Talloni screpolati? Il vero motivo per cui la crema spesso non basta

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Se ti è capitato di notare crepe profonde, secche e talvolta dolorose sui talloni, sai quanto possa diventare fastidioso camminare. Le ragadi al tallone non sono un semplice problema estetico dovuto alla pelle secca. Spesso ci concentriamo solo sulle creme idratanti, ma il motivo per cui ad alcuni la pelle si spacca più facilmente risiede nella combinazione tra pressione meccanica, postura e calzature inadeguate.

Come si formano le crepe sul tallone

Sotto il calcagno si trova uno strato di grasso specializzato, il cuscinetto adiposo, che ha il compito di assorbire gli urti ogni volta che appoggi il piede a terra. Quando ti metti in piedi, il peso del corpo schiaccia questa struttura, spingendola ad espandersi di lato.

Se la pelle che circonda il tallone è poco elastica o molto disidratata, la spinta continua crea forti trazioni sui tessuti superficiali. Con il passare del tempo e sotto il carico costante di ogni passo, l’epidermide non riesce più a dilatarsi, cede e forma le prime fessurazioni.

Il ruolo decisivo delle scarpe e della postura

Il tipo di scarpa che indossi influenza direttamente questa dinamica. Le calzature aperte sul retro, come ciabatte, infradito o sabot, lasciano il tallone privo di contenimento laterale. Senza una struttura che lo sostenga, il cuscinetto adiposo si allarga liberamente, aumentando la tensione sulla pelle secca. Anche le scarpe con suole molto sottili o prive di ammortizzazione scaricano l’impatto del cammino direttamente sull’osso.

A questo si aggiunge la postura quotidiana. Se la tua camminata scarica il peso in modo asimmetrico verso l’esterno o verso l’interno, oppure se trascorri molte ore in piedi fermo su superfici dure, un tallone riceverà una pressione sproporzionata. Questa distribuzione disomogenea del carico spiega perché spesso noti crepe più profonde o dolorose su un solo piede.

Come proteggere i talloni nella vita di tutti i giorni

Per prevenire e trattare le spaccature serve un approccio combinato che riduca lo stress meccanico sulla pelle e ne ripristini l’elasticità.

Inizia dalla scelta delle calzature. Per le attività quotidiane prediligi scarpe chiuse sul retro con un contrafforte stabile (la parte posteriore che avvolge il tallone) e una suola ammortizzata. Questo semplice accorgimento contiene il cuscinetto adiposo ed evita che la pelle venga tirata verso l’esterno a ogni impatto.

Per ammorbidire l’epidermide, applica regolarmente prodotti a base di urea al 10-25% o acido lattico. Questi principi attivi idratano in profondità e aiutano a rimuovere lo strato di pelle spessa in modo delicato, senza bisogno di raschietti o sfregamenti aggressivi che rischiano di peggiorare le lesioni.

Quando rivolgersi a uno specialista

Se le crepe diventano molto profonde, sanguinano o provocano un dolore acuto quando cammini, serve maggiore cautela. La rottura della barriera cutanea espone il piede al rischio di infezioni batteriche. Se noti arrossamento diffuso, calore o gonfiore attorno alla fessurazione, è opportuno mostrare il piede al medico di medicina generale o a un podologo.

Un controllo professionale diventa indispensabile in presenza di diabete o di problemi alla circolazione sanguigna. Queste condizioni riducono la sensibilità nervosa e rallentano i processi di guarigione. In tali situazioni, la valutazione della postura e l’eventualità di adottare plantari su misura consentono di distribuire i carichi in modo corretto, proteggendo la pelle e permettendoti di camminare in sicurezza per prevenire complicanze severe.

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