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I reni difficilmente si lamentano, ma quando iniziano a farlo potresti già aver imboccato una china troppo ripida per essere risalita…
Ecco allora le sette regole d’oro, ispirate alle raccomandazioni della National Kidney Foundation e supportate dalle linee guida internazionali; sono semplici abitudini quotidiane, ma alcune di queste ti stupiranno perché mai le avresti collegate a questi organi…
I reni in effetti sono due organi silenziosi e instancabili che filtrano ogni giorno circa 180 litri di sangue, ovvero il plasma per 60 volte, ma non si limitano come spesso si pensa a eliminare le scorie, al contrario sono indispensabili per regolare la pressione arteriosa e mantenere l’equilibrio di acqua e sali minerali.

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Ecco a proposito di pressione arteriosa…
Tieni sotto controllo la pressione arteriosa
Proprio la pressione alta è una delle principali cause di danno renale. Pressioni elevate lesionano i piccoli vasi dei glomeruli, riducendone la capacità filtrante.
E non è difficile capire il perché: ti basti immaginare cosa succede se apri troppo un rubinetto collegato a un tubo sottile. All’inizio l’acqua scorre più velocemente, ma con il tempo la pressione costante logora le pareti del tubo, che si indeboliscono e si crepano. Allo stesso modo nei reni l’eccessiva pressione del sangue danneggia i minuscoli capillari filtranti, compromettendo la loro capacità non tanto di filtrare le scorie, ma di trattenere quello che al contrario non deve essere sprecato…
E quando quei filtri si rompono, non si riparano più: per questo controllare la pressione oggi significa letteralmente preservare la funzione renale di domani.
Per mantenerla nei limiti (inferiore a 130/80 mmHg secondo le linee guida europee ESC/ESH 2023):
- riduci il consumo di sale a meno di 5 g al giorno;
- limita l’alcol;
- mantieni un peso corporeo sano;
- fai attività fisica regolare.
Quando lo stile di vita non basta, il medico può prescrivere farmaci antipertensivi, in particolare ACE-inibitori o sartani, che proteggono anche il tessuto renale.
Ma i farmaci, in generale, devono essere una seconda scelta… quando lo stile di vita non basta… Un discorso abbastanza simile è quello che coinvolge i farmaci probabilmente più abusati al mondo, gli antinfiammatori/antidolorifici.
Usa con cautela i farmaci antidolorifici
L’abuso di antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene o naprossene, è una causa troppo sottovalutata di danno renale, ma l’uso prolungato e/o ad alte dosi riduce il flusso di sangue al rene e può causare lesioni irreversibili, soprattutto nei soggetti disidratati o con altre patologie renali.
Secondo gli esperti della Kidney Foundation per dolori occasionali sarebbe preferibile il paracetamolo, che è generalmente più sicuro per i reni (salvo diverse indicazioni mediche), ma con tanta umiltà il mio invito è quello di non dimenticare mai che TUTTI i farmaci, TUTTI, sono caratterizzati dal cosiddetto rapporto rischio/beneficio. Questo significa che ogni medicinale, anche il più “leggero”, comporta potenziali rischi che devono sempre essere valutati rispetto ai benefici attesi.
E allora magari ogni tanto quelle due linee di febbre forse possiamo sopportarle… quel fastidietto alla schiena non è poi così terribile e magari ci serve ad evitare sforzi nei giorni successivi… Insomma, avete capito.
Controlla la glicemia
Il diabete è la prima causa di insufficienza renale cronica nei Paesi occidentali. L’eccesso di glucosio nel sangue danneggia lentamente i vasi e i filtri renali e anche in questo caso lo stile di vita è senza dubbio la difesa di elezione verso questa vera e propria epidemia.
Anche in questo caso attività fisica, peso e alimentazione… pensa che l’alimentazione è così importante che la National Kidney Foundation le dedica un’intera regola…
Segui un’alimentazione “amica” dei reni
Ma sai qual è la buona notizia? Che non servono diete strane, esotiche o costose… il caro vecchio modello mediterraneo è considerato come prima scelta insieme alla dieta DASH.
Questo significa privilegiare:
- frutta e verdura fresche;
- cereali integrali;
- pesce, pollame, legumi e frutta secca a guscio;
- latticini magri.
E allo stesso limitare:
- sale e alimenti ultraprocessati;
- carni rosse e insaccati;
- zuccheri e grassi saturi.
Un’alimentazione di questo tipo non solo riduce il rischio di ipertensione e diabete, ma abbassa anche direttamente il carico di lavoro dei reni.
Muoviti ogni giorno
Così come la dieta, l’altro perno fondamentale di una corretta prevenzione non è può che essere uno stile di vita attivo: l’esercizio fisico regolare è una delle medicine preventive più efficaci in assoluto e, visto che l’abbiamo definita medicina, anche dal miglior rapporto rischio/beneficio.
Muoversi regolarmente ti aiuta a
- migliorare la pressione arteriosa e la glicemia;
- mantenere un peso sano;
- ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e renali.
Come diciamo sempre l’attività fisica non deve essere intensa o competitiva: anche camminare ogni giorno o dedicarsi ai lavori domestici è utile… tutto conta… ma non lasciare che anche oggi si trasformi in un “comincio domani, promesso”.
Smetti di fumare
Il fumo danneggia i vasi sanguigni di tutto l’organismo, reni inclusi.
Chi fuma ha un rischio doppio di sviluppare malattia renale cronica.
Smettere di fumare è difficile, ma i benefici iniziano quasi subito: la pressione si abbassa, la circolazione migliora e i reni ricevono più ossigeno. Se non riesci da solo, parlane con il tuo medico: esistono programmi, farmaci e sostituti della nicotina che possono aiutarti.
Controlli regolari: il check-up che ti salva la vita
La malattia renale cronica è spesso silente fino a stadi avanzati. Due test semplici e poco costosi permettono di intercettarla precocemente:
- Esame delle urine (rapporto albumina/creatinina, ACR): rileva la presenza di albumina, una proteina che non dovrebbe trovarsi nelle urine.
- Esame del sangue (velocità di filtrazione glomerulare, eGFR): valuta la capacità del rene di filtrare le scorie.
Chi soffre di diabete, ipertensione, obesità o ha familiari con malattie renali dovrebbe eseguire periodicamente questi esami, perché una diagnosi precoce consente di rallentare — o addirittura arrestare — la progressione della malattia.
Ti faccio notare che gli esami vengono suggeriti in presenza di specifici fattori di rischio, mentre la letteratura non supporta necessariamente, e contrariamente a quanto si pensa, l’esecuzione dei cosiddetti esami di routine nel soggetto sano.
Fonte: Kidney Foundation