Come (e perché) aumentare i muscoli dopo i 50 anni

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Con l’avanzare dell’età mantenere una buona massa muscolare diventa sempre più importante, ma anche progressivamente più difficile.

Dopo i 50 anni si verifica fisiologicamente una perdita graduale di massa e forza muscolare, ma non si tratta solo di una questione estetica o di forza fisica: nella sua forma più grave (sarcopenia)  predispone allo sviluppo di condizioni quali fragilità, rischio di cadute, ridotta autonomia, peggioramento del metabolismo e aumento della mortalità.

Fortunatamente, è possibile contrastare efficacemente questo processo attraverso strategie mirate e basate su solide evidenze scientifiche.

Perché è importante aumentare (o preservare) i muscoli dopo i 50 anni

Uomo di 75 anni che fa vedere il muscolo del braccio

Dopo i 30-35 anni, la massa muscolare inizia a calare in modo lento ma progressivo. A partire dai 50-60 anni, il declino accelera: si stima una perdita di circa 1-2% di massa muscolare ogni anno, con un calo della forza anche del 3% annuo se non si interviene.

Le conseguenze della perdita di massa muscolare sono molteplici:

  • Riduzione della forza e della mobilità
  • Peggioramento del metabolismo basale, con aumento del rischio di accumulo di grasso viscerale (il più pericoloso)
  • Peggior controllo glicemico, che può favorire l’insorgenza del diabete tipo 2
  • Maggiore rischio di cadute, fratture e ospedalizzazioni
  • Declino funzionale e perdita di autonomia nelle attività quotidiane

Aumentare la massa muscolare significa quindi aumentare la salute metabolica, ridurre la fragilità e migliorare la qualità e l’aspettativa di vita.

Numerosi studi randomizzati e meta-analisi confermano che l’allenamento di resistenza, anche iniziato in età avanzata, porta a:

  • Aumento significativo della massa magra
  • Miglioramento della forza muscolare
  • Miglior equilibrio e riduzione delle cadute
  • Miglior controllo glicemico nei soggetti con prediabete o diabete tipo 2
  • Miglior qualità della vita soggettiva

Cosa succede ai muscoli con l’età

Con l’invecchiamento si verificano:

  • Ridotta sensibilità anabolica: i muscoli diventano meno reattivi agli stimoli che normalmente ne favorirebbero la crescita (esercizio e proteine)
  • Alterazioni ormonali: calo di ormoni come testosterone, GH e IGF-1
  • Infiammazione cronica di basso grado (“inflammaging”), che contribuisce alla degradazione muscolare
  • Diminuzione dell’attività fisica e sedentarietà, che accelerano il processo

Ma le strategie che funzionano a 30 anni sono le stesse che preservano la muscolatura dopo i 50, perché la fisiologia non cambia.

Come aumentare la massa muscolare dopo i 50 anni

L’unico approccio realmente efficace è combinare esercizio di resistenza (forza) con un’alimentazione adeguata, in particolare per quanto riguarda l’apporto proteico.

1. Allenamento di resistenza

L’evidenza è estremamente solida: l’allenamento contro resistenza (pesi, bande elastiche, macchine o anche corpo libero) è in grado di stimolare la sintesi proteica muscolare e migliorare la forza anche in soggetti molto anziani, oltre gli 80 anni.

Indicazioni pratiche:

  • Frequenza: almeno 2-3 volte a settimana
  • Tipologia: esercizi multiarticolari (es. squat, piegamenti, trazioni, stacchi) adattati all’età e al livello funzionale
  • Progressione: aumentare gradualmente il carico o la difficoltà, mantenendo sempre un margine di sicurezza
  • Supervisione: per chi inizia da zero o ha patologie concomitanti, è consigliabile farsi seguire da un professionista qualificato

2. Alimentazione e proteine

Con l’età, la sensibilità anabolica alle proteine si riduce: per ottenere lo stesso effetto sulla sintesi muscolare, serve una dose più alta per singolo pasto rispetto a un giovane.

Linee guida basate sulla letteratura scientifica:

  • Apporto proteico giornaliero consigliato: 1,2–1,5 g di proteine per kg di peso corporeo (o peso ideale), distribuito in almeno 3 pasti
  • Qualità delle proteine: preferire fonti ad alto valore biologico (non necessariamente animali, una corretta complementarietà di fonti vegetali è perfettamente sovrapponibile per efficacia)
  • Distribuzione dell’apporto nell’arco della giornata: è in genere considerato preferibile suddividere l’assunzione tra tutti i pasti della giornata.
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