Tabella dei valori GIUSTI di GLICEMIA in base all’età

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Mi dispiace deluderti, ma i valori corretti della glicemia non cambiano in modo significativo con l’età: le soglie diagnostiche per diabete, prediabete e normoglicemia sono uguali per adulti di tutte le età, salvo casi particolari (es. gravidanza, condizioni rare, uso di alcuni farmaci).

Va tuttavia detto che, nelle persone anziane, i medici talvolta accettano valori leggermente più alti, per evitare ipoglicemie pericolose.

Tabella dei valori glicemici a digiuno (adulti)

Stato glicemico Valori a digiuno (mg/dL)
Normale Minore di 100
Alterata glicemia a digiuno 100 – 125
Diabete (diagnosi) ≥ 126 (confermato*)

Fonte: SID

Nota: la diagnosi di diabete richiede almeno due misurazioni alterate in occasioni differenti oppure una conferma con altri test (come l’emoglobina glicata).

Immagine di 3 uomini di età diverse, ma con l'apparecchio per la misurazione della glicemia che dà a tutti lo stesso risultato

Detto questo, a livello fisiologico, è vero che la glicemia potrebbe tendere a modificarsi lievemente con l’età, anche in soggetti sani e con uno stile di vita corretto. Dopo i 40–50 anni si osserva spesso un lieve aumento della glicemia a digiuno, attribuibile a una progressiva riduzione della sensibilità insulinica (insulino-resistenza) e a una funzione beta-cellulare meno efficiente nel tempo.

Queste variazioni restano comunque contenute e raramente superano i limiti della normoglicemia se l’individuo è normopeso, fisicamente attivo e non ha familiarità per diabete: in altre parole, i valori normali sono per tutti quelli della tabella.

Altri valori

In soggetti sani raramente si misurano valori di glicemia oltre ai 140 mg/dL due ore dopo pasti.

Tabella dei valori di emoglobina glicata (HbA1c)

Stato glicemico Valore HbA1c (%)
Normale Minore di 6%
Alto rischio tra 6.00 e 6.49%
Diabete ≥ 6.5%

Considerazioni per gli anziani

Negli anziani, soprattutto se fragili, con demenza, polimedicati o a rischio di cadute, le linee guida (es. ADA, EASD, NICE) potrebbero raccomandare target meno severi, ma questo non significa affatto che valori alti di glicemia siano “normali” o “accettabili” in senso assoluto. Significa piuttosto che, in determinati contesti clinici, il rischio di trattare troppo intensamente (e quindi provocare ipoglicemie) supera il beneficio di un controllo stretto della glicemia.

In altre parole in un paziente anziano, fragile o con aspettativa di vita limitata, l’obiettivo può non essere quello di raggiungere valori ideali, ma piuttosto di evitare eccessi (sia in alto che in basso) e di mantenere la stabilità metabolica, compatibile con la qualità di vita.

Chi è in terapia diabetologica vs chi non lo è

Anche qui le differenze sono determinanti nella discussione dei valori giusti:

  • Chi non ha il diabete o è solo in prevenzione (prediabete):
    • L’obiettivo è mantenere la glicemia nei limiti normali (almeno inferiori a 100), senza oscillazioni, adottando uno stile di vita corretto.
    • Non c’è rischio di ipoglicemia iatrogena, quindi non serve “allargare” i target.
  • Chi è in terapia diabetologica attiva:
    • Esiste il rischio concreto di ipoglicemie, che negli anziani possono essere molto pericolose (cadute, confusione, ictus, aritmie).
    • Per questo le linee guida spesso giustificano la possibilità di mantenere la glicemia un po’ più alta.

Riassumendo

Non esistono valori “giusti” di glicemia in base all’età anagrafica, i valori ideali sono uguali per tutti, tuttavia in medicina geriatrica l’equilibrio conta più della perfezione: meglio una glicemia “sufficientemente buona” ma stabile, che una “ideale” ma a rischio di crisi ipoglicemiche.

Avere 75 o 85 anni non autorizza a ignorare una glicemia alta, significa semplicemente che gli obiettivi vanno adattati alla persona e non all’età.

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