Cos’è la diabetologia
La diabetologia è la branca della medicina che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento delle diverse forme di diabete e delle sue complicanze.
Questa specialità medica si concentra sulla gestione dei disturbi del metabolismo glucidico, con particolare attenzione al diabete di tipo 1, di tipo 2 e gestazionale (gravidanza), oltre che ad altre forme più rare di alterazione della glicemia.
Il ruolo della diabetologia nella vita quotidiana è fondamentale, considerando che il diabete rappresenta una delle malattie croniche più diffuse al mondo, con quasi un miliardo di persone affette nel mondo (830 milioni nel 2022).
Una corretta gestione diabetologica permette ai pazienti di mantenere una buona qualità di vita, prevenendo o ritardando le complicanze che possono interessare occhi, reni, nervi, cuore e vasi sanguigni.
Come si diventa diabetologo

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In Italia per diventare diabetologo è necessario conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni) e successivamente specializzarsi in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, un percorso di formazione specialistica della durata di 4 anni. Durante la specializzazione il medico acquisisce competenze specifiche nella gestione del diabete e delle patologie endocrine correlate.
Esistono inoltre società scientifiche, come l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID) che offrono percorsi formativi continui per i professionisti del settore.
Di cosa si occupa il diabetologo
Il diabetologo è lo specialista che gestisce il paziente con diabete in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi al follow-up a lungo termine. Si occupa di:
- Diagnosticare le varie forme di diabete e altre alterazioni del metabolismo glucidico
- Impostare e personalizzare la terapia farmacologica e non farmacologica (ottimizzando ad esempio lo stile di vita)
- Educare il paziente all’autogestione della malattia
- Monitorare l’andamento della patologia nel tempo
- Prevenire, identificare e trattare le complicanze acute e croniche
- Gestire il diabete in situazioni particolari (gravidanza, interventi chirurgici, malattie intercorrenti)
Il diabetologo lavora in stretta collaborazione con altre figure sanitarie all’interno di un team multidisciplinare che può includere:
- Medico curante
- Dietisti e nutrizionisti
- Psicologi
- Altri specialisti come cardiologi, nefrologi, oculisti, podologi e neurologi per la gestione delle complicanze
Quali patologie tratta
Il diabetologo si occupa principalmente delle seguenti condizioni:
- Diabete mellito di tipo 1: malattia autoimmune che causa la distruzione delle cellule beta del pancreas
- Diabete mellito di tipo 2: caratterizzato da insulino-resistenza e progressivo deficit di secrezione insulinica
- Diabete gestazionale: alterazione della glicemia che compare durante la gravidanza
- Prediabete: condizione di alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza al glucosio
- Diabete monogenico: forme rare di diabete causate da mutazioni di singoli geni (MODY, diabete neonatale)
- Diabete secondario: causato da altre patologie o farmaci (ad esempio lunghe terapie cortisoniche)
- Complicanze acute del diabete: chetoacidosi diabetica, stato iperosmolare, ipoglicemia
- Prevenzione e riconoscimento delle complicanze croniche: retinopatia, nefropatia, neuropatia, malattie cardiovascolari, piede diabetico (che vengono poi demandate ai relativi specialisti)
- Sindrome metabolica: insieme di fattori di rischio metabolici spesso associati al diabete tipo 2
Quando rivolgersi al diabetologo
La valutazione iniziale spetta generalmente al medico di medicina generale, che può indirizzare allo specialista diabetologo quando necessario.
Dalla medicina generale alla specialistica
Il medico di base può gestire inizialmente situazioni come:
- Screening del diabete in soggetti a rischio
- Prima diagnosi di alterazioni glicemiche lievi
- Gestione del diabete tipo 2 in fase iniziale e ben controllato
È consigliabile rivolgersi al diabetologo in presenza di:
- Sintomi suggestivi di diabete come contemporanea presenza di
- poliuria (aumento della minzione),
- polidipsia (aumento della sete),
- polifagia (aumento dell’appetito) associati a perdita di peso inspiegabile.
- Diagnosi recente di diabete, per impostare correttamente la terapia iniziale
- Diabete tipo 1 in qualsiasi fase (richiede sempre gestione specialistica)
- Diabete tipo 2 con controllo glicemico inadeguato nonostante la terapia prescritta dal medico di base
- Emoglobina glicata (HbA1c) superiore al target terapeutico personalizzato
- Necessità di terapia insulinica o di schemi terapeutici complessi
- Gravidanza in donna con diabete o diagnosi di diabete gestazionale
- Presenza di complicanze del diabete (problemi renali, oculari, neurologici, cardiovascolari)
- Difficoltà nella gestione dell’automonitoraggio glicemico
- Episodi ricorrenti di ipoglicemia o un episodio grave di ipoglicemia
Segnali d’allarme: quando intervenire subito
Alcune situazioni richiedono una valutazione urgente o il ricorso al pronto soccorso:
- Iperglicemia grave (>350-400 mg/dl) associata a sintomi come nausea, vomito, dolore addominale, confusione mentale, respiro accelerato
- Ipoglicemia grave con perdita di coscienza o incapacità di assumere zuccheri autonomamente
- Comparsa improvvisa di sintomi neurologici come visione offuscata, diplopia, debolezza agli arti
- Febbre e segni di infezione in pazienti diabetici, specialmente se associati a glicemie elevate
- Dolore toracico o sintomi suggestivi di infarto in pazienti diabetici (il diabete aumenta il rischio cardiovascolare)
- Lesioni al piede che non guariscono o mostrano segni di infezione
Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico
Alcune situazioni richiedono controlli diabetologici regolari:
- Tutti i pazienti con diabete tipo 1
- Diabete tipo 2 in terapia insulinica
- Diabete con complicanze micro o macrovascolari
- Diabete in gravidanza o programmazione di gravidanza
- Pazienti con microinfusore di insulina o sistemi di monitoraggio continuo della glicemia
- Diabete in età pediatrica e adolescenziale
- Forme rare o genetiche di diabete
Come prepararsi alla visita
Per ottimizzare la visita diabetologica è consigliabile:
- Portare tutta la documentazione medica recente, inclusi esami del sangue, referti di visite specialistiche, lettere di dimissione ospedaliera
- Preparare un elenco completo dei farmaci assunti, con dosaggi e orari
- Portare il diario glicemico o i dati dell’automonitoraggio (glucometro, sensori, app)
- Portare il glucometro e altri dispositivi utilizzati (penne per insulina, microinfusore)
- Annotare eventuali episodi di ipoglicemia o iperglicemia significativa
- Preparare un elenco di domande da porre al medico
- Indossare calzature comode che si possano togliere facilmente per l’esame del piede
- Non modificare la terapia nei giorni precedenti la visita (salvo diversa indicazione)
- Presentarsi a digiuno solo se espressamente richiesto
Come si svolge la visita
Una visita diabetologica tipica comprende diverse fasi:
Inizialmente, il diabetologo raccoglie o aggiorna l’anamnesi del paziente, approfondendo la storia clinica, familiare e sulla presenza di eventuali sintomi. Vengono discussi l’andamento dei valori di glicemia, l’aderenza alla terapia e le eventuali difficoltà incontrate nella gestione quotidiana del diabete.
Segue l’esame obiettivo che include:
- Misurazione di peso, altezza e calcolo dell’indice di massa corporea (BMI)
- Rilevazione della pressione arteriosa
- Esame del piede (ispezione, valutazione della sensibilità e della circolazione)
- Palpazione della tiroide (spesso il diabete si associa a patologie tiroidee)
- Altri esami in base ai sintomi riferiti
Il diabetologo esamina poi i risultati degli esami di laboratorio e strumentali, valutando in particolare:
- Emoglobina glicata (HbA1c), indicatore del controllo glicemico negli ultimi 2-3 mesi
- Profilo lipidico (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi)
- Funzionalità renale (creatinina, microalbuminuria)
- Dati dell’automonitoraggio glicemico
Al termine della visita, lo specialista discute con il paziente il piano terapeutico, che può includere:
- Modifiche alla terapia farmacologica
- Consigli su alimentazione e attività fisica
- Indicazioni sull’automonitoraggio glicemico
- Educazione terapeutica su vari aspetti della gestione del diabete
- Programmazione di esami di controllo e visite successive
Esami diagnostici frequentemente prescritti
Gli esami di primo livello comunemente richiesti includono:
- Glicemia a digiuno
- Emoglobina glicata (HbA1c)
- Profilo lipidico completo
- Esami di funzionalità renale ed epatica
- Esame delle urine con microalbuminuria
- Elettrocardiogramma
Gli esami di secondo livello, prescritti in base alle necessità individuali, possono comprendere:
- Curva da carico orale di glucosio (OGTT)
- C-peptide e insulinemia
- Autoanticorpi pancreatico-specifici (per il diabete tipo 1)
- Ecografia addominale
- Ecodoppler dei vasi degli arti inferiori
- Fundus oculi
- Elettromiografia (per valutare la neuropatia)
- Test cardiovascolari (ecocardiogramma, test da sforzo)
- Analisi genetiche (per forme specifiche di diabete)
Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate
All’interno della diabetologia esistono diverse aree di interesse specifico:
- Diabetologo pediatrico: specializzato nella gestione del diabete in età infantile e adolescenziale
- Diabetologo-ostetrico: specializzato nella gestione del diabete in gravidanza
- Diabetologo-nefrologo: esperto nella gestione delle complicanze renali del diabete
È importante distinguere il diabetologo da altre figure correlate:
- Endocrinologo: si occupa di tutte le ghiandole endocrine (tiroide, surreni, ipofisi, ecc.) incluso il pancreas endocrino. Tutti i diabetologi sono endocrinologi, ma non tutti gli endocrinologi si dedicano principalmente al diabete
- Internista: può gestire pazienti con diabete, ma ha una formazione più ampia e meno specifica sulle tecnologie diabetologiche avanzate
- Nutrizionista: collabora con il diabetologo per l’impostazione di piani alimentari personalizzati, ma non prescrive terapie farmacologiche
- Nefrologo: gestisce le complicanze renali avanzate del diabete, spesso in collaborazione con il diabetologo
La gestione ottimale del diabete richiede un approccio multidisciplinare, con il diabetologo che coordina il team di cura e personalizza il percorso terapeutico in base alle caratteristiche e alle esigenze del singolo paziente.