Negli ultimi giorni si è parlato molto della variante COVID LP.8.1, entrata sotto osservazione da parte dell’OMS.
È naturale chiedersi se ci sia motivo di allarme, ma la risposta breve è: no, almeno per ora. Ecco perché.
Cosa sappiamo sulla variante LP.8.1?
Questa nuova variante discende dalla linea KP.1.1.3, a sua volta derivata da JN.1.
È stata rilevata per la prima volta nel luglio 2024 e da gennaio 2025 è tra le due varianti “under monitoring” (VUM) dall’OMS, insieme a XEC.
I dati più recenti mostrano che LP.8.1 sta guadagnando terreno, rappresentando circa il 7% delle sequenze globali condivise, ma è ancora molto meno diffusa rispetto a XEC, che domina con il 47%.
Il virus è più pericoloso?
Ad oggi non ci sono segnali che LP.8.1 causi forme più gravi di COVID rispetto ad altre varianti in circolazione. L’OMS, infatti, ha classificato il rischio sanitario globale come basso. Le mutazioni nella proteina Spike (tra cui V445R) possono aumentare la trasmissibilità, ma non sono state associate a un incremento della severità clinica.
Quali sintomi causa LP.8.1?

I sintomi più comuni rimangono gli stessi delle ultime forme, ovvero:
- Naso chiuso e che cola (rinorrea)
- Affaticamento, stanchezza e malessere
- Mal di gola
- Mal di testa, che può essere diversa dal solita e/o durare più del solito (vedi dopo)
- Starnuti.
Restano inoltre piuttosto frequenti anche
- Dolori muscolari
- Riduzione dell’appetito
- Tosse insistente
- Nausea e diarrea
- Febbre o febbriciattola, ma spesso anche senza febbre.
Più rari, ma comunque possibili, perdita di olfatto e gusto.
Cosa succede con i vaccini?
Una delle paure più ricorrenti è la cosiddetta “fuga immunitaria”, ovvero la capacità di una variante di eludere la protezione offerta da precedenti infezioni o vaccini.
LP.8.1 ha mostrato una certa capacità di elusione, simile a quella di XEC, ma i vaccini a mRNA aggiornati (basati su JN.1 e KP.2) sembrano mantenere un buon livello di efficacia contro entrambe le varianti.
Cosa fa l’OMS?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a monitorare da vicino l’evoluzione della variante, raccomandando ai Paesi di effettuare studi su neutralizzazione anticorpale e sull’eventuale impatto clinico.
Al momento, però, non sono richiesti cambiamenti nelle misure sanitarie o nei vaccini.
In conclusione LP.8.1 è una variante da tenere d’occhio, ma non un’emergenza. I dati attuali indicano una crescita della sua diffusione, ma non un aumento della pericolosità. I vaccini continuano a funzionare e le autorità sanitarie internazionali sono vigili.
Restiamo aggiornati, sì. Ma senza allarmismi.