Cos’è la taurina e a cosa serve? In che alimenti/bevande si trova?

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Introduzione

E se ti dicessi che c’è un integratore che allunga la vita del 10-12%?

E se ti dicessi che questo straordinario risultato è stato pubblicato su Science, una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo?

Se sei un topolino al tuo posto credo che chiuderei immediatamente questo video per correre a ordinare 200 confezioni di integratori di taurina, perché lo studio è stato condotto sul modello animale, se invece fossi un essere umano… bah… sarei forse più cauto… ne parliamo?

Cos’è la taurina?

La taurina è un amminoacido che si trova facilmente in molti tessuti di diversi animali e l’uomo  non fa eccezione; la funzione principale degli amminoacidi è quella di consentire la costruzione di tutte le proteine necessarie alla vita e l’uomo ne usa 20… ma la taurina non è fra questi.

In altre parole la taurina è chimicamente un amminoacido, che tuttavia non usiamo per costruire proteine, e nonostante questo è coinvolta in numerose funzioni di primaria importanza per la nostra sopravvivenza, ad esempio

  • contribuisce alla regolazione del volume delle cellule, aiutando a mantenere un corretto equilibrio nella quantità di acqua presente,
  • è tra i componenti principali della bile, quel liquidino verdognolo prodotto dal fegato che ti aiuta a digerire i grassi dopo mangiato.

Oltre a non essere un aminoacido proteinogenico, ovvero facente di quei 20 che ci servono per costruire proteine, non è nemmeno essenziale, aggettivo che in nutrizione indica la necessità di introdurlo con la dieta e che tuttavia può essere frainteso se pensiamo al significato popolare del termine.

In parole più semplici, la taurina è assolutamente necessaria al buon funzionamento dell’organismo (addirittura è uno degli amminoacidi più abbondanti nel cervello, nella retina, nel tessuto muscolare e in altri organi), ma non è essenziale perché proprio il nostro organismo è in grado di prodursela da solo, nel fegato, a partire dalla cisteina, un altro aminoacido chimicamente simile.

Perché si chiama taurina?

Oh, a proposito, perché mai si chiamerà taurina? Perché è stata isolata per la prima volta nei tori, ma non nei testicoli come potresti aver sentito da qualche spiritoso… dalla bile dei tori, da scienziati tedeschi nel 1827 e solo una ventina d’anni dopo nella bile degli umani.

A cosa serve? Benefici e proprietà

Ragazza che legge gli ingredienti di una lattina con sguardo stupito

Shutterstock/Antonio Guillem

Probabilmente hai già sentito nominare la taurina nel contesto delle bevande energetiche, quindi a cosa mai potrà servire assunta in questo modo?

No, non non ha proprietà energizzanti, anche se la questione è dibattuta e la letteratura un po’ contrastante; la mia idea è che si tratti semplicemente di una mossa di marketing, in cui la presenza di un aminoacido dal nome così evocativo nella lista degli ingredienti può effettivamente contribuire a creare l’impressione di un prodotto più efficace e orientato alle prestazioni.

Di fatto non lo sappiamo esattamente, anzi, l’interazione tra taurina e caffeina è complessa e ben lontana dall’essere completamente compresa, con gli effetti che potrebbero variare in base alle dosi e alle caratteristiche individuali.

In uno studio del 2008 gli autori concludono che

Le quantità di guaranà, taurina e ginseng presenti nelle popolari bevande energetiche sono molto inferiori alle quantità che si prevede possano fornire benefici terapeutici o eventi avversi. [E per inciso… ]Tuttavia, la caffeina e lo zucchero sono presenti in quantità note per causare una serie di effetti avversi sulla salute.

E quindi? A cosa può servire l’integrazione alla persona comune?

Da un punto di vista strettamente scientifico potremmo dire… boh? Ad oggi la letteratura disponibile è piuttosto inconsistente e, a fronte di tante ipotesi, disponiamo di poco o nulla in fatto di certezze.

Più interessante è invece l’utilizzo in campo medico, dove prove preliminari sembrano essere promettenti in caso di

È infine molto studiata la sua capacità antiossidante che si esprime soprattutto a livello mitocondriale ed è forse anche da qui che si è diffusa la nomea di sostanza utile a supportare la funzionalità energetica, ma nonostante alcuni studi interessanti rimane sicuramente ancora molto da dimostrare.

Così come rimane tutta dimostrare la capacità di allungare la vita, come ipotizzato dall’affascinate studio su Science di cui parlavamo all’inizio; siamo ormai abbastanza certi dell’importanza di questo aminoacido per il nostro corpo, per funzioni che vanno al di là della sintesi di acidi biliari e mantenimento del volume cellulare e per questa ragione è chiaro che un’integrazione in soggetti che ne siano carenti per qualsivoglia ragione potrebbe essere interessante, ma per quante altre sostanze potremmo dire lo stesso?

Il corpo è una macchina straordinariamente complessa, che tuttavia dipende da centinaia, forse migliaia di sostanze diverse e quando si verifica un’effettiva carenza non si può che andare incontro a problemi. La concentrazione di taurina nel sangue sembra diminuire con l’invecchiamento e negli esseri umani concentrazioni più basse di taurina erano associate a molteplici malattie caratteristiche dell’età avanzata, ma siamo sempre sì… correlazione o causa?

La speranza è ovviamente che un’eventuale integrazione possa essere realmente un intervento realmente efficace, se anche solo mantenesse metà dei benefici osservati in topolini e scimmie sarebbe un integratore dal rapporto costo/beneficio straordinario, ma la mia sensazione è che non sarà così… anche se ovviamente spero davvero di sbagliarmi.

In che alimenti/bevande si trova?

Dicevamo che dal punto di vista alimentare si trova nei tessuti di diversi animali, a cui aggiungiamo qualche specie batterica,  ma non nelle piante, e questo ci permette di rispondere facilmente alla domanda su quali siano gli alimenti che lo contengono… ovvero le carni animali, pesci compresi, e relativi derivati, come uova e latticini.

La taurina potrebbe venire parzialmente distrutta con alcune modalità di cottura (le fonti sono tuttavia contrastanti), ma se per l’uomo non è un grosso problema in quanto aminoacido non essenziale, lo diventa nella produzione di cibo per gatti, che invece hanno la necessità di introdurla regolarmente. Ovviamente si tratta di un’esigenza nota all’industria, quindi crocchette e scatolette sono perfettamente adatte a soddisfare tutte le necessità di Fufi, eventualmente attraverso l’aggiunta della sostanza o altri sistemi. Curioso scoprire che l’integrazione alimentare di taurina nelle galline ovaiole ha invece un effetto negativo, di riduzione del peso delle uova.

L’aggiunta artificiale a prodotti industriali è invece ormai sdoganata in alcuni prodotti destinati all’alimentazione umana, di cui gli esempi più noti sono sicuramente le bibite energetiche, ma è in un altro alimento che la sua presenza potrebbe essere realmente importante, ovvero latti artificiali per neonati prematuri, che non dispongono ancora delle vie metaboliche per prodursela autonomamente. Va comunque detto che c’è chi è scettico in proposito.

Anche alla luce degli incoraggianti studi nominati prima, ovviamente NON c’è ragione di aumentare il consumo di alimenti contenenti taurina con l’idea di incrementare l’apporto di questo singolo nutriente, farlo significherebbe guardare al dito mentre il saggio indica la luna, ovvero l’insieme di tutte le prove che suggeriscono al contrario la necessità di puntare a un’alimentazione orientata agli alimenti di origine vegetale, prove che sono numericamente più estese, più solide e per questo certamente più convincenti.

Pur essendo presente solamente negli alimenti animali, non è necessaria un”integrazione nemmeno in chi dovesse optare per un’alimentazione vegetariana o vegana perché come abbiamo detto prima il nostro corpo è perfettamente attrezzato per prodursi le quantità necessarie, a partire dalla cisteina, un amminoacido essenziale presente un po’ in tutti gli alimenti e in particolare nei cereali integrali e ovviamente nella soia.

Quale carne contiene più taurina?

Le quantità più elevate di taurina si trovano nei molluschi, in particolare capesante, cozze e vongole, ma ne sono ottime fonti anche i tagli più scuri di tacchino e pollo.

Quanta taurina c’è in una RedBull?

In una lattina di RedBull da 250 mL è contenuto 1 g di taurina (il contenuto prevede la presenza dello 0.4% di taurina).

Quali sono le controindicazioni?

Essendo un aminoacido normalmente presente nella dieta non si conoscono specifiche controindicazioni alla sua assunzione, a patto ovviamente di attenersi ai dosaggi raccomandati (vedi paragrafo seguente).

Fa male? Quali gli effetti negativi?

Gli esperti dell’EFSA ritengono che il livello di sicurezza per l’uomo può essere stimato a 6 g al giorno e che l’esposizione derivante da un consumo normale di prodotti alimentari e di “bevande energetiche” combinato potrebbe arrivare a coprire circa un terzo di questo limite.

La taurina è considerata un irritante per la pelle e per gli occhi, pericolosa se inalata, ma direi che il problema per noi non si pone.

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