Introduzione
Con il termine “colpo della strega” si fa riferimento alla comparsa di un dolore forte ed improvviso in fondo alla schiena. A differenza del comune mal di schiena, il colpo della strega è una lombalgia
- più rara,
- acuta,
- dolorosissima.
Il dolore si manifesta in modo così violento da rendere complicato qualsiasi movimento, tanto che la persona colpita solitamente resta con la schiena arcuata in avanti, rigida nella posizione in cui ha avvertito la comparsa del dolore, alla ricerca di un appoggio per trovare un po’ di sollievo.
Proprio da questa caratteristica tipica del dolore, ossia la rigidità muscolare, deriva il curioso nome dato a questo tipo di lombalgia: nel Medioevo, infatti, era diffusa la credenza popolare secondo cui le streghe che praticavano la magia nera fossero in grado di immobilizzare con un solo tocco un uomo nel momento in cui questi si inchinava loro nel gesto del baciamano.
In realtà a causare il dolore non è nessuna strega ma, solitamente, la causa è invece da ricercarsi in un movimento qualunque, come ad esempio
- sollevare un peso od un oggetto caduto a terra,
- alzarsi dal letto alla mattina,
- uscire dalla macchina per andare a lavoro,
così come tutte azioni che si svolgono quotidianamente senza prestare troppa attenzione ma che possono, se compiute in modo scorretto, causare uno spostamento anomalo dell’articolazioni delle vertebre lombari e sacrali con improvvisa rigidità dei muscoli posti attorno a queste ossa e conseguente dolore.
Il colpo della strega può interessare sia uomini che donne; si manifesta in pazienti di qualsiasi età, ma nel soggetto anziano si verificano un fisiologico indebolimento e una perdita di tonicità della muscolatura, cui consegue una più frequente comparsa di lombalgia acuta.

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Cause
Il colpo della strega compare generalmente a seguito di un movimento brusco o insolito.
Alcune patologie, condizioni particolari e/o abitudini di vita possono favorire la comparsa di un forte dolore alla schiena, come ad esempio:
- posture scorrette, mantenute per lungo tempo (ad esempio durante il riposo notturno o al lavoro),
- eccessivo carico muscolare per attività fisiche pesanti, con tempi di recupero insufficienti,
- colpi di freddo,
- traumi (cadute, incidenti),
- degenerazione artrosica a carico delle vertebre,
- ernia del disco intervertebrale,
- osteoporosi,
- spondilolistesi,
- gravidanza ed allattamento,
- infiammazione delle radici nervose,
- disidratazione.
L’ernia del disco intervertebrale è una condizione che consiste nella rottura dell’anulus fibroso del discointervertebrale, con conseguente fuoriuscita del nucleo polposo contenuto all’interno; l’anulus è il cuscinetto fibro-cartilagineo posto tra una vertebra e l’altra, che ha la funzione di garantire un’adeguata elasticità e protezione durante i movimenti del busto. L’ernia va a comprimere le radici nervose spinali, causando infiammazione e dolore dei muscoli della schiena.

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L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da un ridotto assorbimento di calcio con conseguente progressivo assottigliamento di tutte le ossa del corpo (vertebre comprese); la fragilità delle ossa ne favorisce rotture e traumi, oltre ad essere fonte di dolori anche intensi.
La schiena della donna, durante la gravidanza, deve sopportare un maggior peso del corpo ed il pancione può gravare su ossa e muscoli della colonna vertebrale, causando infiammazione e dolore alla schiena; anche durante l’allattamento si possono verificare, a causa di fisiologici riassestamenti ormonali, dolori alle ossa e alle articolazioni.
Un’infiammazione dei nervi sciatico o crurale può comportare la comparsa di un forte dolore alla schiena con diffusione in altre parti del corpo. Si parlerà in questi casi più specificatamente di lombo-sciatalgia o lombo-cruralgia.
- Nella lombo-sciatalgia, ossia in corso di un’ infiammazione del nervo sciatico, il dolore interessa:
- fondo della schiena fino alla coscia,
- gamba e piede nella faccia posteriore.
- Nella lombo-cruralgia, ossia in corso di un’infiammazione del nervo crurale, il dolore interessa:
- fondo della schiena,
- inguine,
- coscia e
- gamba anteriormente (e a volte va fin sotto il ginocchio verso il piede ).
La spondilolistesi consiste nello scivolamento di una vertebra sull’altra in seguito a traumi o patologie degenerative, congenite o acquisite, con comparsa di dolore lombo-sacrale e sciatica.
Fattori di rischio
Gli autisti sono tra le categorie di lavoratori più a rischio per un possibile colpo della strega, ma anche chi sta seduto per ore davanti al computer, gli operai edili, i contadini, i magazzinieri ed in generale tutti coloro svolgano professioni che possono far assumere posture scorrette che vanno a stressare ripetutamente i muscoli e le articolazione del fondo della schiena.
Anche chi pratica alcuni sport, specie se a livello agonistico, può esser più soggetto al colpo della strega: ricordiamo per esempio il body building, il golf, i tuffi e la ginnastica artistica, tutte attività sportive che sollecitano le strutture osseo-muscolari della colonna vertebrale.
Sintomi
I sintomi del colpo della strega si riducono essenzialmente al dolore nella parte bassa della schiena, nel tratto lombo-sacrale della colonna vertebrale, che assume le seguenti caratteristiche:
- coglie all’improvviso,
- è simile ad una fortissima fitta o ad una sensazione di severa pesantezza,
- causa una contrattura della muscolatura paravertebrale lombare, ossia dei muscoli posti attorno alle ultime vertebre della colonna vertebrale, con difficoltà o blocco nei movimenti,
- può coinvolgere anche il gluteo, inguine, coscia, gamba fino ai piedi (se c’è un’infiammazione di una radice nervosa),
- può associarsi a parestesie (formicolii o intorpidimento delle gambe o dei piedi).
La durata dei sintomi del colpo della strega è in genere limitata a pochi giorni, per poi scomparire del tutto entro una settimana.
Diagnosi
La diagnosi del colpo della strega è prevalentemente clinica e si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo condotto dal medico di medicina generale o dallo specialista (fisiatra od ortopedico). L’obiettivo primario del medico è distinguere una lombalgia aspecifica, che rappresenta la stragrande maggioranza dei casi, da condizioni sottostanti più gravi.
Anamnesi ed esame obiettivo
Durante la visita, il medico indaga le modalità di insorgenza del dolore (spesso legato a uno sforzo o a un movimento brusco), la localizzazione esatta e l’eventuale irradiazione agli arti inferiori. L’esame fisico prevede la valutazione della postura, della mobilità della colonna e la ricerca di zone di tensione muscolare. Vengono inoltre eseguiti test neurologici di base, come il controllo dei riflessi, della forza muscolare e della sensibilità, per escludere il coinvolgimento delle radici nervose.
I segnali di allarme (red flags)
Il medico presta particolare attenzione alla presenza di segni clinici che potrebbero suggerire patologie serie (fratture, infezioni, neoplasie o sindrome della cauda equina). Tra questi rientrano:
- Dolore persistente che non migliora con il riposo o che peggiora di notte.
- Febbre inspiegabile.
- Perdita di peso involontaria.
- Storia recente di traumi significativi.
- Deficit neurologici progressivi (debolezza marcata alle gambe).
- Incontinenza urinaria o fecale.
Diagnostica per immagini
Secondo i protocolli clinici attuali, l’esecuzione di esami radiologici nelle prime 4-6 settimane dall’esordio del dolore non è raccomandata in assenza dei segnali di allarme sopra citati. Un ricorso precoce e inappropriato a radiografie, risonanza magnetica o TAC non solo non accelera la guarigione, ma può portare a riscontri casuali (come lievi discopatie fisiologiche per l’età) che generano ansia ingiustificata nel paziente.
Gli esami strumentali vengono riservati ai casi in cui il dolore persista oltre il mese nonostante le cure, o qualora si sospetti una compressione nervosa severa o una patologia sistemica.
Trattamento e cura
L’obiettivo principale del trattamento per il colpo della strega è la riduzione del dolore e il ripristino precoce della funzionalità. L’approccio moderno è di tipo multidisciplinare e privilegia la gestione conservativa, basata sul movimento e sull’autocura guidata.
Gestione attiva e movimento
Il pilastro fondamentale della cura è il mantenimento di un certo grado di attività fisica. Contrariamente alle credenze del passato, il riposo assoluto a letto è controindicato e può prolungare i tempi di recupero. È raccomandato:
- Limitare il riposo a letto alle sole fasi di dolore insopportabile (massimo 24-48 ore).
- Riprendere il prima possibile le normali attività quotidiane, seppur con gradualità.
- Camminare regolarmente, iniziando con brevi tragitti in piano.
Terapia farmacologica
I farmaci servono a “coprire” il dolore per permettere il movimento. Le opzioni di prima linea includono:
- Antinfiammatori non steroidei (FANS): Sono i farmaci più efficaci per ridurre l’infiammazione locale e il dolore acuto. Vengono generalmente prescritti per brevi cicli (3-5 giorni).
- Analgesici: Il paracetamolo può essere utilizzato, anche se la sua efficacia nella lombalgia acuta è talvolta inferiore a quella dei FANS.
- Miorilassanti: Possono essere prescritti per brevi periodi se è presente una contrattura muscolare severa che impedisce il movimento.
- Terapie topiche: L’applicazione di cerotti o gel a base di antinfiammatori può offrire un sollievo locale con minori effetti collaterali sistemici.
- Corticosteroidi: Il loro impiego è limitato ai casi di forte componente infiammatoria nervosa e solo su stretta prescrizione medica.
Terapie fisiche e rimedi domestici
L’applicazione di calore (termoterapia) è uno dei rimedi più efficaci e supportati dall’evidenza per il colpo della strega. L’uso di borse dell’acqua calda, fasce autoriscaldanti o bagni caldi favorisce il rilassamento della muscolatura contratta e migliora l’irrorazione sanguigna. Il freddo è invece indicato solo nelle prime ore se il dolore è conseguente a un trauma diretto evidente.
La fisioterapia e la terapia manuale (manipolazioni o mobilizzazioni effettuate da professionisti abilitati) possono essere estremamente utili, specialmente se il dolore non accenna a migliorare dopo i primi giorni, per accelerare il ritorno alla normale mobilità.
Stile di vita e approccio biopsicosociale
Un aspetto cruciale della guarigione riguarda la gestione dello stress e delle aspettative. La paura di muoversi (chinesiofobia) è uno dei principali fattori che portano alla cronicizzazione del dolore. È importante comprendere che nella maggior parte dei casi il colpo della strega è un evento benigno che si risolve spontaneamente. Una volta superata la fase acuta, intraprendere un percorso di attività fisica regolare mirata al rinforzo del “core” (muscoli addominali e dorsali) e al miglioramento della flessibilità è la strategia più efficace a lungo termine.
Prevenzione
L’aver curato un episodio di lombalgia acuta non esclude il fatto che il dolore si possa ripresentare in qualsiasi altro momento della vita, è bene dunque evitare alcune condizioni di rischio che possono favorire la comparsa o ricomparsa di un colpo della strega.
Andrebbero EVITATI:
- sedentarietà,
- sovrappeso ed obesità,
- posture scorrette (durante lo studio, a lavoro o alla guida): le spalle e la schiena andrebbero sempre ben poggiate lungo lo schienale,
- reti e materassi non confortevoli durante il riposo notturno: è preferibile acquistare doghe in legno e materassi ergonomici,
- uso abituale di calzature scomode, ad esempio i tacchi alti per molte ore al giorno,
- il sollevamento errato di carichi, ossia arcuando la schiena con le gambe dritte: è giusto piegare le gambe e mantenere la schiena dritta quando si solleva un peso o si prende qualcosa da terra,
- bere poca acqua durante la giornata: è consigliato idratarsi con almeno 1.5-2 litri di acqua al giorno,
- i colpi di freddo:
- eccessivo uso di aria condizionata in estate,
- gelate invernali.
Autore
Dr.ssa Tiziana Bruno
Medico ChirurgoIscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trapani n. 3439