Vitamina B5 (acido pantotenico): sai dove si trova e a cosa serve?

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Introduzione

L’acido pantotenico (noto anche come vitamina B5) è un nutriente essenziale naturalmente presente in alcuni alimenti e disponibile come integratore alimentare (si ricordi che l’aggettivo essenziale in nutrizione indica una sostanza che è necessario introdurre regolarmente attraverso la dieta, perché indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo, che tuttavia non è in grado di produrla autonomamente a partire da altre sostanze).

La funzione principale di questa vitamina si può osservare nella sintesi del coenzima A (CoA), molecola necessaria a

  • metabolizzare (sintesi e degradazione) gli acidi grassi,
  • trasferire gruppi acetilici e acilici i numerose reazioni biochimiche,
  • garantire una moltitudine di altri processi anabolici e catabolici, tra cui crescita cellulare e la sintesi di neurotrasmettitori.

Quanto dobbiamo assumerne?

L’apporto giornaliero raccomandato di vitamina B5 è il seguente:

  • 6-12 mesi: 2.0 mg
  • 1-3 anni: 2.0 mg
  • 4-6 anni: 2.5 mg
  • 7-10 anni: 3.5 mg
  • 11-14 anni: 4.5 mg
  • 15-17 anni: 5.0 mg
  • Adulti: 5.0 mg
  • Gravidanza: 6.0 mg
  • Allattamento: 7.0 mg

Non è invece possibile stabilire l’apporto alimentare massimo consigliato (in quanto vitamina idrosolubile è sostanzialmente impossibile introdurne quantità eccessiva attraverso il cibo).

Dove si trova?

Fonti alimentari di vitamina B5 (funghi, carne, uova, latticini, ...)

Shutterstock/Tatjana Baibakova

Quasi tutti gli alimenti, tanto di origine vegetale quanto animale, contengono acido pantotenico, seppure in quantità ampiamente variabili; alcune delle fonti alimentari più ricche sono le carni (manzo, pollo, frattaglie), uova, latticini, cereali integrali e numerosi vegetali (funghi, semi di girasole, avocado, patate, arachidi, broccoli, ceci, carote, cavolo, clementine, mela, …).

Si noti che la lavorazione degli alimenti può in alcuni casi indurre perdite anche molto significative della sostanza (perché, tra l’altro, sensibile al calore, alle basi ed agli acidi).

Anche la flora batterica intestinale è in grado di produrre acido pantotenico, ma non è noto l’effettivo apporto al totale (peraltro presumibilmente variabile a seconda della varietà della flora stessa).

Assorbimento

L’acido pantotenico è idrosolubile, si scioglie cioè in acqua, ma il corpo è in grado di assorbirne solo una parte di quello introdotto con la dieta (si stima all’incirca il 50% di media).

La maggior parte della vitamina B5 presente negli alimenti si trova in forma di coenzima A o fosfopanteteina, molecole che vengono convertite in acido pantotenico dagli enzimi digestivi presenti nell’intestino, sede dell’assorbimento della sostanza (che avviene mediante trasporto attivo e solo in presenza di quantità elevate per semplice diffusione passiva).

I globuli rossi si occupano poi del trasporto dell’acido pantotenico in tutto il corpo.

A cosa serve?

Colesterolo alto

Dal punto di vista degli integratori la vitamina B5 è stata studiata soprattutto nel contesto di pazienti affetti da colesterolo alto: in virtù del suo ruolo nella sintesi dei trigliceridi e nel metabolismo delle lipoproteine, è stato ipotizzato che l’integrazione di acido pantotenico potesse ridurre i livelli di colesterolo LDL e trigliceridi nei pazienti valori troppo alti (oltre che un positivo aumento dei valori di HDL). Diversi studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione in forma di pantetina riduce effettivamente i livelli lipidici se assunta in grandi quantità, mentre l’acido pantotenico in quanto tale non sembra esibire gli stessi effetti. 

Sono tuttavia necessari ulteriori studi per confermare queste conclusioni e per verificare se si riflettano effettivamente sugli outcome cardiovascolari (diminuzione di infarti e ictus).

Dermatologia

L’uso della vitamina B5 ha trovato numerosi applicazioni in campo dermatologico, dove per esempio in piccolo studio si è dimostrata un’azione antinfiammatoria non inferiore all’idrocortisone nel trattamento della dermatite atopica (trattamento topico, ovvero in crema; la vitamina B5 è stata somministrata in forma di pantenolo, un analogo dell’acido D-pantotenico).

Altre ricerche suggeriscono che la stessa crema può essere utile nella gestione degli effetti collaterali cutanei che si verificano durante la terapia con isotretinoina (farmaco usato nel trattamento di forme gravi di acne), oltre che per favorire la guarigione di ferite minori.

Carenza

La carenza di acido pantotenico è rara nella popolazione e, quando presente, è in genere accompagnata da carenze di altri nutrienti, rendendo difficile isolare gli specifici effetti delle diverse molecole; sulla base delle esperienze dei prigionieri di guerra nella seconda guerra mondiale e degli studi sulle diete prive di acido pantotenico in combinazione con la somministrazione di un antagonista del metabolismo dell’acido pantotenico (sostanze in grado di inibire selettivamente questa vitamina) potrebbero comparire:

  • intorpidimento e bruciore avvertito a mani e piedi,
  • mal di testa,
  • affaticamento ,
  • irritabilità e irrequietezza,
  • sonno disturbato
  • e disturbi gastrointestinali con anoressia.

È raro che sia necessario misurare le scorte di acido pantotenico nella popolazione generale, ma quando necessario si fa in genere riferimento al dosaggio della sostanza nelle urine, in  quanto in relazione molto stretta con l’apporto della dieta (il dosaggio nel sangue è altrettanto correlato, ma tecnicamente meno pratico da condurre).

Effetti collaterali

Il rischio di effetti indesiderati correlati al consumo alimentare è sostanzialmente nullo; anche quando l’assunzione avviene in forma d’integrazione la vitamina B5 è considerata molto sicura e ben tollerata. Gli studi condotti hanno rilevato lo sviluppo di diarrea e disturbi gastrointestinali a dosi particolarmente elevate (ad esempio 10 g/giorno).

Sono stati segnalati rari casi di dermatite allergica da contatto a seguito dell’applicazione topica di crema al pantenolo e dexpantenolo

Interazioni

Alcune fonti suggeriscono che alcuni farmaci potrebbero subire interazioni moderate con la vitamina B5, tra cui gli antibiotici macrolidi come

  • Azitromicina
  • Claritromicina
  • Eritromicina
  • Roxitromicina.

Fonti e bibliografia

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