A quattro anni dal picco pandemico, l’estate 2025 vede il virus circolare in modo sporadico ma non del tutto scomparso.
La domanda “sta ancora girando?” merita dunque una risposta basata sui dati più freschi disponibili, raccolti da ISS, Ministero della Salute e OMS.
I numeri parlano chiaro: nella settimana 14-20 luglio l’incidenza nazionale è scesa a 0,7 casi ogni 100 000 abitanti, con solo 432 diagnosi notificate; valori superiori a 1 per 100 000 si osservano ormai solo in Umbria (1,5) mentre sei Regioni non hanno segnalato nuovi casi. Il bollettino ministeriale della settimana 17-23 luglio conferma 484 infezioni, nessun decesso e un tasso di positività del 2,3 % su poco più di 21 000 tamponi eseguiti – indicatori stabili rispetto ai sette giorni precedenti (Ministero della Salute).
Sul fronte della gravità il quadro resta rassicurante: l’indice di trasmissibilità Rt è 0,83, ben sotto la soglia epidemica; i ricoveri restano confinati alle fasce over-80 con 4-7 ospedalizzazioni per milione di abitanti, e la mortalità settimanale si mantiene sotto 1 per milione per tutte le età. L’età mediana alla diagnosi è 65 anni, segno che l’infezione colpisce soprattutto chi è più fragile, ma senza impattare in modo sostanziale sui servizi sanitari.
Dal punto di vista virologico l’Italia continua a registrare una “famiglia” di sotto-varianti JN.1; le analisi di giugno mostrano la co-circolazione di XFG (alias “Stratus”), LP.8.1 e NB.1.8.1 senza segnali di maggiore patogenicità. L’OMS, che ha inserito XFG nella lista delle varianti sotto monitoraggio a fine giugno, ne valuta il rischio aggiuntivo come basso, ricordando che i vaccini attuali mantengono la protezione contro malattia grave e decesso.
Proprio sui vaccini si concentra la preparazione dell’autunno. Il TAG-CO-VAC dell’OMS ha ribadito il 15 maggio che le formulazioni monovalenti JN.1 o KP.2 restano le più appropriate per i richiami 2025-26. Il Ministero della Salute, in linea con le raccomandazioni ISS, confermerà la dose annuale gratuita per over 60, fragili, operatori sanitari e grandi ospiti, con possibile co-somministrazione del vaccino antinfluenzale e finestra minima di tre mesi dall’ultima dose o dall’infezione (EpiCentro).
In sintesi, il virus continua a circolare a bassa intensità: i contagi non sono azzerati, ma l’impatto clinico è minimo grazie all’immunità ibrida di popolazione e al monitoraggio costante delle varianti.
Durante l’estate vale ancora la buona educazione sanitaria imparata in questi anni: aerare gli ambienti, restare a casa se si hanno sintomi respiratori, usare mascherine in situazioni affollate e aderire ai richiami vaccinali se si rientra nelle categorie a rischio.
Variante Stratus

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In Italia l’ultimo bollettino ISS segnala che nel mese di giugno XFG è stato il lignaggio più frequentemente sequenziato, guadagnando terreno su NB.1.8.1 e LP.8.1 grazie a un vantaggio di crescita documentato in diversi Paesi.
Individuata come ricombinante dei lignaggi LF.7 e LP.8.1.2, la variante XFG è entrata ufficialmente nella categoria Variant Under Monitoring dell’OMS il 25 giugno 2025, con una valutazione di rischio globale “basso” e l’aspettativa che i vaccini attuali restino efficaci contro forme gravi di malattia.
Pochi giorni dopo, il 27 giugno, anche l’ECDC l’ha aggiunta alla propria lista di varianti sotto monitoraggio, confermando l’attenzione europea sul suo rapido incremento di frequenza(ECDC).
Dal punto di vista molecolare, XFG presenta mutazioni aggiuntive nella proteina Spike, capaci di conferire una moderata fuga anticorpale senza però mostrare un aumento di severità clinica, motivo per cui gli esperti raccomandano di mantenere alta la sorveglianza ma senza modificare, al momento, le strategie vaccinali.