Occhio di pernice sul piede: rimedi per toglierlo

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Introduzione

L’occhio di pernice è un eccesso di pelle, simile ad un callo, che si forma nei piedi, e in particolare

  • tra le dita,
  • sulla parte superiore delle dita,
  • sulla pianta del piede.

Il termine medico è tiloma e consiste in un ispessimento duro o molle dello strato più esterno dell’epidermide, detto strato corneo, con tendenza ad estendersi agli strati di cute sottostante provocando dolore.

A differenza dei calli veri e propri, l’occhio di pernice

  • è più piccolo,
  • interessa esclusivamente i piedi, mentre i calli possono formarsi sia sui piedi sia sulle mani.

I sintomi sono gli stessi, così come l’interessamento dello strato corneo della pelle.

Foto e immagini

Occhio di pernice sulla pianta del piede

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Occhio di pernice sulla pianta del piede

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Occhio di pernice sul mignolo

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Cause

L’occhio di pernice si sviluppa generalmente a causa di

  • uno sfregamento costante e ripetuto,
  • oppure a seguito di una forte pressione

su una parte del piede, spesso in conseguenza dell’uso di scarpe nuove o poco comode.

Le persone più a rischio di sviluppare questo tipo di tiloma sono coloro i quali:

  • indossano regolarmente scarpe con i tacchi o troppo strette,
  • stanno a lungo in piedi,
  • praticano sport,
  • non allacciano le scarpe, abitudine frequente tra i giovani,

e chi ha i piedi

  • con una forma particolare o con deformità solitamente su base congenite,
  • con ossa prominenti o pelle particolarmente sottile tra le dita,
  • con borsite, un’infiammazione di una borsa, ossia di una sorta di cuscinetto protettivo e di supporto presente in prossimità di un’articolazione,
  • con dita a martello e alluce valgo.

L’aspetto comune a tutti questi casi è un’errata posizione del piede all’interno della scarpa; il piede può risultare più scivolato o compresso con conseguente sfregamento continuo o maggiore pressione di una parte di esso, generalmente tra le dita, dove si forma più frequentemente l’occhio di pernice.

Sintomi

Il sintomo più comune dell’occhio di pernice è il dolore, causato dall’approfondimento dell’ispessimento calloso negli strati più interni dell’epidermide, quelli a contatto con i recettori del dolore.

Gli altri sintomi sono conseguenti alla sintomatologia dolorosa e comprendono:

  • gonfiore della zona interessata,
  • difficoltà a camminare,
  • difficoltà a stare per lungo tempo in piedi,
  • difficoltà ad indossare le solite calzature.

Generalmente l’occhio di pernice ha una consistenza dura e si presenta come un piccolo rigonfiamento, rugoso al centro. In altri casi può avere una consistenza più molle ed apparire biancastro e ruvido al tatto.

Può interessare qualsiasi parte del piede, ma compare con maggior frequenza negli spazi compresi tra le dita, soprattutto tra il quarto e quinto dito. In questi casi insieme al dolore, è possibile che si manifestino anche infezioni da batteri o funghi trattandosi di una zona del piede più fragile perché maggiormente umida, più esposta alla produzione di sudore e alla macerazione.

Complicazioni

A parte una possibile e curabile infezione da batteri o funghi nel caso di occhio di pernice molle, favorito dal sudore e dalla maggiore umidità presente tra le dita dei piedi, si tratta di una manifestazione cutanea senza particolari complicazioni nella popolazione altrimenti sana.

Occhio di pernice e diabete

L’occhio di pernice potrebbe invece diventare causa di complicazioni severe per coloro che soffrono di diabete. L’occhio di pernice in un diabetico infatti, per la concomitante presenza di una cattiva circolazione del sangue, potrebbe

  • infiammarsi,
  • infettarsi con produzione di pus,
  • aprirsi in ulcere, anche profonde e difficilmente guaribili.

Il paziente diabetico potrebbe non accorgersi subito di queste complicanze, dal momento che la condizione si può associare ad alterazioni del sistema nervoso periferico (note come neuropatia diabetica) che riducono la sensibilità al dolore: in pratica anche in presenza di tagli, ferite, ustioni o congelamento il diabetico può non avvertire dolore.

Quando rivolgersi al medico?

La consulenza medica o podologica è raccomandata quando l’occhio di pernice diventa estremamente doloroso, mostra segni di infezione (rossore intenso, calore, pus) o interferisce significativamente con la deambulazione. La valutazione professionale è indispensabile se i trattamenti domestici non sortiscono effetto o se la lesione tende a riformarsi frequentemente.

I pazienti con diabete, disturbi della circolazione (arteriopatia) o neuropatia periferica devono tassativamente evitare il fai-da-te e rivolgersi al medico o al podologo alla prima comparsa di qualsiasi alterazione cutanea del piede, per prevenire il rischio di ulcere gravi.

Diagnosi

La diagnosi dell’occhio di pernice è prevalentemente clinica e si basa sull’ispezione visiva e sulla palpazione da parte del medico o del podologo. Durante la visita, lo specialista valuta la localizzazione della lesione, la consistenza e la presenza del tipico “fittone” o nucleo centrale che lo differenzia dai calli comuni.

I criteri diagnostici includono:

  • Esame obiettivo: Identificazione della lesione (dura o molle) e valutazione della sensibilità al dolore alla pressione verticale.
  • Diagnosi differenziale: È fondamentale distinguere l’occhio di pernice dalle verruche plantari. A differenza di queste ultime, il tiloma presenta la conservazione delle linee cutanee superficiali e non mostra piccoli punti neri (capillari trombizzati) se lievemente scarificato.
  • Valutazione biomeccanica: Analisi dell’appoggio del piede, della struttura ossea (presenza di alluce valgo o dita a martello) e del tipo di calzature utilizzate per identificare la causa meccanica del sovraccarico.

In casi rari, se si sospetta un’anomalia ossea sottostante che giustifica la recidiva della lesione, il medico può richiedere una radiografia del piede in carico.

Cura e trattamento

L’obiettivo principale del trattamento è l’eliminazione del dolore attraverso la rimozione dell’ipercheratosi e, contemporaneamente, la correzione della causa meccanica che ha generato la pressione. L’approccio terapeutico è generalmente conservativo e si articola in diverse opzioni che vanno dai rimedi cheratolitici all’intervento professionale del podologo.

Le opzioni terapeutiche principali comprendono:

  • Trattamento podologico (Debridement): È la soluzione più rapida ed efficace. Il podologo effettua l’enucleazione del nucleo centrale (il “fittone”) utilizzando strumenti sterili. La procedura è indolore poiché interessa tessuto non innervato e garantisce un sollievo immediato.
  • Agenti cheratolitici: L’uso di liquidi, gel o cerotti a base di acido salicilico o urea ad alte concentrazioni aiuta ad ammorbidire la pelle ispessita, favorendone il distacco. Questi prodotti vanno usati con cautela e solo sulla lesione, proteggendo la pelle sana circostante.
  • Dispositivi di scarico e ortesi: L’impiego di dischetti in silicone, anelli protettivi o separatori interdigitali aiuta a redistribuire la pressione e prevenire lo sfregamento. In caso di difetti posturali, possono essere indicati plantari personalizzati.
  • Trattamento delle complicanze: Se l’occhio di pernice è infetto, il medico prescriverà antibiotici locali o sistemici e procederà alla medicazione specifica della lesione.

Stile di vita e prevenzione

La gestione a lungo termine dell’occhio di pernice dipende drasticamente dalle abitudini quotidiane. La scelta di calzature adeguate è il pilastro della prevenzione: le scarpe dovrebbero avere una pianta larga, una punta comoda che non costringa le dita e un tacco di altezza moderata. È consigliabile alternare diversi modelli di scarpe durante la settimana per evitare che la pressione insista sempre sugli stessi punti.

L’igiene del piede gioca un ruolo cruciale. Dopo il lavaggio, è fondamentale asciugare meticolosamente gli spazi tra le dita per prevenire la macerazione cutanea, tipica dell’occhio di pernice molle. L’uso regolare di creme idratanti specifiche per i piedi aiuta a mantenere la pelle elastica, riducendo la tendenza alla formazione di callosità. Per chi pratica sport, l’utilizzo di calze tecniche senza cuciture e la protezione dei punti critici con cerotti preventivi può fare la differenza nel prevenire le recidive.

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