Glicemia alta al mattino? Potrebbe essere normale

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Un aumento della glicemia al mattino, osservato soprattutto nei soggetti con diabete mellito di tipo 2 ma anche in persone apparentemente sane, può ovviamente suscitare preoccupazione, ma in alcuni (ed entro certi limiti) questo fenomeno ha una spiegazione fisiologica e non è necessariamente indicativo di un peggioramento del controllo glicemico.

Cos’è la glicemia mattutina e come si misura

La glicemia a digiuno è il livello di zucchero nel sangue misurato dopo un digiuno di almeno 8 ore, tipicamente al risveglio.

I valori normali in soggetti non diabetici variano generalmente tra 70 e 99 mg/dL, mentre si considera alterata se compresa tra 100 e 125 mg/dL (Alterata glicemia a digiuno) o francamente diabetica se pari o superiore 126 mg/dL in almeno due occasioni.

Perché la glicemia può essere alta al mattino?

Glucometro che segna 139

Fenomeno dell’alba (Dawn phenomenon)

È una risposta fisiologica ormonale che si verifica nelle prime ore del mattino, generalmente tra le 4:00 e le 8:00, ed è mediata da un aumento della secrezione di ormoni controregolatori:

Questi ormoni promuovono la gluconeogenesi epatica (ovvero la produzione di glucosio da parte del fegato) e inducono insulino-resistenza (ossia una ridotta capacità di muscoli e tessuto adiposo di rispondere all’insulina), con il risultato di un modesto ma percepibile aumento della glicemia.

Nei soggetti non diabetici, la secrezione insulinica endogena compensa rapidamente questo effetto, mentre nei pazienti diabetici, soprattutto in quelli con una ridotta funzionalità beta-cellulare o con una terapia insulinica non ottimale, la glicemia può risultare significativamente aumentata al risveglio.

Per approfondire: Effetto alba

Effetto Somogyi (Effetto rebound)

È un fenomeno più raro e spesso confuso con il fenomeno dell’alba. Succede quando durante la notte si verifica un calo della glicemia (ipoglicemia), spesso senza sintomi, che induce il corpo a reagire producendo ormoni che fanno risalire la glicemia (come adrenalina e glucagone), provocando così un aumento dei valori al risveglio.

Va notato che l’effettiva esistenza clinica dell’effetto Somogyi è controversa. Studi con monitoraggio continuo della glicemia non hanno confermato sistematicamente questo fenomeno e la maggior parte della letteratura più recente tende a ritenere il fenomeno dell’alba molto più comune e rilevante dal punto di vista clinico

Inadeguato controllo glicemico serale

Un’altra causa frequente di iperglicemia mattutina è semplicemente un eccesso di cibo consumato alla sera prima, un insufficiente dosaggio serale di farmaci ipoglicemizzanti (per es. insulina basale) o la sospensione delle terapie.

In questo caso, l’iperglicemia non è “fisiologica”, ma conseguenza di un controllo glicemico non ottimale nelle ore precedenti il sonno.

Resistenza insulinica mattutina

La sensibilità insulinica varia nell’arco della giornata.

Studi con clamp euglicemico-iperinsulinemico hanno dimostrato che la sensibilità all’insulina è più bassa al mattino, soprattutto nei soggetti con sindrome metabolica e diabete di tipo 2 (l’esatto contrario di quanto succede nel soggetto sano). Questa condizione contribuisce a un’iniziale iperglicemia che si normalizza con l’attività fisica o con l’assunzione del primo farmaco ipoglicemizzante del mattino.

 

Quando è normale e quando no?

  • In soggetti non diabetici, una glicemia mattutina occasionalmente elevata (fino a ~110 mg/dL) può essere del tutto fisiologica, specialmente in situazioni di stress, sonno disturbato o dieta ricca di carboidrati la sera precedente. Per correggere possono aiutare:
    • Eventuale riduzione dei carboidrati a cena, ma soprattutto evitare spuntini serali ricchi di zuccheri semplici
    • Attività fisica moderata nel tardo pomeriggio
    • Routine del sonno regolare
  • In soggetti con diabete, è fondamentale valutare il contesto: una glicemia mattutina sistematicamente elevata oltre 130–140 mg/dL può richiedere un aggiustamento della terapia, ma se rientra in un quadro generale di buon controllo glicemico (emoglobina glicata inferiore a 7%, assenza di ipoglicemie, buon profilo glicemico diurno), può essere tollerata.

In entrambi i casi si raccomanda ovviamente il parere del medico.

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