Aglio: perché ti fa puzzare (non solo l’alito) e perché fa bene

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Perché puzzi

Tanto amato da cardiologi e cuochi, ma altrettanto temuto dai vampiri e da chiunque ti stia vicino dopo averlo mangiato… se stai cercando un alimento davvero efficace per migliorare la tua salute e allo stesso tempo testare la fedeltà del tuo partner, o magari allontanarlo, l’articolo che stai per leggere ti darà tutte le risposte che cerchi.

Ma partiamo con le brutte notizie: checché se ne dica, non esistono modi davvero efficaci per contrastare la produzione di un alito raccapricciante che potrebbe persistere anche per più di 24 ore, ma non tutti sanno che anche la tua pelle inizierà a puzzare peggio di un cestino della spazzatura dimenticato sotto il sole di agosto.

Sì, hai capito bene: i composti solforati dell’aglio non si limitano a infestare il tuo alito, ma vengono secreti anche attraverso i pori della pelle, avvolgendoti in un’aura di aroma così intenso da diventare respingente anche per tua mamma e per il tuo migliore amico, che inizieranno a balbettare le scuse più improbabili per allontanarsi.

Ma perché, esattamente?

Perché l’aglio intero, ma anche il singolo spicchio pelato, sostanzialmente non ha odore, mentre non appena lo tagli inizi a percepirne i primi effluvi che diventano in seguito un’arma biologica di distruzione di massa quando lo mangi?

Hai presenti i sacchetti di ghiaccio istantaneo? Quelli che acquisti in farmacia e che, nel momento di necessità, attivi con un colpo deciso sull’angolo del tavolo? Il meccanismo è molto semplice: all’interno della busta c’è un liquido e un secondo sacchetto, contenente a sua volta un altro liquido. Con il colpo sul tavolo si rompe questo contenitore interno che permette il contatto tra i due liquidi (quelli bravi li chiamerebbero reagenti) innescando una reazione chimica che produce freddo.

L’aglio è più o meno la stessa cosa: ogni cellula contiene al suo interno dei composti solforati, ovvero contenenti zolfo, e dei sacchettini con altri reagenti, enzimi in questo caso; quando tagli, schiacci o mastichi l’aglio, questi composti reagiscono producendo altri composti solforati, ma questa volta volatili,  ovvero con una spiccata tendenza a diventare gas, venendo così percepiti dal tuo naso.

Come si dovrebbe mangiare

Viso che spunta da una moltitudine di teste d'aglio

Shutterstock/Sergey Hramov

Peraltro questo è il modo migliore per consumarlo anche dal punto di vista della salute, perché le molecole più attive sembrano essere quelle prodotte in questo modo, tra cui l’allicina, e anzi, una volta tagliato o schiacciato lo spicchio andrebbe poi idealmente lasciato riposare una decina di minuti, meglio sottolio, in modo che si liberi la quantità massima di allicina e che quest’ultima – che è una molecola volatile e lipofila – venga trattenuta grazie alla presenza dell’olio. E già che ci siamo, da un punto di vista degli effetti benefici sul nostro corpo sarebbe preferibile un consumo a crudo, perché il calore distrugge diversi principi attivi termosensibili.

Dopodiché l’azione dell’aglio nel tuo corpo, è ancora più subdola, perché come avrai notato non basta certo lavarsi i denti per sbarazzarsi di questo inquietante odore; i composti solforati vengono infatti assorbiti nel flusso sanguigno attraverso l’apparato digerente e poi distribuiti in tutto il corpo, polmoni compresi. Grazie alla loro tendenza a diventare gas, nei polmoni trovano una via d’uscita proprio in questa forma, producendo il caratteristico odore per ore, ore e ancora ore dopo la spaghettata aglio, olio e peperoncino.

Ma dato che le sfighe non vengono mai sole, alcuni composti solforati possono anche essere secreti attraverso i pori della pelle, contribuendo così a farti puzzare come una discarica abusiva in piena estate. Sì, hai capito bene: l’aglio non si accontenta di polverizzare la tua vita sociale attraverso l’alito, si assicura che anche che il tuo odore corporeo sia altrettanto memorabile.

Insomma, se pensavi di cavartela con una mentina o un po’ di profumo, ti sei sbagliato di grosso.

Benefici e proprietà dell’aglio

E per la cronaca il gusto pungente dell’aglio crudo è esattamente quello che sembra, ovvero un’arma di autodifesa della pianta nei confronti degli animali, ma allo stesso tempo l’allicina (e probabilmente anche altri composti solforati), rappresenta anche un sistema di protezione della pianta nei confronti di parassiti di vario genere e non è perciò un caso che storicamente l’aglio sia stato usato come rimedio popolare per varie parassitosi intestinali (un modo elegante per indicare la presenza di vermi nell’intestino).

Interessante notare che questo effetto è stato scoperto e sfruttato da numerose civiltà anche geograficamente lontane tra loro, forte indizio di una reale efficacia, ma se dovessimo elencare tutti i benefici di salute che sembra vantare l’aglio non basterebbero due ore:

  • miglioramento delle difese immunitarie,
  • antidiabetico,
  • antitumorale,
  • antiossidante,
  • antimicrobico,
  • antivirale,
  • antifungino,
  • antiossidante
  • e anche anti-tasse (no, purtroppo questo è solo una speranza).

Oh, dimenticavo, anti-raffreddore, e questa volta sembra per davvero

Quello su cui vorrei concentrarmi oggi sono invece gli effetti che rientrano nelle competenze della cardiologia, perché sono a mio avviso quelli più studiati e con i migliori riscontri non solo sperimentali, ma anche più propriamente clinici sull’uomo.

Perché la stessa tenacia che riconosciamo all’aglio nel suo tentativo di dare il colpo di grazia alle tue relazioni sociali, la si apprezza anche in campo di prevenzione cardiovascolare e, anche se usare il termine superfood non mi piace mai, l’aglio bisogna ammettere che ci va paurosamente vicino.

Pressione del sangue

L’aglio abbassa la pressione del sangue, ne siamo praticamente certi.

E non di poco… l’abbassamento è sostanzialmente sovrapponibile a quello prodotto dai farmaci e questo grazie a due diversi meccanismi complementari:

  1. Vasodilatazione tramite aumento dei livelli di monossido di azoto (NO), e di solfuro di idrogeno (H2S), due potenti vasodilatatori endogeni
  2. Inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, un meccanismo ormonale che regola la pressione sanguigna e il tono della muscolatura arteriosa.

In una meta analisi del 2015 è stato stimato un abbassamento medio di quasi sette punti della massima e quasi 5 sulla minima; sembra poco, vero? Eppure in alcuni studi che hanno analizzato l’efficacia clinica dell’assunzione regolare di farmaci antiipertensivi è emerso che una riduzione della pressione sanguigna che sia rispettivamente di 10 punti per la massima e 5 per la minima porta a una riduzione del 22% degli eventi cardiovascolari e una riduzione del 41%  degli ictus.

Ovviamente si tratta di generalizzazioni, estrapolazioni, ma se consideriamo che stiamo parlando di un cibo rimane a mio avviso un risultato estremamente interessante, soprattutto perché l’effetto dell’aglio non si ferma qui.

Colesterolo e glicemia

Una meta-analisi del 2019 conclude non solo che l’aglio sembra effettivamente in grado di ridurre di migliorare i valori di colesterolo e glicemia, ma di farlo in modo abbastanza rilevante da diventare terapeuticamente interessante per i pazienti affetti da malattie cardiovascolari e diabete.

Sto infatti parlando di miglioramenti nei valori di

Cosa ci portiamo a casa?

C’è un ultimo prezioso effetto dell’aglio in termini di prevenzione cardiovascolare, che però ci dà anche modo di tirare qualche conclusione importante, lasciando da parte ironia e anche eccessi di entusiasmo.

Torniamo con i piedi per terra, insomma, perché se da una parte la mia divulgazione ha l’obiettivo di dimostrare non solo l’importanza, ma l’assoluta necessità di uno stile di vita sano, dall’altra è per me imprescindibile contribuire a promuovere un approccio critico e scettico, che ti aiuti a a difenderti da chi ti vende false promesse.

Probabilmente arrivato a questo punto stai valutando di introdurre in modo più regolare il consumo di aglio nonostante gli effetti su alito e odore corporeo, perché giustamente pensi in questo modo di abbassare la tua pressione del sangue di 10 punti.

Purtroppo non è esattamente così che funziona: per ottenere un abbassamento così significativo dei valori in alcuni casi sono state necessarie dosi molto elevate, assunte tramite integratori che talvolta prevedevano sistemi di rilascio prolungato del’estratto secco rigorosamente crudo e talvolta anche degli effetti collaterali, tipicamente in forma dei classici disturbi gastrointestinali come eruttazione, reflusso, flatulenza, stitichezza, diarrea, mal di testa, gusto d’aglio.

Questo a mio avviso non toglie nulla all’efficacia dimostrata, anzi, sottolinea la presenza di una letteratura di buona qualità, che tuttavia richiede di essere contestualizzata e non semplicemente interpretata come una bacchetta magica per risolvere tutti i problemi di salute.

Il consumo quotidiano di aglio può avere effetti misurabili sulla tua salute, ma non è in nessun modo il sostituto di uno stile di vita sano e attivo; tra una dieta varia ed equilibrata ma priva di aglio, e una dieta spazzatura con il consumo giornaliero di più spicchi di aglio ti consiglio senza alcuna esitazione la prima delle due.

L’aglio è senza dubbio un alimento prezioso, ricco di benefici per la salute supportati da evidenze scientifiche così solide da spingermi a ritenerlo uno dei cibi con gli effetti farmacologici più interessanti, ma come per qualsiasi altro alimento è fondamentale mantenere un approccio EQUILIBRATO e REALISTICO, senza cadere nella trappola delle false promesse o delle soluzioni miracolose.

Anche perché, a dosi farmacologicamente attive, può causare anche problemi… altro mantra che vorrei che facessi tuo è che “naturale non significa sicuro”… se quando lo consumi come alimento puoi farlo con ragionevole tranquillità, nel momento in cui decidessi di assumere un integratore ti raccomando grande prudenza nel caso fossi in terapia con anticoagulanti o antiaggreganti per fluidificare il sangue, perché concentrazioni elevate di aglio potrebbero aumentarne gli effetti.

L’effetto anti-aggregante dell’aglio è un ulteriore beneficio di salute nel paziente sano, ma può rivelarsi un pericoloso boomerang in chi fosse in terapia.

In ultima analisi l’aglio ha sicuramente un posto d’onore nella prevenzione cardiometabolica e nella promozione della salute in generale, ma come ogni altro alimento dev’essere considerato solo una piccola parte di un’equazione molto più ampia e complessa che comprende numerosi altri fattori legati allo stile di vita. Promuovere la salute cardiovascolare richiede un impegno costante e una serie di scelte consapevoli: l’inclusione dell’aglio nella dieta può essere una strategia valida, ma non la panacea. L’approccio migliore è sempre quello equilibrato, informato e basato su solide evidenze scientifiche, valutate con un sano spirito critico e un’adeguata dose di scetticismo: ricorda che è dovere di chi porta avanti un’affermazione dimostrarla e che maggiore è la portata di quello che dice, più devono essere solide e altrettanto rilevanti le prove che ne dimostrino l’autenticità.

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