Ureaplasma: sintomi, come si prende, cura

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Cos’è l’ureaplasma?

L’Ureaplasma urealyticum è un batterio particolare perché facente parte della famiglia dei Mycoplasmataceae (come i micoplasmi), caratterizzati dal fatto di essere le più piccole cellule capaci di vita autonoma e di non possedere alcuna parete batterica (al contrario degli altri batteri).

Diffusi un po’ in tutti i mammiferi, si localizzano preferibilmente nelle mucose corporee, ad esempio nell’essere umano è comune isolarli a livello di gola, retto e soprattutto in area genitale, dove costituisce parte della normale flora batterica di uomini e donne.

È tuttavia considerato patologico e, qualora prenda il sopravvento proliferando in modo incontrollato richiede di essere curato mediante antibiotici.

Nella donna vive in equilibrio con organismi amici come i lactobacilli, che in condizioni di salute ne ostacolano l’eccessiva proliferazione; si tratta in altre parole di batteri che possono approfittare di temporanei cali di difese immunitarie o condizioni estemporanee che ne consentano un aumento del tasso di riproduzione (infezioni opportunistiche).

Da un punto di vista specialistico si possono distinguere due diverse specie rilevanti da un punto di vista clinico:

  • ureaplasma urealyticum
  • ureaplasma parvum

ma da un punto di vista pratico spesso non è necessario.

Ureaplasma

Shutterstock/Kateryna Kon

Quali malattie causa?

Più in generale in in pazienti immunocompromessi (in cui cioè difese immunitarie siano gravemente diminuite), l’infezione potrebbe estendersi vescica (cistite) e poi fino ai reni e alle ossa (dove può causare artriti).

Può causare infertilità?

Sebbene alcuni autori ne siano convinti, non c’è unanimità sul fatto che possa essere causa di infertilità permanente (salvo quando si renda responsabile di malattia infiammatoria pelvica trascurata).

Come si prende?

Sia le specie Mycoplasma che Ureaplasma possono essere trasmesse per contatto diretto tra gli ospiti (tipicamente attraverso rapporti sessuali), verticalmente dalla madre alla prole (alla nascita o, più raramente, durante la gestazione), o a seguito di trapianto d’organo.

Si considera tuttavia che meno del 5% dei bambini e del 10% degli adulti non sessualmente attivi presentino comune microrganismi micoplasmatici (fonte MedScape).

Sintomi

I sintomi dipendono essenzialmente dalla sede di sviluppo dell’infezione (fare riferimento alle schede specifiche relative alle condizioni, vedi paragrafo sopra “Quali malattie cause”). I casi più comuni riguardano l’uretrite (non gonococcica), che si manifesta con:

Nelle donne affette a livello vaginale si osservano spesso perdite vaginali acquose, ma soprattutto un sintomo piuttosto caratteristico che consiste nello sviluppo di un acre odore “di pesce” che si crea a causa della produzione di ammoniaca da parte dell’ureaplasma.

Quando localizzato nelle vie urinarie può inoltre essere responsabile della formazione di dolorosi calcoli.

Cura

Nonostante la loro natura batterica, essendo privi di parete cellulare non sono sensibili all’azione degli antibiotici beta-lattamici (come le penicilline e le cefalosporine), tra gli antibiotici di prima scelta figurano quindi molecole dotate di meccanismo di azione differente, come ad esempio:

Fonti e bibliografia

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