Quanto deve essere la glicemia dopo i 60 anni? No, non è come pensi

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Se hai appena ritirato gli esami del sangue o se tieni monitorato il glucosio a casa, potresti chiederti se i numeri che leggi siano corretti per la tua età. Spesso si è portati a pensare che, con il passare degli anni, sia naturale che la pressione o la glicemia salgano un po’. In realtà i criteri diagnostici per definire il diabete restano gli stessi per tutti gli adulti, ma il modo in cui il tuo medico valuta quei numeri cambia significativamente quando superi i 60 o i 70 anni.

Cosa dicono i numeri del mattino

Per un adulto in buona salute la glicemia misurata al mattino a digiuno dovrebbe idealmente trovarsi tra 70 e 100 mg/dL. Se i tuoi valori oscillano tra 100 e 125 mg/dL, ti trovi in una fascia chiamata prediabete. È un segnale che il tuo corpo fatica a gestire gli zuccheri, ma è anche il momento perfetto per intervenire con lo stile di vita. Quando la glicemia a digiuno è uguale o superiore a 126 mg/dL in due misurazioni distinte, le linee guida internazionali indicano la presenza di diabete.

Questi riferimenti non cambiano con l’età, ma la tua storia clinica e la tua condizione fisica generale suggeriscono al medico quanto essere “severi” nel riportare questi valori verso la normalità. Se sei una persona attiva di 65 anni senza altre patologie, l’obiettivo sarà molto simile a quello di un quarantenne. Se invece hai altre fragilità, i parametri potrebbero essere interpretati con maggiore flessibilità.

Perché i tuoi obiettivi possono cambiare dopo i 60 anni

Se superi i 60 anni il rischio principale non è solo lo zucchero alto, ma anche quello troppo basso, noto come ipoglicemia. Con l’avanzare dell’età il tuo corpo può diventare meno pronto a percepire i segnali di allarme di un calo improvviso di zuccheri, come sudorazione, tremore o fame intensa. Un calo eccessivo può causare vertigini, confusione mentale e aumentare il rischio di cadute o incidenti.

Per questa ragione i medici spesso concordano obiettivi meno restrittivi per chi è più avanti con gli anni o assume molti farmaci. Se per un giovane l’obiettivo è restare il più vicino possibile ai valori normali, per te potrebbe essere più sicuro puntare a una glicemia leggermente più alta ma stabile. L’obiettivo primario diventa proteggere il tuo cervello e il tuo equilibrio, evitando oscillazioni brusche che metterebbero sotto stress il sistema cardiovascolare.

L’importanza dell’emoglobina glicata

Oltre alla singola misurazione del mattino, il parametro più affidabile per capire come stai gestendo gli zuccheri è l’emoglobina glicata (HbA1c). Questo esame non indica lo zucchero di un momento, ma la media dei tuoi valori negli ultimi due o tre mesi. Ti offre una visione d’insieme, come se fosse il riassunto di un intero libro anziché una singola pagina.

Nella maggior parte degli adulti l’obiettivo è mantenere la glicata sotto il 7%. Quando l’età avanza o se sono presenti altre patologie croniche, le principali società scientifiche suggeriscono che un valore tra il 7,5% e l’8% possa essere accettabile e persino più sicuro. Una gestione troppo aggressiva per raggiungere valori “da manuale” potrebbe infatti esporti a rischi inutili senza offrirti reali vantaggi in termini di salute a lungo termine.

Gestire la glicemia con le abitudini quotidiane

Il modo più efficace per mantenere i valori ottimali non passa necessariamente per un aumento dei farmaci. Puoi ottenere risultati sorprendenti agendo sulla tua routine. Una delle strategie più potenti è la camminata dopo i pasti. Anche solo quindici minuti di movimento leggero aiutano i tuoi muscoli a consumare il glucosio appena entrato nel sangue, abbassando il picco glicemico senza sforzi eccessivi.

Puoi notare grandi benefici anche modificando l’ordine in cui mangi. Iniziare il pasto con una porzione di verdure ricche di fibre crea una sorta di filtro nello stomaco che rallenta l’assorbimento degli zuccheri contenuti in pasta, pane o frutta. Aggiungi a questo una buona qualità del sonno: dormire poco o male altera gli ormoni che regolano la fame e lo zucchero, rendendo più difficile il controllo della glicemia il giorno successivo. Se noti valori insoliti, parlane con il tuo medico per calibrare gli obiettivi sulla tua specifica condizione di salute.

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