Il tema della relazione tra fumo di sigaretta e peso corporeo è stato oggetto di diversi studi nel corso dei decenni.
L’idea che fumare “faccia dimagrire” è una convinzione diffusa, ma quanto c’è di vero?
Il legame tra fumo e controllo del peso

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Nicotina e metabolismo
La nicotina, il principale composto psicoattivo presente nelle sigarette, è nota per avere effetti sul metabolismo. Essa agisce stimolando il sistema nervoso simpatico, aumentando temporaneamente il dispendio energetico. Studi hanno dimostrato che la nicotina può incrementare il metabolismo basale del 6% o più, inducendo un maggiore consumo calorico a riposo.
In realtà l’effetto è di breve durata e, probabilmente, non in grado di influenzare in modo significativo il dispendio giornaliero.
Appetito
Inoltre la nicotina sembra influenzare l’appetito, riducendo temporaneamente il senso di fame.
Questi effetti fisiologici possono spiegare perché i fumatori, almeno in alcuni studi (non tutti!), abbiano un peso corporeo leggermente inferiore rispetto ai non fumatori. Oltre al metabolismo, la nicotina interagisce con il sistema di ricompensa cerebrale. Alcuni studi hanno suggerito che il fumo potrebbe sopprimere il desiderio di cibo agendo su specifici recettori nel cervello, capaci di influenzare l’assunzione di cibo e la preferenza per cibi ricchi di calorie.
Il fumo può infine alterare il gusto e l’olfatto, riducendo così il piacere legato al consumo alimentare.
La relazione tra smettere di fumare e aumento di peso
Uno degli argomenti più dibattuti riguarda il fatto che molte persone aumentano di peso dopo aver smesso di fumare. L’aumento medio, secondo la letteratura, è di circa 3-4 kg, anche se la variazione è molto individuale.
Questo succede probabilmente per 3 ragioni principali:
- La nicotina contenuta nelle sigarette accelera leggermente il metabolismo, smettendo questo effetto (seppure minimo) viene meno
- Le sigarette riducono l’appetito. Quando smetti di fumare, potresti avere più fame.
- Ma soprattutto, fumare è un’abitudine. Dopo aver smesso potresti desiderare cibi ipercalorici per sostituire le sigarette.
È importante notare, tuttavia, che l’aumento di peso legato alla cessazione del fumo è relativamente modesto e può essere controllato con strategie adeguate, come una dieta equilibrata e attività fisica regolare.
Ma soprattutto, i benefici per la salute derivanti dal smettere di fumare superano di gran lunga l’eventuale aumento di peso. Per approfondire: Smettere di fumare: i benefici giustificano l’eventuale aumento di peso?
Dimagrimento indotto dal fumo: un’illusione pericolosa
Nonostante l’evidenza di un possibile effetto della nicotina sul controllo del peso, è fondamentale sottolineare che il fumo non è, e non deve essere, considerato un metodo per dimagrire. I danni del fumo superano di gran lunga qualsiasi beneficio percepito in termini di controllo del peso corporeo, a partire da disturbi apparentemente banali come:
- alitosi,
- ingiallimento dei denti e delle dita,
- alterazioni del gusto,
fino alle note malattie potenzialmente fatali. Il fumo è la principale causa prevenibile di morte a livello globale, essendo responsabile di malattie come il cancro ai polmoni, le malattie cardiovascolari, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e numerose altre condizioni.
Anche se fumare potesse realmente aiutare a perdere peso (un’affermazione che, come visto, è comunque controversa), i rischi per la salute sono sproporzionati rispetto agli ipotetici benefici.
Peraltro diversi studi hanno dimostrato che il fumo cronico può essere associato a una redistribuzione del grasso corporeo, con un maggiore accumulo di grasso viscerale, che è metabolicamente più pericoloso rispetto al grasso sottocutaneo. Paradossalmente, quindi, i fumatori potrebbero avere un indice di massa corporea più basso, ma allo stesso tempo essere a maggior rischio di malattie metaboliche.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.