Introduzione
L’acne si manifesta con la comparsa di una serie di eruzioni cutanee comunemente dette brufoli.
I brufoli compaiono principalmente su
- viso,
- collo,
- schiena,
- torace
- e spalle.
È il disturbo della pelle più diffuso e, benché non rappresenti una minaccia per la salute, l’acne grave può deturpare il viso e causare cicatrici permanenti.
Le cause del disturbo sono all’origine di tanti miti: alcuni soggetti attribuiscono le eruzioni a certi cibi, mentre altri pensano che la causa sia la sporcizia della pelle. Ci sono in realtà poche prove che questi fattori abbiano un ruolo determinante sull’acne della maggior parte delle persone.
Tutte le etnie e tutte le età sono soggette ad acne. Tra gli 11 e i 30 anni, 4 soggetti su 5 hanno una qualche manifestazione acneica. È più frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Benché generalmente non metta a rischio la salute, l’acne può essere fastidiosa e lasciare cicatrici permanenti. Per fortuna, tende a sparire spontaneamente nella maggior parte delle persone dopo i 30 anni.
Schiacciare o no i brufoli?
La totalità dei dermatologi è concorde nell’affermare che i brufoli non debbano essere né schiacciati e né spremuti, questo perché:
- è possibile spingere i detriti presenti nel poro ancora più in profondità nel follicolo, determinandone la rottura con la conseguente fuoriuscita di tutto il materiale infetto nel derma, lo strato inferiore della pelle;
- è possibile che compaia un altro brufolo accanto al primo solo poche ore più tardi,
- aumenta il rischio di cicatrici e macchie permanenti,
- è possibile sviluppare al posto del brufolo schiacciato un piccolo nodulo o una cisti.
In alcuni casi selezionati potrebbe tuttavia essere possibile sottoporsi a procedure di pulizia del viso in centri estetici specializzati o dal dermatologo; in questi casi il brufolo viene effettivamente schiacciato, ma
- con strumenti professionali che impediscono che del materiale purulento venga spinto in profondità,
- a seguito dell’esposizione del viso al vapore per aprire i pori.
Sfatiamo qualche mito
- L’acne non è causata esclusivamente dal consumo di cibi grassi come patatine fritte o cioccolato, sebbene la dieta possa influenzare l’infiammazione in soggetti predisposti.
- Il lavaggio della pelle non arresta la comparsa dell’acne, anzi, se eccessiva può persino peggiorare il problema. Ricorda, in medio stat virtus (la virtù sta nel mezzo), quindi pulisci la pelle regolarmente e dopo aver sudato molto, ma senza mai strofinare eccessivamente quando ti asciughi.
- Truccarsi non causa necessariamente la comparsa di brufoli, ma è utile scegliere prodotti privi di olio e lavare regolarmente il viso per evitare che si ostruiscano i pori.
- Lo stress non causa l’acne (ma in molti casi può peggiorare l’infiammazione esistente).

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Cause
Il processo inizia nelle ghiandole sebacee della pelle. Il sebo, ossia la sostanza oleosa che producono, scorre lungo un canale noto come follicolo, che contiene anche un pelo. Il sebo viene drenato sulla superficie della pelle attraverso l’apertura del follicolo (poro).
Pelo, sebo e cellule di rivestimento del follicolo possono formare un tappo ostruente il poro, impedendo così al sebo di raggiungere la superficie. Questo miscuglio di grasso e cellule facilita la proliferazione dei batteri, colonizzatori abituali della pelle, all’interno del follicolo. Il sistema di difesa dell’organismo reagisce ai batteri, innestando un processo infiammatorio a carico dell’area.
Se il follicolo otturato è sotto la pelle, si genererà una piccola tumefazione bianca, detta punto bianco. Se raggiunge la superficie della pelle e si apre, si parla di punto nero. La sporcizia non c’entra: il grasso diventa nero sulla superficie della pelle perché esposto all’aria. Sia i punti bianchi che i punti neri possono durare a lungo. Nel tempo, la parete del follicolo tappato si potrà rompere, generando una pustoletta o brufolo.
Un fattore importante alla base dell’acne è l’aumento di alcuni ormoni durante la pubertà. Questi ormoni causano un ingrossamento delle ghiandole sebacee e fanno aumentare la produzione di sebo. Anche le modifiche ormonali associate alla gravidanza, l’inizio o l’interruzione di una terapia anticoncezionale farmacologica (pillola) possono causare acne.
Dati scientifici suggeriscono una certa famigliarità della tendenza a sviluppare acne, quindi anche il corredo genetico gioca un qualche ruolo.
Lo stress non causa acne ma è stato osservato che, nei soggetti che ne soffrono, può determinarne un peggioramento.
Anche alcuni farmaci possono favorire lo sviluppo di acne (cortisone, litio, anticonvulsivanti, barbiturici, …), così come prodotti cosmetici grassi che sono in grado di alterare le cellule follicolari rendendole più appiccicose e favorendo la formazione di tappi. In caso di acne, provare a usare cosmetici privi di grassi. Scegliere prodotti etichettati come non comedogeni (ossia, non favorenti l’occlusione di pori).
Sintomi

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- Comedoni (punti bianchi o neri) o papule. Il comedone rappresenta la lesione di base, ossia il poro occluso. Se l’occlusione rimane sottocutanea, si definisce comedone chiuso; forma un punto (rilievo) bianco. Il punto nero è un comedone che si apre all’esterno e appare quindi come un punto nerastro sulla pelle. Il colore non è dovuto a sporcizia ma alla reazione tra aria e grasso in eccesso.
- Pustole o brufoli. Sono eruzioni acneiche che contengono pus; sono arrossate alla base.
- Noduli. Sono le manifestazioni acneiche più gravi. I noduli si annidano in profondità nella pelle e possono causare cicatrici.
- Cisti. Come i noduli, si tratta di lesioni cutanee profonde e dolenti; sono piene di pus e possono causare cicatrici.
Diagnosi
La diagnosi di acne è essenzialmente clinica e viene formulata dal medico di medicina generale o, preferibilmente, dal dermatologo durante una visita specialistica. Il professionista osserva la pelle per identificare i diversi tipi di lesioni e valutarne l’estensione su viso, torace e schiena.
Il processo diagnostico moderno si articola in diverse fasi:
- Classificazione della gravità: L’acne viene classificata come lieve, moderata o grave. Questa distinzione è fondamentale per stabilire se sia sufficiente un trattamento topico (creme o gel) o se sia necessario un approccio sistemico (compresse).
- Identificazione delle lesioni prevalenti: Si distingue tra acne comedonica (prevalenza di punti neri e bianchi), acne papulo-pustolosa (prevalenza di brufoli infiammati) o acne nodulo-cistica (forme profonde e dolorose).
- Valutazione del rischio cicatriziale: Il medico valuta la tendenza della pelle a formare cicatrici, un fattore che può spingere verso terapie più precoci e aggressive.
- Anamnesi e screening ormonale: Soprattutto nelle donne adulte, il medico indaga la regolarità del ciclo e la presenza di altri segni di squilibrio ormonale (come l’irsutismo). In alcuni casi, possono essere prescritti esami del sangue per valutare i livelli di androgeni o un’ecografia pelvica per escludere la sindrome dell’ovaio policistico.
È importante non sottovalutare l’acne considerandola solo un “problema di crescita”, poiché una diagnosi tempestiva è la chiave per prevenire esiti cicatriziali permanenti e ridurre l’impatto psicologico.
Cura e trattamenti
L’obiettivo principale della terapia è ridurre la produzione di sebo, accelerare il rinnovamento cellulare della pelle, contrastare l’infezione batterica e diminuire l’infiammazione. Il trattamento dell’acne è un percorso personalizzato che richiede pazienza: i primi risultati significativi si osservano solitamente dopo 4-8 settimane di cura costante.
Trattamenti topici (creme, gel e lozioni)
Per le forme lievi e moderate, l’applicazione locale di farmaci rappresenta la prima linea di difesa:
- Retinoidi topici (come adapalene e tretinoina): Aiutano a stappare i pori e prevengono la formazione di nuovi comedoni. Possono causare un iniziale arrossamento o desquamazione.
- Perossido di benzoile: Un potente antibatterico che riduce anche l’infiammazione. Non causa resistenza batterica, ma può macchiare i tessuti (asciugamani e lenzuola).
- Antibiotici topici: Spesso combinati con il perossido di benzoile o i retinoidi per potenziarne l’efficacia e prevenire la resistenza dei batteri.
- Acido azelaico: Utile sia per le sue proprietà antibatteriche sia per contrastare le macchie scure che talvolta rimangono dopo la guarigione del brufolo.
- Clascoterone: Una delle innovazioni più recenti, è un antiandrogeno topico che agisce direttamente sui recettori ormonali della pelle, adatto sia a uomini che donne.
Terapie sistemiche (farmaci per via orale)
Quando l’acne è moderata-grave o non risponde ai trattamenti topici, il dermatologo può prescrivere farmaci per bocca:
- Antibiotici orali: Solitamente tetracicline (come la doxiciclina), utilizzate per cicli brevi per ridurre l’infiammazione e la carica batterica.
- Terapia ormonale: Per le donne, l’uso di una pillola anticoncezionale combinata può essere molto efficace nel regolare l’eccesso di sebo. In alcuni casi si associa lo spironolattone, che contrasta l’azione degli ormoni androgeni sulla pelle.
- Isotretinoina: È il trattamento più potente, riservato alle forme gravi, cistiche o resistenti. Agisce su tutte le cause dell’acne ma richiede uno stretto monitoraggio medico a causa dei potenziali effetti collaterali e dell’assoluto divieto di assunzione in gravidanza per il rischio di gravi malformazioni fetali.
Trattamenti ambulatoriali e tecnologie
In integrazione alle cure farmacologiche, il dermatologo può proporre:
- Peeling chimici: Utilizzo di acidi (salicilico, glicolico) per esfoliare la pelle e liberare i pori.
- Terapia fotodinamica e Laser: Utilizzati per ridurre la carica batterica e l’infiammazione o per trattare le cicatrici pregresse.
Stile di vita e alimentazione
Sebbene non sostituisca i farmaci, una gestione corretta della routine quotidiana è essenziale:
- Detersione: Lavare la pelle due volte al giorno con detergenti delicati, specialmente dopo l’ attività fisica. Evitare lo scrub eccessivo che può irritare la pelle e peggiorare l’infiammazione.
- Dieta: Il consenso scientifico attuale suggerisce che una dieta sana a basso indice glicemico (limitando zuccheri raffinati, dolci e farine bianche) e un consumo moderato di latticini possa aiutare a ridurre la severità dell’acne in molti pazienti.
- Protezione solare: Molti farmaci per l’acne rendono la pelle sensibile al sole. È fondamentale usare una protezione solare specifica per pelli acneiche (non comedogena) per evitare eritemi solari e macchie permanenti.
- Gestione dello stress: Poiché lo stress può innescare riacutizzazioni attraverso il rilascio di cortisolo, pratiche di rilassamento possono avere un impatto positivo indiretto.
Fonti e bibliografia
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.