Cisti di Tarlov: cause, sintomi e cura

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Introduzione

Una cisti di Tarlov, dal nome dello scopritore, è una lesione che si forma nelle radici dei nervi spinali, ovvero i nervi che fuoriescono dalla colonna vertebrale collegando midollo spinale (protetto dalla colonna) e la periferia dell’organismo.

Più in particolare si tratta di una sacca ripiena di liquido cerebrospinale, il fluido che circonda e protegge tutto il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).

Note anche come cisti meningee o perineurali, si localizzano spesso a livello del sacro, ovvero alla base della colonna vertebrale; anche se nella maggior parte dei casi vengono scoperte casualmente in occasione di risonanze magnetico-nucleari condotte per altre cause perché tipicamente asintomatiche, alcuni pazienti possono sviluppare dolorose neuropatie (ad esempio in forma di sciatalgia) a causa di un effetto di compressione della cisti di Tarlov sul nervo.

Cisti di Tarlov

By ZhengXuesheng – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49192176

Cause

Le cisti di Tarlov sono più comuni nel sesso femminile; sebbene le cause esatte non siano ancora state chiarite, ci sono forti evidenze su un elevato rischio di sviluppo di sintomi a seguito di traumi (incidenti o cadute).

La caratteristica principale che distingue le cisti di Tarlov da altre lesioni spinali è la presenza di fibre nervose all’interno della parete della cisti o all’interno della cavità cistica stessa.

Alcuni Autori suggeriscono un possibile legame con altre malattie genetiche, come la sindrome di Marfan.

Sintomi

In molti casi sono del tutto asintomatiche, ma le cisti di Tarlov in alcuni pazienti possono causare:

  • mal di schiena lombare,
  • dolore perineale,
  • dolore al nervo sciatico (avvertito come una scossa elettrica od un bruciore nella parte bassa della schiena, nei glutei e lungo una gamba fino al di sotto del ginocchio),
  • incontinenza urinaria,
  • mal di testa (in conseguenza dei cambiamenti indotti alla pressione del liquido cerebrospinale che riveste il cervello),
  • stitichezza,
  • disfunzioni sessuali,
  • riduzione della sensibilità o del controllo del movimento nella gamba e/o nel piede con difficoltà di deambulazione.

La gravità dei sintomi è estremamente variabile tra un paziente e l’altro e non è raro un andamento intermittente; le quotidiane azioni come sedersi, stare in piedi, camminare e piegarsi possono diventare dolorose e, spesso, l’unica posizione che fornisce sollievo è quella sdraiata su un lato.

Diagnosi

Le cisti di Tarlov possono essere diagnosticate utilizzando la risonanza magnetica o la TAC; in genere la diagnosi avviene in modo casuale, durante indagini condotte per altri scopi.

Cura

In assenza di disturbi o fastidi non è generalmente necessario alcun trattamento (come descritto da alcuni medici, si deve trattare il paziente, non l’esito della risonanza).

Quando sintomatiche le cisti di Tarlov possono essere drenate per alleviare la pressione (con guida mediante TAC) e il dolore, ma il sollievo è purtroppo spesso solo temporaneo in quanto con il tempo si osserverà un nuovo accumulo di liquido.

Per alleviare il dolore è possibile ricorrere a farmaci cortisonici, ma è possibile valutare anche infiltrazioni di un derivato della fibrina (il nostro organismo la utilizza nei processi di coagulazione) che garantisce un miglioramento quantificabile in qualche mese. Possono essere utilizzati anche antinfiammatori classici, antidepressivi od antiepilettici.

L’approccio chirurgico viene preso in considerazione quando terapie meno invasive non siano in grado di garantire un adeguato sollievo dal dolore, o nel caso in cui ci sia un elevato rischio di danno neurologico permanente, perché purtroppo molto spesso l’esito non è soddisfacente sia in termini di miglioramento della qualità di vita, sia perché destinate a frequenti recidive.

Ricordiamo infine l’esistenza di alcuni approcci minimamente invasivi in grado di alleviare la pressione esercitata dalla cisti sulla struttura nervosa.

Fonti e bibliografia

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