Tireoglobulina alta e bassa: cause e pericoli

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Cos’è la tireoglobulina?

La tireoglobulina (hTg) è una proteina prodotta dalla tiroide, una piccola ghiandola a forma di farfalla che si trova all’altezza della gola che la utilizza per la sintesi degli ormoni tiroidei T3 e T4.

È interessante notare che la tireoglobulina non viene prodotta da nessun’altra cellula dell’organismo ed è invece prerogativa della tiroide e dei tumori che possono svilupparsi in questa sede, sia localmente che a distanza (metastasi).

 

Visita per tumore alla tiroide

Shutterstock/aslysun

Perché si misura la tireoglobulina?

Il dosaggio viene spesso richiesto in presenza di tumore della tiroide, per verificare la risposta al trattamento (che potrebbe consistere anche nella completa asportazione chirurgica della ghiandola) ed evidenziare eventuali recidive. In quest’ottica si tratta quindi di un marcatore tumorale, ovvero una molecola la cui concentrazione nel sangue può aumentare sensibilmente oltre i valori normali in caso di cancro. A seguito del trattamento ci si aspetta che i livelli della sostanza siano bassi o nulli.

È importante notare che una tiroide sana produce tireoglobulina durante la normale funzione, per questa ragione l’esame NON può tuttavia essere usato per diagnosticare un tumore, ma solo per monitorarne l’andamento.

Meno comunemente viene utilizzata per garantire un miglior inquadramento di altre forme patologiche della tiroide, al fine di caratterizzare la natura di ipotiroidismo/ipertiroidismo, condizioni caratterizzate rispettivamente da un rallentamento od accelerazione dell’attività della ghiandola.

Valori normali

Piccole quantità di tireoglobulina possono essere presenti anche in pazienti perfettamente sani (è necessario fare riferimento ai valori indicati sul proprio referto, perché leggermente variabili a seconda dello strumento utilizzato).

Le concentrazioni dovrebbero quindi essere pressoché nulle (salvo tolleranze di laboratorio) nei pazienti sottoposti a tiroidectomia (asportazione chirurgica della tiroide) e/o dopo successivi trattamenti con iodio radioattivo.

 

Valori alti

L’esame di per sé non consente una diagnosi di tumore.

 

Se i livelli di tireoglobulina rimangono costanti anche dopo il trattamento, o addirittura dovessero mostrare un aumento, questo potrebbe essere suggestivo di una residua presenza di cellule tumorali; la speranza è al contrario che la concentrazione mostri una costante e definitiva diminuzione, segno di una completa eradicazione della neoplasia.

Nel caso in cui I livelli di tireoglobulina diminuissero per alcune settimane, per poi riprendere a crescere, si sarebbe probabilmente in presenza di una recidiva.

 

Valori bassi

La presenza di valori nella norma, o azzerati, è un riscontro positivo, segno che molto probabilmente la terapia antitumorale è stata efficace.

Quando viene prescritto

L’esame viene in genere prescritto a seguito del trattamento per tumore della tiroide, al fine di verificarne l’efficacia: il dosaggio viene inoltre ripetuto ad intervalli regolari per evidenziare rapidamente eventuali recidive.

Nella maggior parte dei pazienti è quindi la variazione dei risultati della tireoglobulina ad essere realmente informativa, più che il singolo dosaggio.

Preparazione

L’esame consiste in un normale prelievo di sangue venoso, tipicamente dal braccio. Non richiede alcuna preparazione particolare.

Altri fattori

Contemporaneamente al dosaggio della tireoglobulina può essere richiesta anche la valutazione degli anticorpi anti-tireoglobulina (TgAb), la cui presenza può influenzare l’esito dell’esame rendendolo poco affidabile (a seconda della tecnica di analisi usata l’errore può essere sia in eccesso che in difetto).

La produzione di tireoglobulina da parte delle eventuali cellule rimanenti a seguito di asportazione chirurgica della tiroide (od altro trattamento definitivo) può essere aumentata interrompendo il trattamento sostitutivo dell’ormone tiroideo (levotiroxina) o mediante iniezioni di TSH, migliorando così la sensibilità dell’esame (si tratta tuttavia di una tecnica che viene utilizzata solo in alcuni casi, selezionati in base a fattori quali le dimensioni e il tipo di cancro).

Alla luce dell’importanza del confronto dei risultati nel tempo è raccomandabile appoggiarsi sempre allo stesso laboratorio di analisi.

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