Pasto baritato (radiografia dell’apparato digerente superiore)

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Cos’è il pasto baritato

Pasto baritato è il nome comune con cui viene indicata la radiografia volta allo studio degli organi dell’apparato digerente superiore (esofago, stomaco e duodeno, la primissima parte dell’intestino) mediante l’assunzione di un mezzo di contrasto a base di bario.

A cosa serve

L’esame con pasto baritato viene prescritto per valutare le caratteristiche strutturali e, entro certi limiti, la funzionalità di

Potrebbe eventualmente evidenziare infine la presenza di tumori della testa e del collo (ad esempio gola), ma non è in genere prescritto a questo scopo.

Può infine fornire alcune superficiali indicazioni sul processo di deglutizione a livello faringeo (gola), ma non rappresenta per questo l’esame di prima scelta (meglio invece la videofluoromanometria).

Lo studio può essere infine utilizzato durante la pianificazione di interventi chirurgici per una localizzazione ottimale di lesioni (eventualmente scoperte con altre modalità, ad esempio gastroscopia).

In anni recenti il ricorso a questo esame è diventato via via meno comune, a favore di metodiche più recenti, come ad esempio

Cos’è il bario?

Il bario è una sostanza che si presenta in forma di polvere bianca, gessosa, che verrà poi disciolta in acqua per essere assunta dal paziente; la sua caratteristica peculiare è di essere “radio-opaco”, ovvero particolarmente visibile ai raggi X (appare bianco sulle lastre prodotte), amplificando quindi le informazioni che è possibile raccogliere dalla radiografia (migliora la qualità e definizione delle immagini).

La sua particolare consistenza lo rende infine particolarmente adatto perché, quando deglutito, tende a ricoprire (verniciandola) la parete interna dell’esofago, dello stomaco e del primo tratto dell’intestino evidenziandone dimensioni, forma, e pervietà (apertura).

Esofagite eosinofila vista con pasto baritato

Esofagite eosinofila vista con pasto baritato (By Runder – Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1139695)

Preparazione

Potrebbe essere necessario presentarsi a digiuno (in genere 8 ore, ma si raccomanda di fare riferimento al proprio medico), ma l’esame non richiede poi alcuna specifica preparazione, fatta salva la capacità di deglutire un’adeguata quantità di liquido (contenente il mezzo di contrasto); mediamente viene richiesto di assumere 100-200 ml per volta, più volte.

Si raccomanda di lasciare a casa eventuali gioielli od altri oggetti metallici, mentre non è necessario essere accompagnati.

La bevanda ha consistenza densa e simile al gesso, ma è in genere aromatizzata per rendere l’assunzione meno sgradevole.

In alcuni casi potrebbe essere associata una seconda sostanza per favorire una delicata dilatazione delle pareti gastriche e migliorare ulteriormente la qualità delle informazioni raccolte.

Come avviene l’esame

Pasto baritato

Esempio di diagnosi di tumore esofageo (Shutterstock/Pepermpron)

  • Al paziente potrebbe venire applicato uno scudo protettivo in piombo per la zona pelvica, così da ridurre l’esposizione alle radiazioni.
  • È necessario ingerire a più riprese una quantità pari a circa un bicchiere per volta di mezzo di contrasto, eventualmente dopo aver assunto le posizioni richieste dal radiologo (ad esempio piegare la testa all’indietro, passare dalla posizione eretta a quella seduta e/o distesa).
  • Durante la deglutizione verranno catturate le immagini del tratto digerente, le cui caratteristiche anatomiche verranno esaltate dalla presenza del bario.
  • Potrebbe essere necessario trattenere il respiro, dietro indizione medica, per qualche istante.

Per alcuni pazienti potrebbe essere richiesto di attendere in ospedale qualche ora, per raccogliere poi una seconda serie di immagini relative al tratto inferiore dell’intestino.

A seguito dell’esame con pasto baritato è possibile riprendere immediatamente le proprie attività perché non è necessaria alcuna forma di anestesia.

Quanto dura?

La durata dell’esame con pasto baritato è variabile in base a fattori quali

  • condizioni
  • capacità di collaborazione del paziente
  • esperienza dell’operatore
  • dispositivo utilizzato.

La durata media è attorno ai 10-20 minuti.

Fa male?

L’esame non è in alcun modo doloroso e l’unico minimo fastidio è legato alla necessità di assumere il liquido contenente il solfato di bario, che ha consistenza e sapore in genere poco graditi.

Vantaggi

Il pasto baritato è un esame non invasivo, che richiede al paziente la sola capacità di rimanere immobile per il tempo strettamente necessario alla raccolta delle immagini; consente la diagnosi di un gran numero di condizioni e, grazie a questa sensibilità, rappresenta il primo ed unico esame necessario in molti pazienti.

Svantaggi

Il principale svantaggio è legato all’esposizione alle radiazioni ionizzanti, che potrebbero aumentare leggermente il rischio di sviluppo di tumori sul lungo periodo; la quantità è comunque paragonabile ad una qualsiasi radiografia e quindi minima in termini assoluti.

Effetti indesiderati e complicazioni

Il pasto baritato è un esame generalmente ben tollerato, per quanto il gusto potrebbe risultare sgradevole nonostante la presenza di un aroma; l’effetto indesiderato più comune è lo sviluppo di nausea e vomito entro 30 minuti dall’ingestione.

Sono rare le reazioni allergiche.

Eventuali effetti collaterali gravi sono correlati a

  • stravaso del liquido di contrasto nel mediastino (spazio interno della cavità toracica) in caso di perforazione,
  • aspirazione del mezzo di contrasto nei polmoni nei pazienti con difficoltà di deglutizione.

Poiché il bario potrebbe causare stitichezza, è importante bere molti liquidi nelle ore e nei giorni successivi all’esame, associato ad un abbondante consumo di cibi ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, frutta e verdura) per favorirne l’espulsione.In assenza di movimenti intestinali per più di due giorni a seguito dell’esame, od in caso di difficoltà ad espellere l’aria eventualmente presente, si raccomanda di fare riferimento al proprio curante.

Si noti infine che le feci potrebbero assumere una colorazione anomala (biancastra o comunque chiara) legata alla presenza del bario, ma questo non rappresenta in alcun modo un rischio e NON le rende radioattive.

Controindicazioni

La prescrizione di questo esame richiede un’attenta valutazione in caso di sospetta perforazione esofagea, che potrebbe causare il passaggio del mezzo di contrasto attraverso la parete lesa; non si tratta di una controindicazione assoluta, ma una condizione il cui rapporto rischio-beneficio dev’essere valutato in modo particolarmente accurato.

Non è praticabile in pazienti incapaci di deglutire quantità relativamente elevate di liquido (contenente il mezzo di contrasto).

Si consiglia cautela in caso di pazienti cronicamente stitici e, a maggior ragione, in caso di occlusione intestinale.

In considerazione dell’esposizione alle radiazioni l’esame è controindicato nelle donne in gravidanza.

Fonti e bibliografia

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