Ecco che malattie puoi prenderti provando vestiti nei negozi

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Provare abiti nei negozi è un gesto quotidiano, spesso percepito come del tutto innocuo, tuttavia dal punto di vista medico e igienico è legittimo domandarsi se ci siano dei rischi reali per la salute legati a questo comportamento.

La risposta, come spesso accade in medicina, è: dipende.

Non esistono evidenze forti che indichino un rischio elevato di infezioni o malattie, ma alcuni rischi minori, in determinate condizioni, non possono essere esclusi del tutto.

Insomma, per il principio di cautela possiamo dire che è possibile, ma l’esperienza ci insegna che nella vita reale questi rischi si concretizzano molto raramente, soprattutto se si mantengono normali norme igieniche e di buon senso.

Quello che segue va quindi considerato più come un esercizio intellettuale che una reale causa di preoccupazione nella vita quotidiana, utile per comprendere meglio i meccanismi della trasmissione delle infezioni, ma da contestualizzare con razionalità e senza allarmismi.

Abiti nuovi, ma non sterili

Ragazza con sguardo disgustato che mostra un paio di jeans

È importante chiarire fin da subito un punto fondamentale: gli indumenti esposti nei negozi non sono sterili. Anche se nuovi, possono essere stati:

  • Maneggiati da personale e clienti,
  • Provati da altre persone,
  • Trasportati e stoccati in ambienti non necessariamente puliti.

La superficie dei tessuti può quindi ospitare batteri, funghi, virus o parassiti, ma questo non significa automaticamente che rappresentino un pericolo reale.

Nella peggiore delle ipotesi potrebbero essere veicolo ad esempio di microrganismi molto diffusi come:

  • Batteri della pelle come Staphylococcus epidermidis o Propionibacterium acnes (oggi Cutibacterium acnes)
  • Staphylococcus aureus, inclusi ceppi MRSA (meticillino-resistenti)
  • Fungine come Candida albicans o Trichophyton spp. (agente del piede d’atleta)
  • Tracce di enterobatteri (provenienti da mani non lavate o contaminazione fecale)
  • Raramente, virus respiratori (es. virus dell’influenza o rinovirus), ma si inattivano in poche ore sui tessuti

Ma se ci pensi, c’è molta differenza rispetto alle maniglie di un mezzo pubblico?

No.

Quali malattie si possono teoricamente trasmettere?

1. Micosi cutanee

Malattie come il piede d’atleta o la tinea corporis (cosiddetto “fungo della pelle”) possono trasmettersi tramite indumenti contaminati, in particolare se stretti e indossati su pelle sudata.

Rischio reale?

  • Moderato solo in condizioni favorevoli: abiti aderenti, pelle umida o lesa, contatto prolungato.

2. Pediculosi (pidocchi e piattole)

I pidocchi del corpo o del pube possono, in teoria, restare sugli indumenti e infestare un nuovo ospite.

Rischio reale?

  • Molto basso, soprattutto se si tratta di vestiti appena esposti o cambiati frequentemente.

3. Scabbia

Causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, può sopravvivere fino a 2-3 giorni fuori dal corpo umano. Rari casi di trasmissione indiretta di scabbia attraverso indumenti contaminati sono stati documentati, soprattutto in ambienti comunitari (es. residenze assistenziali).

Rischio reale?

  • Molto basso nei negozi, ma teoricamente possibile.

4. Infezioni batteriche cutanee

Soggetti con abrasioni cutanee o dermatiti potrebbero essere più vulnerabili all’inoculo di batteri (es. Staphylococcus aureus) da superfici tessili.

Rischio reale?

  • Molto raro in soggetti immunocompetenti.

5. Dermatiti da contatto

Non si tratta di malattie infettive, ma alcune persone possono sviluppare reazioni cutanee dovute a:

  • residui di coloranti tessili,
  • formaldeide (usata per fissare i colori),
  • conservanti antimuffa.

Rischio reale?

  • Relativamente frequente nelle persone predisposte.

Fattori che influenzano il rischio

I rischi diventano più concreti solo in presenza di specifici fattori:

  • Pelle lesa, ferite o dermatiti
  • Sistema immunitario indebolito
  • Ambiente caldo-umido che favorisce la crescita microbica
  • Abiti stretti, sintetici o che vengono indossati a diretto contatto con la pelle nuda (es. costumi da bagno, biancheria)

Buone pratiche consigliate

Senza bisogno di allarmismi, ci sono alcune precauzioni sensate e facili da attuare, soprattutto per chi ha una pelle sensibile o è particolarmente suscettibile a infezioni cutanee:

  • Indossare la biancheria personale quando si provano vestiti, anche sotto costumi o pantaloni.
  • Lavare sempre gli abiti nuovi prima di indossarli a lungo o a contatto diretto con la pelle.
  • Evitare di provare vestiti se si hanno ferite, abrasioni o infezioni cutanee in corso.
  • Non indossare capi esposti troppo a lungo o già provati da altri, se visibilmente sporchi o stropicciati.
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