Tenia (verme solitario): sintomi, prevenzione e cura

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Introduzione

La tenia (Taenia) è un verme piatto parassita, di aspetto nastriforme, in grado di vivere anche nell’intestino umano; i vermi comunemente identificati come tenia (od anche verme solitario) sono in realtà appartenenti a diverse specie:

  • Taenia crassiceps
  • Taenia pisiformis
  • Taenia saginata
  • Taenia solium

Verme solitario

I parassiti adulti sono vermi nastriformi, piatti, segmentati ed ermafroditi appartenenti alla famiglia dei platelminti.

La loro lunghezza varia generalmente dai 5 ai 10 metri e sono costituiti dallo scolice, dal collo e da segmenti non maturi, in fase di maturazione e maturi in successione lineare.

Le proprietà che caratterizzano il parassita adulto dal punto di vista morfologico e fisiologico rispecchiano il fatto che,

  • se da un lato la tenia è straordinariamente specializzata per sopravvivere nell’intestino dei vertebrati,
  • dall’altro lato è dotata di considerevoli capacità riproduttive, rese possibili dalle unità sessuali multiple, i segmenti (o proglottidi).

Questa strategia è stata messa a punto dall’evoluzione per far fronte all’enorme tasso di perdita di segmenti o uova che vengono espulsi con le feci e dalla probabilità piuttosto remota che l’uovo riesca a raggiungere l’ospite intermedio trasferendosi poi all’interno di un altro essere umano.

La parte terminale del parassita (una frazione variabile dalla metà a un terzo) è costituita da segmenti in fase riproduttiva, che al loro interno ospitano le uova: sono fatti di tessuto muscolare e si muovono esattamente come i millepiedi, quindi possono raggiungere lo sfintere anale ed essere espulsi nell’ambiente. In questo modo sono in grado di infettare gli ospiti intermedi erbivori.

La ciste larvale della tenia, detta cisticerco, è una ciste a contenuto liquido, delle dimensioni di un pisello, che si insedia nei muscoli dell’ospite intermedio. All’interno della ciste c’è un scolice invertito, formato da una porzione germinativa della parete interna della cisti.

Ricostruzione grafica della tenia

Ricostruzione grafica della tenia (iStock.com/3drenderings)

Trasmissione

La tenia, il più frequente dei parassiti platelminti dell’essere umano, viene trasmesso sotto forma di cisticerchi ai bovini: è possibile scoprire l’infezione nel bovino attraverso l’osservazione della carne, che può presentare piccole macchie piuttosto caratteristiche.

La carne bovina non ben cotta, affumicata od in salamoia può essere infetta, ma il meccanismo di trasmissione più frequente dell’infezione è di fatto il consumo di carne cruda (carne alla zingara o tritata), come testimonia la frequenza della teniasi nei paesi come l’Etiopia e l’Argentina, dove la carne cruda o non ben cotta è un alimento molto comune.

I parassiti adulti possono crescere di 15-30 centimetri al giorno nell’intestino umano e sono in grado di produrre dieci segmenti al giorno, che possono rilasciare fino a un milione di uova nell’ambiente per tutto il ciclo vitale del parassita. Le uova possono anche essere presenti nei campi irrigati o fertilizzati con liquami di origine umana.

Ciclo vitale

Ciclo vitale della tenia

iStock.com/ttsz

La figura illustra il ciclo vitale della Taenia saginata.

  1. I segmenti in fase riproduttiva si staccano dal parassita che vive nell’intestino e giungono fino al suolo, mescolati con le feci oppure muovendosi autonomamente, dove si staccano dal materiale fecale e aderiscono all’erba.
  2. Se ingeriti da un ospite intermedio (bovini e/o suini), si aprono durante la digestione e ognuno di essi produce dalle 50.000 alle 100.000 uova.
  3. Le uova si schiudono e ciascuna di esse produce una larva esacanta (oncosfera) con sei uncini, che penetra all’interno delle pareti intestinali e raggiunge i muscoli grazie alla circolazione sanguigna. Qui l’oncosfera si riempie di liquidi e si trasforma nel cisticerco, delle dimensioni di 8 mm.
  4. Se un essere umano mangia carne bovina infetta cruda o non ben cotta, viene contagiato.
  5. Il cisticerco viene digerito, si apre e inverte lo scolice, che si attacca alle pareti dell’intestino tenue e inizia a produrre la lunga catena di segmenti.
  6. Dopo circa tre mesi il parassita avrà già raggiunto i 4, 5 metri di lunghezza e i segmenti in fase riproduttiva inizieranno a essere espulsi.
  7. Più raramente le uova vengono ingerite direttamente dall’essere umano, dando origine a una forma patologica più pericolosa detta cisticercosi.
    • In questo caso le uova ingerite vengono assorbite a livello intestinale e trasportate nei tessuti periferici.
    • Le larve che si sviluppano (cisticerchi) possono infestare organi come cervello, occhi, polmoni, …

Il verme adulto è estremamente longevo: può sopravvivere anche per 5-20 anni o più.

Sintomi

I sintomi dell’infezione da Taenia si limitano a:

È anche possibile rilevare un’eosinofilia (quantità di eosinofili nel sangue) moderata.

Una manifestazione piuttosto allarmante e imbarazzante della presenza della tenia è la fuoriuscita dei segmenti del parassita, in grado di muoversi, dall’ano.

Pericoli

Il contatto tra il parassita adulto e il tessuto epiteliale dell’uomo è limitato, quindi la tenia scatena poche reazioni infiammatorie, allergiche, cellulo-mediate od umorali.

L’azione di suzione dello scolice sembra avere effetti immunogenici relativamente limitati, ma la lunghezza del ciclo vitale del parassita sembrerebbe indicare l’assenza di un meccanismo inibitore sufficientemente efficace.

Sono stati riferiti rari casi di ostruzione intestinale o di perforazione, ma l’infezione di solito non ha conseguenze gravi: lo stress psicologico dovuto all’espulsione di segmenti mobili può tuttavia essere molto intenso.

Cisticercosi

La cisticercosi è un’infezione parassitaria causata da cisti larvali della tenia, in grado di infettare cervello, muscoli o altri tessuti; il contagio avviene in questo caso non a seguito del consumo di carne infetta, ma per ingestione delle uova del parassita, che si trovano nell’ambiente in quanto espulse con le feci di altri essere umani infatti (per questa ragione è una condizione tipica dei Paesi a basso reddito, in cui la carenze delle condizioni igieniche è ancora un problema).

I sintomi in questo caso sono ovviamente specifici a seconda del distretto (o dei distretti) raggiunto dalle larve.

Diagnosi

L’identificazione della tenia si basa su un approccio clinico e di laboratorio mirato a confermare la presenza del parassita e, quando possibile, a distinguerne la specie. Il percorso diagnostico moderno prevede diverse fasi:

Esame macroscopico e anamnesi

Molto spesso la prima diagnosi avviene “de visu” da parte del paziente stesso, che nota nelle feci o sulla biancheria intima segmenti biancastri, piatti e mobili (le proglottidi). Il medico raccoglierà informazioni sulle abitudini alimentari, come il consumo di carne cruda o poco cotta, e sui viaggi recenti in aree endemiche.

Esame parassitologico delle feci

Rappresenta il gold standard tradizionale. Poiché l’espulsione delle uova e delle proglottidi è intermittente, il protocollo clinico raccomanda la raccolta di almeno tre campioni di feci in giorni diversi per aumentare la sensibilità del test. Al microscopio è possibile visualizzare le uova, che tuttavia risultano morfologicamente identiche tra Taenia saginata e Taenia solium.

Test molecolari e biomarcatori

Per una diagnosi di precisione, i laboratori specializzati utilizzano oggi test PCR (Polymerase Chain Reaction) in grado di identificare il DNA del parassita direttamente dalle feci, permettendo di distinguere con certezza la specie. Sono inoltre disponibili test immunologici per la ricerca di copro-antigeni, che risultano più sensibili della semplice microscopia soprattutto nelle fasi iniziali dell’infestazione.

Diagnosi della cisticercosi

Qualora si sospetti una cisticercosi (infestazione delle larve nei tessuti), la diagnosi non si effettua sulle feci ma richiede:

  • Imaging: La TC o la Risonanza Magnetica (RM) sono fondamentali per individuare le cisti nel cervello (neurocisticercosi) o nei muscoli.
  • Sierologia: Test ematici (come l’immunoblotting) per ricercare anticorpi specifici contro le larve della tenia.

Trattamento e cura

L’obiettivo primario della terapia è l’eliminazione completa dello scolice (la testa del verme) per prevenire la ricrescita del parassita. Il trattamento è quasi esclusivamente farmacologico e vanta tassi di successo molto elevati.

Protocolli farmacologici

I farmaci d’elezione appartengono alla classe degli antielmintici e agiscono paralizzando o distruggendo il metabolismo del verme:

  • Praziquantel: È considerato il farmaco di prima scelta a livello internazionale per la sua elevata efficacia in dose singola. In Italia il farmaco per uso umano non è sempre prontamente disponibile in farmacia e può richiedere procedure specifiche di importazione o formulazione galenica attraverso strutture ospedaliere. Agisce provocando una paralisi spastica del parassita.
  • Albendazolo: Un’alternativa efficace, spesso preferita quando si sospetta un coinvolgimento sistemico o una cisticercosi, poiché ha una migliore penetrazione nei tessuti extra-intestinali.
  • Niclosamide: Agisce inibendo la fosforilazione ossidativa nel parassita. È un farmaco storico, molto sicuro perché non viene assorbito dall’intestino, ma risulta oggi meno utilizzato rispetto alle opzioni precedenti.

Per massimizzare l’efficacia dell’espulsione, il medico può talvolta suggerire l’uso di lassativi salini poche ore dopo la somministrazione dell’antiparassitario, facilitando l’eliminazione meccanica del verme morto o paralizzato.

Gestione della cisticercosi

Il trattamento della forma tissutale è più complesso e deve essere personalizzato. Oltre agli antiparassitari, può essere necessaria la somministrazione di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione causata dalla morte delle larve e, in rari casi complicati (come l’idrocefalo o cisti in sedi critiche), si può rendere necessario l’intervento chirurgico.

Stile di vita e follow-up

Durante e dopo il trattamento, è fondamentale seguire rigide norme igieniche per evitare l’autoinfezione (passaggio uova-mano-bocca) o il contagio dei familiari:

  • Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone dopo ogni evacuazione.
  • Mantenere le unghie corte e pulite.
  • Disinfettare i servizi igienici dopo l’uso.

Il successo della cura viene confermato dalla ripetizione dell’esame delle feci a distanza di 1 e 3 mesi dal trattamento. Se non vengono più rilevate uova o proglottidi, l’infezione si considera eradicata definitivamente.

Prevenzione

Il controllo della carne per evidenziare la presenza dei cisticerchi è la miglior misura preventiva possibile.

Nelle aree endemiche la carne deve essere sempre consumata ben cotta e deve raggiungere una temperatura di almeno 56 °C in tutte le sue parti.

Può essere difficile realizzare una cottura del genere nel caso di tagli grandi di carne grassa, in particolare di maiale, in questi casi il congelamento a -10 °C per dieci giorni di solito neutralizza i cisticerchi, che però sono in grado di sopravvivere anche fino a settanta giorni a una temperatura di zero gradi.

Fonte principale

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è la tenia?

La tenia è un parassita intestinale (verme) che può infettare anche l'uomo (in questo caso la condizione prende il nome di teniasi). È popolarmente chiamata verme solitario.

Come si prende?

L'infezione viene in genere contratta attraverso il consumo di carne infetta (bovini o suini), consumata cruda o non sufficientemente cotta.

Come riconoscerla? Come capire se si ha il verme solitario?

La presenza di tenia è causa di sintomi vaghi e aspecifici, come nausea, diarrea/stitichezza, dolore addominale. La diagnosi avviene invece a seguito di un esame delle feci, dove possono essere riconosciuti sia le uova che le proglottidi (segmenti del parassita)

Come si cura?

L'infezione da tenia (verme solitario) si cura attraverso la somministrazione di farmaci specifici.

Perché si chiama verme solitario?

Perché a causa delle ragguardevoli dimensioni che può raggiungere il parassita nell'intestino umano (fino a 10 metri), ne è in genere presente solo uno per ospite.
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