Muffa ed effetti sulla salute

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Cos’è la muffa?

Le muffe sono organismi pluricellulari appartenenti al regno dei funghi, capaci di ricoprire superfici organiche e non; si riproducono per mezzo di spore, ovvero cellule riproduttrici che germinando producono un nuovo individuo, che disperdendosi nell’aria possono causare problemi di salute in soggetti sensibili quando presenti in quantità eccessive.

Muffa in casa

Shutterstock/Burdun Iliya

Le muffe che più comunemente si formano in ambienti domestici sono Cladosporium, Penicillium e Aspergillus.

Umidità e la muffa possono influire sulla salute?

Sì, vivere in ambienti umidi e caratterizzati dalla presenza di muffa espone al rischio di sviluppare disturbi respiratori, infezioni respiratorie, allergie e asma, per l’effetto che possono esercitare sul sistema immunitario.

Sono esposti ad un più elevato rischio di problemi i soggetti con un sistema immunitario debilitato e/o maggiormente predisposto alle allergie, come ad esempio:

  • neonati e bambini (sistema immunitario immaturo)
  • persone anziane (sistema immunitario non più adeguatamente reattivo)
  • soggetti affetti da problemi allergico-cutanei come l’eczema
  • pazienti affetti da malattie respiratorie come allergie ad asma
  • individui in terapia con farmaci immunosoppressori (cortisone a lungo termine, chemioterapia, trapiantati, …).

Vale la pena ricordare (lo fanno chiaramente i CDC americani) che “non esistono esami del sangue relativi ad una valutazione di esposizione alla muffa, per individuare se, quando e dove  sia eventualmente avvenuta, quindi quelli eventualmente proposti sono in genere privi di validazione scientifica”, che non vanno tuttavia confusi con i test allergici (valutazione delle IgE o prick test).

La muffa nera può rilasciare micotossine?

Sebbene sulla capacità di agire come allergene (innescando reazioni allergiche) non ci siano ormai più dubbi, così come del ruolo ricoperto in malattie da ipersensibilità come l’aspergillosi broncopolmonare allergica o la sinusite fungina allergica, quando si valutano altri effetti sulla salute teoricamente determinati dalla muffa che si sviluppa comunemente in casa serve maggior cautela; girano in rete descrizioni allarmanti di possibili gravi rischi di salute legati alla muffa tossica nera (Stachybotrys), che tuttavia non trovano alcuna conferma nell’attuale letteratura disponibile.

Vivere in ambienti caratterizzati dalla presenza di muffa non è sicuramente salutare né quindi consigliabile, ma “non ci sono prove che l’esposizione alla muffa nera visibile in appartamenti ed edifici possa portare a sintomi vaghi e soggettivi quali perdita di memoria, ridotta capacità di concentrazione, affaticamento e mal di testa [come spesso segnalato impropriamente.] Allo stesso modo non è mai stata dimostrata un nesso causale tra i casi di emorragia polmonare infantile e l’esposizione a “muffa nera”. Infine, non ci sono prove di un legame tra malattie autoimmuni ed esposizione alle muffe.” (Fonte: Mold and Human Health: a Reality Check – Andrea T. Borchers, Christopher Chang & M. Eric Gershwin)

Perché la muffa rappresenta un rischio?

Le muffe producono sostanze con potenziale effetto:

  • allergenico,
  • irritante,
  • talora addirittura tossico.

L’inalazione o il contatto con le spore di muffa può causare una reazione allergica caratterizzata dai tipici sintomi, come ad esempio:

In soggetti predisposti è possibile osservare anche attacchi di asma, mentre nella maggior parte degli individui non si osserva alcun disturbo.

I pazienti con un sistema immunitario indebolito sono tuttavia a maggior rischio di infezioni fungine in generale, che possono includere infezioni polmonari dovute alla presenza di muffe.

Perché si forma la muffa?

La muffa tende a formarsi e proliferare in ambienti caratterizzati da un eccesso di umidità, che può essere dovuta ad esempio a perdite nei tubi, umidità di risalita negli scantinati o nei piani terra, o ancora pioggia che penetra a causa di danni al tetto o attorno ai telai delle finestre.

Un caso a parte è quello degli immobili di nuova costruzione, che possono inizialmente essere umidi se non si è atteso un tempo sufficiente a consentire l’eliminazione dell’acqua in eccesso dell’intonacatura.

In alcuni casi la muffa fa invece la sua comparsa a seguito di fenomeni di condensa, che si verifica quando aria umida e calda viene a contatto con pareti fredde.

Come limitare la formazione di condensa in casa?

Pochi semplici accorgimenti possono fare una grande differenza in termini di salubrità degli ambienti:

  • usare quanto più possibile i coperchi sulle pentole durante la cottura (questo consente anche un risparmio energetico)
  • asciugare i vestiti all’aperto, evitando quando possibile di stendere in casa
  • arieggiare periodicamente gli ambienti interni
  • applicare ventole estrattrici in ambienti a rischio, come bagni privi di finestra
  • chiudere la porta della cucina e quella bagno mentre si cucina/fa il bagno, arieggiando poi gli ambienti verso l’esterno per impedire che l’umidità creata si diffonda in casa.

L’EPA, Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, raccomanda di mantenere l’umidità relativa al di sotto del 60%, idealmente tra il 30% e il 50%, per inibire la crescita di ulteriori muffe; se necessario è possibile a questo scopo ricorrere a umidificatori di varia dimensione.

Contattare professionisti specializzati in caso di persistenza del problema, o formazioni estese di muffa.

Come rimuovere la muffa?

In presenza di muffa su pareti o soffitti si può procedere alla rimozione con spray a base di candeggina, che contribuisce anche alla rimozione della macchia nerastra presente; dopo l’applicazione si lascia in genere agire per una notte, dopodiché si può applicare un prodotti antifungino/antimuffa da acquistare in negozi specializzati (ad esempio quelli che trattano prodotti da bricolage) e lasciare poi asciugare.

Si raccomanda di eseguire tutti i passaggi avendo sempre cura di indossare una mascherina e guanti, mantenendo aperte le finestre se presenti.

Fonti e bibliografia

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