Crema viso anti-age: sceglierla con l’aiuto della scienza

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Crema anti-age, una scelta difficile

Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, è altrettanto vero che la pelle è il riflesso più veritiero dello stato di salute di tutto il corpo: una pelle luminosa, ben nutrita e idratata è la manifestazione esterna di un buono stato di salute; al contrario, un colorito spento, occhiaie sul viso, rughe precoci sono segnali di qualcosa che non va.

Situazioni patologiche a parte, a volte si tratta solo di stanchezza o situazioni di stress passeggere; altre volte invece si tratta del risultato di abitudini di vita scorrette, protratte nel tempo: un’alimentazione squilibrata, una scarsa idratazione, il fumo, l’inquinamento ambientale, l’esposizione ai raggi solari sono tutti fattori che possono influire negativamente sulla salute della pelle, privandola del nutrimento e delle protezioni essenziali e causandone l’invecchiamento precoce. Su questi fattori possiamo agire in modo consapevole, cercando – se non di evitarli – quantomeno di ridurne o controbilanciarne gli effetti dannosi: alimentazione sana, ricca di frutta e verdura, attività fisica regolare e giusto riposo sono tre fattori insostituibili per il benessere di mente e corpo – e quindi anche della pelle.

Tuttavia, anche nella più virtuosa delle situazioni, la pelle è comunque destinata a subire l’ingiuria del tempo e invecchiare, così come tutti gli altri organi del nostro corpo. Con l’avanzare dell’età si verifica una serie di eventi fisiologici che portano al progressivo invecchiamento cutaneo, tra cui:

  • diminuzione della velocità di rinnovamento delle cellule cutanee
  • rallentamento della produzione di collagene ed elastina, che conferiscono rispettivamente sostegno ed elasticità alla pelle
  • diminuzione della sintesi di acido ialuronico, sostanza che trattiene acqua e dunque contribuisce all’idratazione cutanea
  • alterazione dell’attività dei melanociti, i pigmenti presenti nella pelle, con conseguente possibile comparsa di macchie su viso e decolleté.

Che ci piaccia o meno, si tratta di eventi fisiologici, del tutto normali: se però da un lato non possiamo evitare di invecchiare, dall’altro abbiamo oggi a disposizione numerosi rimedi per intervenire sui segni del tempo, rallentandone gli effetti e mantenendo la pelle – anche quella più matura – in buona salute.

La scienza cosmetica mette oggi a disposizione di chiunque prodotti sicuri e di buona efficacia per attenuare la comparsa delle rughe, contrastare la perdita di idratazione, tono ed elasticità, combattere i radicali liberi – altri responsabili dell’invecchiamento cutaneo – coprire eventuali macchie cutanee e così via.

Vediamo allora quali sono i principali ingredienti dei rimedi antiage più efficaci disponibili sul mercato.

Acido ialuronico

L’acido ialuronico riveste un ruolo fondamentale nelle preparazioni cosmetiche, siano esse ad uso topico o nutricosmetici per uso orale: ad oggi rappresenta uno degli ingredienti attivi più utilizzati per la cura di viso e corpo.

Secondo quanto riportato dalla letteratura scientifica, le formulazioni topiche a base di acido ialuronico (creme, gel, lozioni, sieri, fillers ecc) mostrano buona efficacia nei trattamenti antiage, soprattutto in termini di azione idratante, ricompattante e ridensificante delle pelli mature: l’acido ialuronico, infatti, non solo contribuisce a trattenere l’acqua a livello della pelle, mantenendola quindi idratata, ma stimola la sintesi di collagene ed elastina, contribuendo così al mantenimento di tono ed elasticità. Essendo una molecola naturalmente presente nella matrice extracellulare, inoltre, l’acido ialuronico può essere utilizzato senza rischio di sviluppare reazioni allergiche (salvo ipersensibilità individuali): per questa ragione esso trova largo impiego anche nella chirurgia estetica. Attenzione però: la non allergenicità vale per l’acido ialuronico, ma non per altri additivi eventualmente presenti nel formulato, cui i soggetti allergici devono sempre prestare attenzione.

All’interno delle formulazioni cosmetiche l’acido ialuronico – in genere sottoforma di ialuronato di sodio – è utilizzato in concentrazioni comprese tra lo 0,2 e l’1%, da solo o in associazione con altri ingredienti attivi ad azione sinergica (vitamine, peptidi, probiotici, estratti vegetali ecc)

Vitamine e antiossidanti

Vitamina C, A, E, gruppo B, polifenoli, resveratrolo, acido caffeico, Coenzima Q sono tutti ingredienti ad azione antiossidante che possiamo trovare all’interno delle formulazioni antiage.

Sappiamo che tra i responsabili dell’invecchiamento cutaneo un ruolo di spicco è rivestito dai radicali liberi e dallo stress ossidativo da essi generato: contrastarne gli effetti dannosi, quindi, si può tradurre in un’azione efficace contro gli inestetismi cutanei da essi provocati.

Vitamina C (acido ascorbico) e vitamina E (tocoferolo) sono tra i più potenti antiossidanti che ospitiamo all’interno del nostro corpo; inoltre, la vitamina C

  • è essenziale per la sintesi del collagene, vera e propria ”impalcatura” della nostra pelle
  • stimola l’azione del microcircolo, che a sua volta garantisce il costante apporto di ossigeno e nutrienti alla pelle e il corretto smaltimento delle sostanze di scarto.

La Vitamina A (retinolo) e i retinoidi (suoi derivati, naturali o sintetici), oltre all’azione antiossidante, stimolano la produzione di collagene e riducono i danni da esposizione ai raggi UV.

La vitamina B3 (nicotinamide o niacinamide) contribuisce alla riparazione dei danni da radiazione UVA e UVB; in alcuni trials clinici, l’applicazione giornaliera di una crema contenente niacinamide al 5% ha prodotto, dopo 12 settimane, un miglioramento significativo in termini di aumento dell’elasticità cutanea e di riduzione delle rughe.

Il coenzima Q10 è un cofattore essenziale in numerose razioni enzimatiche all’interno delle cellule del corpo umano; oltre a ciò, è un buon antiossidante e stimolante della sintesi del collagene e, applicato per via topica, sembra avere un ruolo anche nella riduzione delle rughe.

Sostanze ad azione idratante

Oltre al già citato acido ialuronico, esistono numerosi oli e grassi di origine minerale o vegetale in grado di reintegrare e mantenere le buone condizioni del film idrolipidico, l’emulsione naturale che riveste la nostra cute e che la protegge dagli agenti esterni e dall’eccessiva disidratazione: tra i primi ricordiamo le paraffine (vaselina), tra i secondi

  • l’olio di argan
  • l’olio di oliva
  • burro di karité.

Anche la glicerina possiede un’efficace azione idratante, così come vitamina C e pantenolo (pro-vitamina B5).

Sostanze ad azione schiarente

Spesso l’avanzare dell’età comporta la comparsa di macchie inestetiche sulla pelle del viso e del collo: fumo, esposizione solare protratta nel tempo, fattori genetici possono predisporne o aggravarne la comparsa, ma – indipendentemente dalla causa – si tratta comunque di fastidiosi inestetismi che spesso compromettono il benessere psicologico e l’autostima di chi ne è affetto. Fortunatamente la cosmetica può venire efficacemente in aiuto con prodotti a base di sostanze schiarenti quali

  • Vitamina C
  • Acido azelaico
  • Acido cogico
  • Estratto di liquerizia

Anche un buon peeling chimico (vedi paragrafo successivo) può aiutare nell’attenuazione delle macchie, specie quelle più superficiali.

Sostanze ad azione esfoliante

Un buon rinnovamento cellulare è garanzia di una pelle dall’aspetto sano. Qualsiasi trattamento di skincare (cura della pelle), pertanto, non dovrebbe prescindere dall’utilizzo periodico di prodotti esfolianti: si tratta di sostanze che, per azione meccanica o chimica, sono in grado di rimuovere gli strati più superficiali a livello dell’epidermide – ossia quelli più vecchi e danneggiati – stimolando al contempo la produzione di cellule nuove.

Tra gli esfolianti meccanici (quelli utilizzati per il classico scrub) troviamo microgranuli costituiti da sali o semi della frutta; tra gli esfolianti chimici (quelli utilizzati per il peeling o gommage) gli acidi della frutta (acido glicolico, acido mandelico, acido citrico, acido tartarico, acido piruvico): i secondi si usano in concentrazioni fino al 10% per un’azione esfoliante e levigante; in concentrazioni superiori sono di competenza dermatologica e si usano per peeling più profondi effettuati in ambulatorio medico.

È opportuno ricordare che la rimozione dello strato superficiale dell’epidermide, soprattutto con peeling chimico – che risulta più profondo rispetto allo scrub – comporta una parziale perdita, seppur temporanea, del film idrolipidico protettivo: è dunque opportuno evitare l’esposizione al sole nelle ore successive e utilizzare comunque protezioni solari elevate.

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