HER2 positivo o negativo: significato e conseguenze

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Introduzione

HER2 è una una proteina coinvolta nella normale crescita cellulare.

Riveste una particolare importanza nell’ambito dei tumori perché può essere espressa (prodotta) in quantità superiore al normale in specifiche forme di

allo scopo di garantire una crescita più rapida ed una pericolosa diffusione al resto dell’organismo (metastasi).

Se fino a qualche anno questo significava esclusivamente la diagnosi di un tumore più aggressivo, oggi rappresenta un’informazione estremamente rilevante in termini di pianificazione della terapia (per ora del tumore al seno e, in pazienti selezionati, allo stomaco), che può essere scelta in modo più specifico attraverso farmaci che mirano proprio a questo bersaglio, usandolo quindi come una sorta di segnalatore che distingue le cellule malate da quelle sane.

HER2 negativo, è un bene od un male?

Un tumore HER2 negativo è un cancro che non esprime più proteine HER2 rispetto al normale, al contrario di un tumore HER2 positivo che presenta invece un sensibile aumento.

Ma un tumore HER2 negativo, è un bene od un male?

Rispondere a questa domanda è estremamente complesso e probabilmente non è possibile farlo in modo assoluto, ma è possibile invece fare alcune considerazioni generali:

  • Circa il 30% dei tumori al seno mostra una quantità di HER2 superiore al normale, fattore associato ad un peggioramento della prognosi ed un aumento del rischio di recidiva.
  • La presenza di un’aumentata espressione di HER2 consente tuttavia il ricorso a specifici anticorpi monoclonali, che hanno rivoluzionato il trattamento del tumore HER2 positivo (trastuzumab o Herceptin®, pertuzumab, ado-trastuzumab emtansine, lapatinib, trastuzumab-deruxtecan, and tucatinib), che consentono un tasso di sopravvivenza a 5 anni che in alcuni casi è superiore rispetto ai tumori HER2 negativi, come nel caso del carcinoma duttale infiltrante (+ significa positivo, – significa negativo ed HR indica una differente caratteristica del tumore, ovvero la sensibilità a progesterone/estrogeno):
  • HR+/HER2-: 94.4%
  • HR-/HER2-: 77.1%
  • HR+/HER2+: 90.7%
  • HR-/HER2+: 84.8%

Quando viene richiesto l’esame

La verifica viene ormai richiesta di routine in tutti i casi di tumore al seno, con o senza metastasi, perché è un fattore fondamentale da conoscere per poter pianificare correttamente la terapia.

Nelle pazienti HER2 positive l’esame potrebbe anche essere richiesto in seguito per monitorare l’efficacia del trattamento ed evidenziare l’eventuale sviluppo di recidive.

Da notare che in caso di risultato negativo o dubbio l’analisi viene ripetuta utilizzando un diverso approccio, per trovare conferma della negatività, esistono infatti due diverse modalità di analisi:

  • Immunoistochimica: L’esame misura la quantità di proteina HER2 nel campione di tessuto prelevato, restituendo in valore compreso tra 0 e 3+:
    • 0–1+ indica una normale quantità di HER2 (il cancro è HER2 negativo).
    • 3+ indica la presenza di una quantità superiore al normale (il cancro è HER2 positivo).
    • Se il risultato è 2+, le linee guida consigliano di eseguire un test FISH. I risultati di questo test
  • FISH: Si analizza in questo caso il numero di copie del gene HER2 presente nel DNA nelle cellule tumorali, è quindi più accurato, ma anche più costoso e richiede più tempo:
    • FISH negativo indica un cancro HER2 negativo,
    • FISH positivo indica un cancro HER2 positivo.

Più recentemente l’esame sta acquisendo sempre maggior utilità anche in alcuni casi di tumori gastroesofagei.

Come funziona l’esame?

La verifica della HER2 può essere condotta in due modi:

  • Sangue, mediante un normale prelievo, ma al prezzo di una minor sensibilità
  • Biopsia: metodo più invasivo perché richiede il prelievo di un campione di cellule direttamente dalla massa mediante un ago, ma che viene spesso richiesto a prescindere per ottenere la diagnosi di certezza in presenza di masse sospette (noduli, reperti anomali alla mammografia, …).

Agoaspirato (agobiopsia)

Un’agobiopsia richiede in genere i seguenti passaggi:

  1. La paziente viene fatta sdraiare o sedere su un lettino chirurgico
  2. Verrà disinfettata la mammella interessata e poi praticata una leggera anestesia locale, iniettando un anestetico che consentirà di evitare la percezione di dolore durante il prelievo (in alcuni casi, a seconda della posizione, potrebbe anche non essere necessaria alcuna anestesia).
  3. Dopo qualche minuto, il tempo che l’anestetico faccia effetto, il medico inserirà un ago più lungo fino a raggiungere la massa tumorale (in genere guidato dall’ecografia), aspirando infine un piccolo campione di cellule.
  4. Verrà quindi estratto l’ago e si applicherà una leggera pressione nel sito di entrata per fermare il poco sangue che potrebbe uscire.

Non è necessario essere accompagnati, perché l’anestesia è esclusivamente locale; al termine della procedura (condotta in ambulatorio) è possibile tornare a casa da sole, anche guidando la macchina se necessario.

Schematizzazione del processo di biopsia del tumore al seno

iStock.com/Tsezer

Biopsia chirurgica

La biopsia chirurgica è una procedura più invasiva, condotta in genere in ambiente sterile (sala operatoria, più raramente in ambulatorio), e può essere praticata con due diverse modalità:

  • Biopsia escissionale: si rimuove l’intera area sospetta, tanto da rappresentare in alcuni casi un trattamento definitivo quando si tratta di lesioni superficiali.
  • Biopsia incisionale: viene asportata solo una parte della lesione, per valutarne esattamente le caratteristiche (tra cui l’espressione di HER2).

Potrebbe essere necessaria una forma di anestesia più importante ed in alcuni casi l’applicazione di alcuni punti di sutura.

Cosa succede dopo

Tumore al seno

Un tumore alla mammella HER2-positivo è spesso un tumore aggressivo, non rispondente alle terapie più comuni, ma le pazienti affette possono beneficiare della terapia mirata (trastuzumab, lapatinib, pertuzumab, …).

Tumore allo stomaco e all’esofago

È di recente introduzione l’esame nei pazienti affetti da tumori gastro-esofagei in stadio avanzato in cui, se positivi per HER-2, la terapia mirata potrebbe aumentarne la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita.

 

Fonti e bibliografia

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