Berberina: a cosa serve, dove si trova, proprietà e controindicazioni

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Cos’è la berberina?

La berberina è un alcaloide estratto da alcune specie di piante.

Nella medicina tradizionale il principio attivo è stato usato per il trattamento di

  •  diarrea,
  • infezioni intestinali da parassiti,

mentre ad oggi le più promettenti opportunità terapeutiche riguardano soprattutto tumori, glicemia (quantità di zucchero nel sangue) e colesterolemia (quantità di colesterolo nel sangue).

In virtù del suo colore giallo è stata in passato utilizzata anche come colorante.

Integratore di Berberina

Shutterstock/Anna Hoychuk

Cosa significa berberina HCl?

Berberina HCl indica che il principio attivo è associato all’acido cloridrico (formula chimica HCl); si tratta di una delle formulazioni più comuni, ma dal punto di vista dell’utilizzatore non ha grandissima importanza.

Più nel dettaglio si tratta di un sale di ammonio quaternario salificato con acido cloridrico.

Dove si trova?

È possibile isolarla in numerose piante, tra cui

  • Argemone mexicana
  • Berberis vulgaris Crespino
  • Hydrastis canadensis L. Goldenseal
  • Mahonia aquifolium
  • Coptis japonica
  • Coptis chinensis
  • Thalictrum flavum L. Pigamon Giallo.

Non è invece normalmente presente in alimenti di uso comune, mentre è considerata una spezia (ma con gusto amaro).

A cosa serve?

Sebbene i meccanismi di azione attraverso i quali la berberina esprime i suoi effetti non siano ancora stati del tutto chiariti, il principio attivo sembra in grado di sopprimere l’attivazione di varie proteine e/o modulare l’espressione di una varietà di geni coinvolti nell’insorgenza/proliferazione tumorale oltre che e nell’infiammazione.

È inoltre in grado di regolare e migliorare il metabolismo di glucosio (glicemia) e colesterolo, abbassandone in entrambi i casi il livelli circolanti.

Nonostante la risposta al trattamento con berberina sia ottima, sono segnalati in letteratura pazienti che non rispondono alla terapia (non responders).

Viene talvolta usata informa di gel/crema da applicare localmente su afte in bocca, al fine di ridurre il dolore, il rossore e le dimensioni delle lesioni.

Glicemia: berberina o metformina?

L’applicazione per cui la berberina è più nota è sicuramente il trattamento di alterazioni metaboliche della glicemia, come il diabete di tipo 2.

In letteratura si trovano “forti prove a sostegno dell’efficacia clinica e della sicurezza della berberina nel trattamento del diabete mellito, soprattutto come terapia aggiuntiva”, anche in considerazione del fatto che molto spesso il paziente diabetico presenta anche

  • dislipidemie concomitanti (alterazioni dei grassi nel sangue, come il colesterolo LDL),
  • un elevato grado di infiammazione cronica.

Non esistono ancora sufficienti studi per un paragone obiettivo con la metformina, il farmaco di prima scelta per l’inizio della terapia nel paziente diabetico di tipo 2, ma i pochi presenti consentono una certa fiducia sul fatto che la berberina possa diventare un’ulteriore opzione terapeutica in futuro.

Colesterolo

L’assunzione di berberina per via orale, da sola o con altri principi attivi (tipicamente riso rosso fermentato, ad esempio), potrebbe aiutare a ridurre i livelli di colesterolo totale, lipoproteine a bassa densità (LDL o colesterolo “cattivo”) e trigliceridi nelle persone con disturbi dislipidemici (colesterolo alto).

Questa considerazione, unita all’azione del principio attivo in termini di glicemia (vedi paragrafo precedente) e di pressione del sangue (l‘assunzione giornaliera potrebbe contribuire a ridurre i valori) ne fanno un’interessante opzioni in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare.

È interessante notare che il meccanismo d’azione differisce da quello delle ben più note statine.

Tumore

Sulla berberina sono stati condotti numerosi esperimenti sia in vitro che in vivo; inibisce la proliferazione cellulare regolando il ciclo cellulare e l’autofagia cellulare e promuovendo l’apoptosi cellulare (meccanismo di morte programmata). Sembra esercitare effetti positivi anche in termini di capacità di invasione cellulare e metastatizzazione.

Tra i tumori verso cui è stata testata figura ad esempio il tumore al seno.

Alla luce di queste interessanti effetti terapeutici il principio attivo è considerato promettente  anche in oncologia (ma si raccomanda SEMPRE il preventivo parere dello specialista prima dell’assunzione).

Controindicazioni ed effetti collaterali

Alle dosi comunemente prescritte la berberina è ben tollerata e considerata ragionevolmente sicura (dosi fino a 1,5 grammi al giorno per 6 mesi).

Quando lamentati, gli effetti collaterali hanno riguardato tipicamente disturbi gastrointestinali come

A scopo cautelativo si preferisce evitare la somministrazione in gravidanza, allattamento e nei neonati.

Interazioni

Purtroppo la berberina inibisce, seppure debolmente, gli enzimi CYP2D6 e CYP3A4, proteine coinvolte nel metabolismo di numerosi farmaci e questo causa potenziali interazioni.

È fortemente controindicata in caso di assunzione di ciclosporina (farmaco immunosoppressore), mentre si raccomanda cautela tra l’altro con farmaci antidiabetici ed antipertensivi, con cui la natura stessa dei suoi effetti terapeutici può aumentarne gli effetti.

Per ulteriori indicazioni sulle possibili interazioni si rimanda alla pagina dedicata su MedLinePlus (vedi bibliografia sottostante).

Fonti e bibliografia

  • MedLinePlus
  • The Anti-Cancer Mechanisms of Berberine: A Review – Ye Wang, Yanfang Liu, Xinyang Du, Hong Ma, and Jing Yao

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