Epiglottite in bambini e adulti: cause, sintomi e cura

Ultima modifica

Introduzione

Per epiglottite si intende l’infiammazione dell’epiglottide e delle strutture vicine.

L’epiglottide è una struttura cartilaginea che fa parte della laringe, un organo che a sua volta appartiene alle vie aeree inferiori, e che possiede 3 importanti funzioni:

  1. Consentire il passaggio dell’aria dai polmoni verso il cavo orale e viceversa.
  2. Permettere la fonazione: durante l’espirazione le corde vocali contenute all’interno della laringe vengono messe in vibrazione e ciò consente l’emissione di suoni e l’articolazione delle parole.
  3. Proteggere la trachea e quindi i polmoni durante la deglutizione: quest’ultima funzione si esplica proprio grazie all’epiglottide.

L’epiglottide possiede una forma anatomica particolare che le permette con dei movimenti di “apertura e chiusura” di:

  • Consentire il passaggio dell’aria ed eventualmente la fonazione in fase di apertura.
  • Proteggere la via aerea dalle particelle di cibo durante la deglutizione, in fase di chiusura. In questa fase la mancata chiusura dell’epiglottide potrebbe portare le particelle di cibo a prendere la via sbagliata. ovvero quella aerea della trachea anziché quella digestiva dell’esofago. Come conseguenza si verificano forti accessi di tosse con rischio di soffocamento e polmonite ab ingestis (polmonite provocata dalla presenza di particelle di cibo nei polmoni).

Come le altre strutture delle vie aeree, anche l’epiglottide può andare incontro ad infiammazione, la cui causa principale è l’infezione batterica da Haemophilus influenzae e altri batteri come pneumococco e stafilococco.

I sintomi principali dell’epiglottite sono rappresentati da:

Alla diagnosi si giunge spesso attraverso il riconoscimento dei sintomi, ma alla luce dell’elevato rischio respiratorio (soprattutto nei bambini) è spesso richiesta l’esecuzione della fibrolaringoscopia.

La cura dell’epiglottite prevede l’utilizzo di antibiotici e antinfiammatori; nei casi più gravi può rendersi necessaria, soprattutto in età infantile, la protezione della pervietà delle vie aeree mediante intubazione endotracheale.

In caso di epiglottite si può verificare un’ostruzione respiratoria che, nei quadri più gravi, può portare addirittura al decesso per insufficienza respiratoria; grazie allo sviluppo del vaccino contro l’Haemophilus influenzae, la prognosi dell’epiglottite è tuttavia nettamente migliorata, con i casi più gravi diventati sempre più rari.

Ricostruzione grafica della posizione anatomica dell'epiglottide

iStock.com/yodiyim

Cause

Le principali cause di epiglottite sono le infezioni batteriche, provocate da germi patogeni come:

  • Haemophilus influenzae di tipo B,
  • Streptococcus pneumoniae (pneumococco),
  • Staphylococcus aureus (stafilococco),
  • altri batteri.

L’Haemophilus influenzae ha rappresentato per molto tempo il batterio maggiormente coinvolto nella patogenesi dell’epiglottite soprattutto nei bambini, che arrivavano a sviluppare quadri respiratori anche piuttosto gravi.

Prima dell’introduzione vaccinale l’epiglottite mostrava un’incidenza elevata in particolare nella fascia d’età compresa tra i 2 e i 7 anni; oggi la malattia prevale al contrario nell’età adulta, con quadro clinico meno impegnativo o nei bambini non vaccinati.

Soprattutto in soggetti con sistema immunitario indebolito è inoltre possibile talvolta riscontrare epiglottite da funghi o virale.

Altre cause

Anche eventuali insulti fisici possono causare l’epiglottite; tra le possibili cause ricordiamo per esempio

  • trauma alla gola,
  • ustione da liquidi caldi o caustici,
  • fumo da sostanze d’abuse, come crack o cannabis.

Sintomi

Il quadro clinico dell’epiglottite è rappresentato da una batteria di sintomi piuttosto comuni nelle infezioni delle vie aeree:

  • tosse e mal di gola,
  • disfagia (dolore alla deglutizione) ed odinofagia (dolore durante la deglutizione),
  • febbre più o meno elevata,
  • scialorrea (aumento della produzione di saliva),
  • sensazione di muchi in gola con difficoltà nell’espettorazione,
  • astenia e malessere generalizzato.

Nei quadri più gravi possono comparire i primi sintomi di un’asfissia e di insufficienza respiratoria con:

  • cianosi (colorazione bluastra di cute e mucosa dovuta ad una ipo-ossigenazione del sangue),
  • tachipnea (aumento degli atti respiratori) con respiro superficiale e poco efficace,
  • dispnea (sensazione di mancanza d’aria con difficoltà alla respirazione),
  • stridore respiratorio (rumore respiratorio patologico),
  • quadro di sepsi con infezione batterica gravissima che può estendersi ad altri organi ed apparati,
  • sintomi di sofferenza cerebrale nei bambini:
    • assenza di contatto visiva,
    • scarsa vigilanza,
    • irritabilità e pianto inconsolabile,
    • retrazione della cute a livello sovra-claveare, sovra-sternale e giugulare, ad indicare un maggiore sforzo respiratorio.

Negli adulti i sintomi sono di gravità minore e solo raramente vi può essere il rischio di asfissia e di insufficienza respiratoria: questo avviene sia grazie al maggior calibro delle vie aree nell’adulto, che per una maggiore efficienza del sistema immunitario nell’affrontare le infezioni.

Diagnosi

La diagnosi di epiglottite rappresenta un’emergenza medica, specialmente in ambito pediatrico. Il medico deve agire con estrema cautela: manovre brusche o il semplice utilizzo di un abbassalingua per ispezionare il cavo orale possono scatenare un laringospasmo riflesso, provocando l’ostruzione completa e immediata delle vie aeree.

Il sospetto clinico si basa spesso sulla triade classica (o le “4 D”): Disfagia, Disforia (o voce rauca/smorzata), Drooling (scialorrea o perdita di saliva) e Dispnea (difficoltà respiratoria). La presenza di un paziente che siede nella cosiddetta “posizione a tripode” (in avanti, con le braccia tese per sostenersi e il collo esteso) è un segnale d’allarme critico.

Ispezione visiva e strumentale

L’approccio diagnostico moderno prevede i seguenti passaggi:

  • Laringoscopia a fibre ottiche (Fibrolaringoscopia): È il gold standard diagnostico. Viene eseguita inserendo un sottile endoscopio flessibile attraverso il naso per visualizzare direttamente l’epiglottite, che appare tipicamente edematosa, rigonfia e di un colore rosso ciliegia intenso. Nei bambini, questa procedura deve essere eseguita preferibilmente in un ambiente protetto (come la sala operatoria) dove sia possibile intervenire immediatamente con un’intubazione di emergenza.
  • Diagnostica per immagini: Se le condizioni del paziente sono stabili, una radiografia laterale del collo può mostrare il cosiddetto “segno dell’impronta del pollice” (thumb sign), ovvero l’ispessimento radiologico dell’epiglottide che ricorda la sagoma di un pollice. In tempi recenti, l’ecografia dei tessuti molli del collo sta emergendo come uno strumento rapido e non invasivo per identificare l’edema sovra-glottico.
  • Analisi di laboratorio: Una volta messe in sicurezza le vie respiratorie, vengono eseguiti esami del sangue per valutare gli indici di flogosi (come la PCR) e colture (emocolture o tamponi dell’epiglottide) per identificare con precisione il batterio responsabile e guidare la terapia antibiotica mirata.

Nella fase di accertamento è fondamentale escludere altre patologie simili come la laringite, la tracheite batterica, il croup o l’inalazione di un corpo estraneo.

Cura

Il trattamento dell’epiglottite ha due obiettivi primari e simultanei: garantire la pervietà delle vie aeree e sconfiggere l’infezione batterica. Data la rapidità con cui la condizione può peggiorare, il ricovero ospedaliero in un reparto di terapia intensiva o in un centro attrezzato per le emergenze pediatriche è sempre necessario.

Gestione delle vie respiratorie

Questa rappresenta la priorità assoluta. Nei bambini piccoli, l’intubazione endotracheale viene spesso eseguita precauzionalmente anche se non c’è ancora un’ostruzione completa, poiché il calibro ridotto delle loro vie aeree rende il rischio di soffocamento imprevedibile. Negli adulti, se l’edema è moderato, può essere sufficiente un monitoraggio stretto in ambiente ospedaliero con somministrazione di ossigeno umidificato. In casi estremi di ostruzione totale non risolvibile con l’intubazione, si rende necessaria una procedura chirurgica d’emergenza come la cricotirotomia o la tracheotomia.

Terapia farmacologica

Una volta stabilizzata la respirazione, si procede con il protocollo farmacologico:

  • Antibiotici: Viene avviata immediatamente una terapia endovenosa empirica (prima ancora di avere l’esito delle colture). Le linee guida attuali raccomandano l’uso di cefalosporine di terza generazione (come il ceftriaxone o il cefotaxime), talvolta in associazione con la vancomicina se si sospetta la presenza di batteri resistenti come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA). La terapia viene solitamente proseguita per 7-10 giorni.
  • Corticosteroidi: Sebbene il loro utilizzo sia ancora oggetto di dibattito clinico, vengono frequentemente somministrati per via endovenosa per accelerare la riduzione dell’edema (gonfiore) dei tessuti laringei.
  • Idratazione e supporto: La somministrazione di liquidi per via endovenosa è essenziale, poiché il dolore intenso alla deglutizione (disfagia) impedisce spesso al paziente di bere autonomamente.
  • Controllo del dolore: Per gestire la febbre e l’infiammazione si utilizzano FANS o analgesici come l’ibuprofene o il paracetamolo, mentre l’acido acetilsalicilico è da evitare nei bambini per il rischio di complicazioni rare ma gravi.

Stile di vita e prevenzione

Dopo la fase acuta e la dimissione, è fondamentale completare l’intero ciclo di antibiotici prescritto per evitare recidive o lo sviluppo di resistenze. Il riposo vocale è consigliato per alcuni giorni.

Dal punto di vista della prevenzione, la strategia più efficace rimane la vaccinazione contro l’Haemophilus influenzae di tipo b (Hib). Grazie alla diffusione dei piani vaccinali infantili, l’incidenza dell’epiglottite è crollata drasticamente negli ultimi decenni, proteggendo non solo i bambini ma riducendo la circolazione del batterio anche tra gli adulti.

Fonti e bibliografia

  • Otorinolaringoiatria – Roberto Albera, Giovanni Rossi. Editore: Minerva Medica
  • Epiglottitis, Amanda M. Guerra; Muhammad Waseem.
Articoli Correlati
Articoli in evidenza