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Introduzione

Il vanadio è un elemento chimico presente solo in tracce nell’organismo (oligoelemento); è interessante notare che potrebbe favorire l’effetto dell’insulina, l’ormone che si occupa di ridurre la quantità circolante di zucchero nel sangue (glicemia) e per questa ragione alcune formulazioni a base di questa sostanza sono allo studio come farmaci antidiabetici.

NON è considerato un minerale essenziale per l’organismo (nel senso che non richiede un’assunzione regolare, ma alcuni autori lo considerano tuttavia semi-essenziale; il corretto inquadramento è reso complicato dall’ubiquità della sostanza) e non è ad oggi possibile individuare una dose massima giornaliera considerata sicura.

Riveste diverse funzioni nell’organismo, tra cui un ruolo importante nella pompa sodiopotassio e nella produzione di enzimi coinvolti nel metabolismo di numerose sostanze:

In un uomo adulto si stima essere presente un totale di 1 mg di vanadio.

Vanadio

Shutterstock/Luckymane

Fonti alimentari

La maggior parte degli alimenti contiene bassissime concentrazioni naturali di vanadio, ma ad esempio i frutti di mare generalmente ne contengono concentrazioni un po’ più elevate rispetto alla carne di animali terrestri. Un’altra fonte più rilevante è costituita dai funghi, oltre che pepe nero, grano e altri cereali.

Si stima che l’apporto giornaliero medio sia compreso tra 0,01 e 0,02 mg, considerando anche che l’acqua del rubinetto potrebbe contenerne quantità attorno ai 0,001 mg/L (fonti americane); supponendo di bere circa 2 litri di acqua al giorno, si può quindi ipotizzare un’assunzione giornaliera di circa 0,002 mg di vanadio dall’acqua del rubinetto nel caso degli adulti.

Nel complesso l’assunzione giornaliera normale è considerata dall’EFSA di almeno tre ordini di grandezza più bassa rispetto alle dosi minime segnalate per essere in grado di indurre effetti avversi.

 

Altre fonti

Il vanadio si trova naturalmente nel suolo, nell’acqua e nell’aria. Le fonti naturali di vanadio atmosferico includono polvere continentale, aerosol marino (aria proveniente dagli oceani) ed emissioni vulcaniche.

I rilasci di vanadio nell’atmosfera sono tuttavia principalmente associati a fonti industriali, in particolare raffinerie di petrolio e centrali elettriche che utilizzano olio combustibile ricco di vanadio e carbone, e costituiscono la gran parte della diffusione dell’elemento (mentre la presenza in acqua e suolo è prevalentemente di origine naturale, ma comunque in quantità inferiori).

Il vanadio non può venire degradato nell’ambiente, può invece solo cambiare forma e venire trasferito tra aria/suolo/acqua.

  • Origine atmosferica: Le particelle di vanadio nell’aria si depositano sul terreno o vengono lavate via dall’aria dalla pioggia. Le particelle più piccole, come quelle emesse dalle centrali elettriche alimentate a petrolio, possono rimanere nell’aria per tempi più lunghi ed è più probabile che vengano trasportate più lontano dal sito di rilascio.
  • Acqua e suolo: Il trasporto e la ripartizione del vanadio nell’acqua e nel suolo è influenzato da molti fattori tra cui l’acidità dell’acqua o del suolo e la presenza di particolato. Il vanadio può essere disciolto in acqua (in forma di ioni) o può essere adsorbito nel particolato.

La maggior parte delle persone viene comunque esposta a pochissimo vanadio in termini di respirazione, con l’eccezione di:

  • popolazione residente in aree inquinate dal punto di vista atmosferico (da parte di centrali elettriche a petrolio che utilizzano oli combustibili residui per la produzione di energia);
  • soggetti fumatori (dal fumo di una sigaretta vengono rilasciati circa 0,0004 mg di vanadio).

È pericoloso?

Il vanadio può entrare nell’organismo mediante:

  • Inalazione: Parte del vanadio presente nell’aria respirata può entrare nell’organismo mediante i polmoni.
  • Ingestione: Il vanadio introdotti con liquidi e cibo viene assorbito solo in parte.
  • Pelle: Non è nota la frazione assorbita mediante contatto con la pelle, ma si presume che sia molto basso.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha stabilito che il vanadio è probabilmente cancerogeno per l’uomo, ciononostante è importante ricordare che tracce del minerale sono presenti e necessarie al buon funzionamento dell’organismo. Inoltre il vanadio è un elemento presente in natura e ampiamente distribuito nell’ambiente, tanto da poter essere isolato in molti alimenti, sebbene in piccole quantità. Non è quindi in alcun modo possibile evitare del tutto l’esposizione alla sostanza, ma i livelli naturalmente presenti nel cibo e nell’acqua non sono considerati pericolosi.

L’introduzione orale di vanadio (nell’ambito di sperimentazioni cliniche di alcuni farmaci antidiabetici) in quantità farmacologicamente attiva ha evidenziato il possibile sviluppo di diversi disturbi gastrointestinali:

Studi sul modello animale hanno evidenziato il possibile sviluppo di disturbi renali, alla milza, ai polmoni e alla pressione del sangue.

Vanadio come antidiabetico

Diversi studi sugli animali e alcuni piccoli studi sull’uomo suggeriscono che il vanadio è in grado di ridurre i livelli di zucchero nel sangue e migliorare la sensibilità all’insulina nelle persone con diabete di tipo 2, in alcuni casi migliorando anche il colesterolo LDL (“cattivo”). Tuttavia i dosaggi utilizzati in questi studi erano di gran lunga superiori al livello di assunzione considerato sicuro, quindi è difficile stabilire se possa godere di un soddisfacente rapporto rischio/beneficio.

Body building e miglioramento delle prestazioni

Il vanadio viene talvolta promosso come integratore sportivo, ma non ci sono prove a sostegno di effetti significativi in tal senso.

 

Fonti e bibliografia

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