essere demandata al medico specialista (dermatologo).

Non è contagiosa e di norma non è legata a complicazioni di sorta, però può diventare fonte di  imbarazzo, tanto che per alcuni pazienti diventa un’importante causa di malessere psicologico, che induce allo sviluppo di un grave disagio e profondi problemi di autostima.

La prognosi è quindi ottima, ma in alcuni casi non è semplice da risolvere definitivamente; si tratta in ogni caso di un disturbo a cui è facilmente possibile rimediare, con prodotti di automedicazione o con l’aiuto del medico (eventualmente del dermatologo).

Fotografia della presenza di forfora in mezzo ai capelli

iStock.com/vchal

Cause

Una frequenza insufficiente nel lavaggio dei capelli può sicuramente causare l’accumulo di cellule morte, con conseguente comparsa o peggioramento del disturbo, ma la presenza di forfora NON è necessariamente segno di cattiva/insufficiente igiene.

La pelle va infatti incontro a un ricambio cellulare continuo, anche a livello del cuoio capelluto; nella maggior parte dei soggetti la forfora compare quando, per qualche motivo, questo processo accelera eccessivamente.

Secondo molti autori sono essenzialmente tre le possibili cause di comparsa di forfora:

  1. eccesso di sebo sulla pelle,
  2. eccessiva produzione metabolica della flora batterica normalmente presente sul cuoio capelluto,
  3. suscettibilità e allergie individuali.

La presenza di scaglie sul cuoio capelluto può infine essere legato ad alcune patologie della cute:

  • dermatite seborroica, una comune condizione della pelle associata a una crescita eccessiva di specifici microrganismi (lieviti), che può causare la comparsa di squame su viso e altre aree del corpo; è accompagnata da prurito e rossore;
  • tinea capitis, un’infezione fungina del cuoio capelluto, chiamata anche tigna del cuoio capelluto,
  • eczema, una condizione della pelle comune che provoca la pelle secca, rossa, traballante e molto pruriginosa
  • dermatite allergica da contatto, una reazione ai prodotti usati sul cuoio capelluto, come tinture per capelli, lacca per capelli, gel per capelli o mousse,
  • psoriasi, una condizione della pelle che causa la comparsa di chiazze rosse e squame argentee.

Eccesso di sebo

L’eccessiva produzione di sebo (seborrea) è spesso causata da una condizione nota come dermatite seborroica; questo disturbo è una delle cause più frequenti della forfora ed è caratterizzato da zone di pelle arrossata e grassa, coperte di squame biancastre o giallastre che tendono a staccarsi.

Può colpire anche zone diverse dal cuoio capelluto ma ricche di ghiandole sebacee, come le sopracciglia, i lati del naso e il retro delle orecchie, il torace, l’inguine e in alcuni casi anche le ascelle.

Microrganismi

Tra i microrganismi che possono rendersi responsabili della presenza di forfora il più comune è sicuramente la malassezia, appartenente alla famiglia dei lieviti, che si ritiene essere la causa della dermatite seborroica (vedi paragrafo precedente). La Malassezia globosa vive nel cuoio capelluto della maggior parte degli adulti senza causare alcun problema; in presenza di specifiche condizioni è tuttavia in grado di proliferare in modo eccessivo, andando a nutrirsi del sebo prodotto dai follicoli piliferi.

Questo comporrtamento diventa causa di irritazione e aumento della proliferazione delle cellule del cuoio capelluto, con un conseguente incremento del turn-over cellulare e relativa produzione di squame biancastre.

Questo stesso microrganismo è anche responsabile della pitiriasi versicolor.

Anche l’infezione causata dalla tigna (tinea capitis) può essere causa di comparsa di forfora.

Suscettibilità soggettive

I soggetti che soffrono di eczema o di altre forme allergiche cutanee (come la dermatite da contatto verso i prodotti per i capelli) sono più soggetti alla forfora.

La presenza di eczema è spesso associata a un problema di pelle secca e prurito del cuoio capelluto; in questi casi è possibile osservare secchezza cutanea anche in altri parti del corpo (come le gambe) e le squame si presentano più piccole e meno oleose. Il disturbo si acuisce in inverno, a causa del freddo che tende a seccare la cute.

Tra le altre patologie in grado di spiegare la comparsa del sintomo ricordiamo la psoriasi; questo disturbo dermatologico è causa di un eccessivo accumulo di cellule morte, in grado di formare squame spesse e di colore argenteo. Il disturbo colpisce tipicamente ginocchia e gomiti, ma può presentarsi anche su altre zone del corpo tra cui il cuoio capelluto. La diagnosi differenziale può presentare in alcuni casi qualche difficoltà nella distinzione con la dermatite seborroica.

Fattori di rischio

Tutti possiamo avere la forfora, però esistono diversi fattori che possono aumentare il rischio di presentare questo problema.

  • Età. Il disturbo può colpire persone di ogni età, ma è rara nei bambini.
  • Sesso. Gli uomini sono più soggetti alla produzione di forfora e la ragione va probabilmente cercata nella produzione ormonale o nella maggior dimensione delle ghiandole sebacee del cuoio capelluto.
  • Predisposizione genetica.
  • Capelli e cuoio capelluto oleosi. Il lievito Malassezia furfur si nutre del sebo presente nel cuoio capelluto. Per questo motivo, se la pelle e i capelli sono troppo oleosi, si è maggiormente soggetti alla forfora.
  • Patologie. Per motivi non del tutto chiari, gli adulti affetti da patologie neurologiche, come il morbo di Parkinson, sono maggiormente soggetti allo sviluppo di dermatite seborroica e forfora. Lo stesso discorso vale per chi si sta riprendendo da patologie molto stressanti, come l’infarto e l’ictus, e per chi presenta una compromissione del sistema immunitario.
  • Stress.
  • Mesi invernali. Il freddo è causa di disidratazione della pelle, condizione che espone a un maggior rischio di sviluppo di forfora.
  • Eccessiva esposizione al sole, che causa desquamazione del cuoio capelluto.
  • Sistema immunitario indebolito.

Rimane invece controverso il ruolo della dieta, sulla cui influenza non tutta la comunità medica è concorde.

Sintomi

La presenza di forfora si manifesta attraverso la comparsa di di squame e scagliette di colore bianco, che possono essere individuate fra i capelli o cadere su collo e spalle; il cuoio capelluto può a sua volta desquamare e apparire irritato e arrossato.

Può essere presente prurito.

La condizione può peggiorare durante l’autunno e l’inverno, quando il riscaldamento interno può contribuire alla pelle secca, e migliorare durante il periodo estivo.

Nei neonati può talvolta manifestarsi della forfora che, più correttamente, prende il nome di crosta lattea; appare in genere nei primi due mesi di vita e può persistere per qualche settimana, mese al massimo.

Quando chiamare il medico

La forfora, nella maggior parte dei casi, non richiede alcun intervento medico, ma se il prurito e la presenza delle squame dovessero persistere dopo diverse settimane di lavaggi con shampoo antiforfora comprati in farmacia, o se il cuoio capelluto si presentasse arrossato o dolente, è consigliabile il parere del dermatologo per escludere la possibilità di dermatite seborroica o di altro disturbo.

Diagnosi

La diagnosi della forfora è prevalentemente clinica e si basa sull’osservazione diretta del cuoio capelluto. Durante la visita, il medico valuta la tipologia delle squame (secche e biancastre o untuose e giallastre) e l’eventuale presenza di segni infiammatori sulla cute sottostante. L’obiettivo principale è distinguere la forfora comune (pitiriasi sicca) da altre condizioni dermatologiche che richiedono protocolli terapeutici specifici.

Nei casi persistenti o di difficile inquadramento, lo specialista può ricorrere alla tricoscopia. Questa metodica diagnostica non invasiva utilizza un dermatoscopio per esaminare ad alto ingrandimento il cuoio capelluto, i follicoli e i vasi sanguigni superficiali. La tricoscopia è fondamentale per differenziare la forfora dalla dermatite seborroica o dalla psoriasi del cuoio capelluto, in base a pattern vascolari e follicolari caratteristici.

Raramente sono necessari approfondimenti di laboratorio. Tuttavia, se si sospetta un’origine micotica diversa dal comune lievito Malassezia, come la tigna (tinea capitis), il medico può procedere a un esame colturale delle squame o dei capelli. Solo in presenza di lesioni atipiche o sospette per patologie autoimmuni si rende necessaria una biopsia cutanea.

Trattamento e rimedi

L’approccio terapeutico moderno mira a controllare la proliferazione dei microrganismi responsabili, ridurre l’infiammazione e normalizzare il processo di ricambio cellulare. Poiché la forfora è spesso una condizione cronica con tendenza alle recidive, il trattamento prevede solitamente una fase d’attacco seguita da una fase di mantenimento a lungo termine.

Shampoo medicati e principi attivi

Gli shampoo specifici rappresentano la terapia di prima linea. Per una massima efficacia, è fondamentale applicare il prodotto massaggiando il cuoio capelluto e lasciandolo agire per almeno 3-5 minuti prima del risciacquo. Le opzioni principali includono:

  • Antimicotici: Contrastano direttamente la crescita del lievito Malassezia. Il ketoconazolo (disponibile in farmacia con nomi commerciali come Nizoral® o Triatop®) è considerato uno degli standard di riferimento per efficacia. Altri principi attivi molto utilizzati sono il ciclopirox olamine e il piroctone olamine, quest’ultimo apprezzato per la buona tollerabilità anche in caso di lavaggi frequenti.
  • Agenti citostatici: Il solfuro di selenio e lo zinco piritione riducono la velocità di produzione delle cellule cutanee e possiedono proprietà antimicrobiche. Nota bene: il solfuro di selenio può talvolta decolorare i capelli tinti, pertanto richiede un risciacquo particolarmente accurato.
  • Cheratolitici: L’acido salicilico e lo zolfo aiutano a esfoliare e rimuovere meccanicamente le squame spesse. Sono particolarmente indicati per chi presenta scaglie molto aderenti, ma possono seccare il capello; si consiglia l’uso abbinato di un balsamo idratante sulle lunghezze.
  • Antinfiammatori: In presenza di prurito intenso e rossore marcato, il dermatologo può prescrivere lozioni o schiume contenenti corticosteroidi topici (come l’idrocortisone) per brevi cicli terapeutici, al fine di ridurre rapidamente la sintomatologia.

Solitamente si inizia con 2 o 3 lavaggi a settimana per le prime 2-4 settimane, riducendo poi la frequenza a una volta a settimana o ogni dieci giorni per mantenere i risultati ed evitare ricadute.

Rimedi naturali e complementari

Tra le opzioni naturali, il tea tree oil (olio di melaleuca) è quello che vanta il maggior supporto scientifico grazie alle sue naturali proprietà antimicrobiche. Può essere utile aggiunto a uno shampoo delicato, prestando però attenzione a eventuali reazioni di dermatite allergica da contatto. Altri rimedi come l’aceto di mele o il succo di limone vengono spesso citati per la capacità di variare il pH cutaneo, ma la loro efficacia clinica è limitata e possono risultare irritanti per le cuti più sensibili.

Stile di vita e consigli pratici

Un’adeguata gestione quotidiana è essenziale per il successo della terapia:

  • Frequenza dei lavaggi: Se il cuoio capelluto è molto grasso, il lavaggio quotidiano con uno shampoo delicato aiuta a rimuovere il sebo in eccesso, sottraendo nutrimento ai lieviti responsabili della forfora.
  • Alimentazione: Una dieta bilanciata ricca di zinco, vitamine del gruppo B (specialmente la biotina) e acidi grassi Omega-3 può sostenere la salute della barriera cutanea, sebbene non sostituisca le terapie topiche.
  • Gestione dello stress: Lo stress non causa la forfora ma agisce come potente fattore scatenante delle riacutizzazioni; tecniche di rilassamento possono supportare il percorso di cura.
  • Esposizione solare: Una moderata esposizione al sole può essere benefica per la forfora, ma è essenziale evitare scottature che provocherebbero una desquamazione reattiva ancora più marcata.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è la forfora?

Le scaglie di forfora sono il risultato di un eccessivo processo di desquamazione degli strati più esterni del cuoio capelluto.

Perché viene la forfora? Da cosa dipende?

La causa NON è, come molti credono, una scarsa igiene. Tra le cause più comuni ricordiamo invece: dermatite seborroicatinea capitis (un'infezione fungina)dermatite atopica (una reazione cutanea tipica dei soggetti allergici)dermatite da contattopsoriasiStress e clima freddo possono peggiorare i sintomi.

Come trattare forfora e prurito?

Esistono diversi rimedi per contrastare la forfora e il prurito. I più comuni includono shampoo specifici, lozioni e impacchi di libera vendita. Se i rimedi da banco non sono efficaci è consigliabile consultare uno specialista per una diagnosi accurata e una terapia personalizzata.

Qual è la differenza tra forfora secca e forfora grassa, e come si trattano?

La forfora secca è caratterizzata da squame fini e bianche che si staccano facilmente, mentre la forfora grassa si presenta spesso come scaglie giallastre, unte e aderenti al cuoio capelluto. Per la forfora secca si utilizzano shampoo idratanti e delicati, mentre per la forfora grassa sono indicati shampoo a base di ingredienti antifungini e sebo-regolatori.

Lo stress può influenzare la condizione del cuoio capelluto e la forfora?

Sì, lo stress è un fattore noto che può aggravare la forfora e il prurito al cuoio capelluto. Stress e ansia possono contribuire a squilibri nel cuoio capelluto, portando a un aumento della produzione di sebo e a infiammazioni. Gestire lo stress può quindi avere un effetto benefico sulla salute del cuoio capelluto.

La forfora è una condizione permanente o temporanea?

La forfora può essere sia una condizione temporanea che permanente, a seconda delle cause sottostanti. Cambiamenti stagionali, stress e variazioni nella dieta possono scatenare episodi di forfora, mentre condizioni croniche come la dermatite seborroica potrebbero richiedere un trattamento a lungo termine per la gestione dei sintomi.
Articoli Correlati
Articoli in evidenza