Dalla glicemia alla demenza: un collegamento inquietante?

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Negli ultimi anni, la medicina ha iniziato a guardare al diabete non solo come una malattia che colpisce il metabolismo o il cuore, ma anche come una possibile causa di problemi al cervello. In particolare, cresce l’interesse per il legame tra diabete (sia di tipo 1 che di tipo 2) e declino cognitivo, demenza e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Ma cosa significa davvero tutto questo per chi ha il diabete? E possiamo fare qualcosa per proteggerci?

Cosa stanno scoprendo i ricercatori

Durante un importante congresso internazionale sul diabete, tenutosi a Vienna (European Association for the Study of Diabetes), diversi studi hanno mostrato che le persone con diabete hanno un rischio maggiore di sviluppare demenza, soprattutto dopo i 80 anni.

Non si sa ancora con certezza se:

  • il diabete sia una causa diretta di demenza,
  • oppure se sia piuttosto un fattore di rischio che agisce insieme ad altri,
  • o ancora se controllare meglio la glicemia possa rallentare (o evitare) il declino cognitivo.

Ma ciò che emerge chiaramente è che le complicazioni del diabete stanno cambiando: non riguardano più solo occhi, reni o cuore, ma sempre più spesso anche cervello e memoria.

Il rischio di demenza aumenta con l’età… e con il diabete

Mani giovani che consolano una mano più anziana

Shutterstock/1704080632

Uno studio condotto in sei Paesi (tra cui Francia, Canada e Australia) su oltre 60 milioni di persone seguite per 20 anni, ha scoperto che:

  • Le persone con diabete hanno più probabilità di morire con una diagnosi di demenza, rispetto a chi non ha il diabete.
  • Dopo gli 80 anni, il rischio di demenza cresce in modo molto evidente tra chi ha il diabete di tipo 2.
  • Ad esempio, in Scozia, oltre il 50% delle donne con diabete morte dopo gli 80 anni aveva anche la demenza.

Il dato interessante è che questo rischio non è così evidente prima dei 70 anni, ma aumenta in modo marcato dopo. Questo potrebbe essere utile per capire quando e su chi intervenire prima.

Diabete di tipo 1: un rischio (forse) ancora più alto

Il diabete di tipo 1, spesso diagnosticato in età molto giovane, è legato a un rischio fino a 3-4 volte maggiore di sviluppare demenza rispetto alla popolazione generale. Lo ha dimostrato uno studio svedese su più di 43.000 persone con diabete di tipo 1 seguite per 14 anni.

Le malattie cognitive più comuni in queste persone erano:

Ma ci sono anche fattori personali e clinici che aumentano ulteriormente il rischio:

  • Età avanzata
  • Pressione alta
  • Malattie cardiovascolari
  • Complicanze del diabete (come problemi ai reni)
  • Essere single (dato curioso ma confermato: vivere soli sembra aumentare del 56% il rischio di problemi cognitivi)

Inoltre, anche i valori di emoglobina glicata (HbA1c) sembrano correlati con la salute del cervello: più è alta, peggiore è la funzione cognitiva. Ma attenzione: questo non significa automaticamente che abbassare la glicemia prevenga la demenza. Servono ancora studi specifici per dimostrarlo.

Infiammazione e cervello: un legame nascosto

Un altro studio interessante (REVADIAB) ha cercato di capire cosa succede nel sistema immunitario delle persone con diabete di tipo 1 e come questo possa influenzare la memoria e le capacità mentali.

Sono stati analizzati:

  • Globuli bianchi e altre cellule del sistema immunitario
  • Alcuni marcatori di infiammazione
  • Il funzionamento cognitivo attraverso test specifici e risonanze cerebrali

I risultati? Le persone con meno infiammazione avevano in media una memoria e una velocità mentale migliori. Alcune cellule del sistema immunitario, in particolare i monociti “non classici”, sembrano essere coinvolte in questo legame.

Anche se ancora non sappiamo esattamente come tutto questo funzioni, l’infiammazione cronica (presente nel diabete) potrebbe essere uno dei “ponte” tra la glicemia e il cervello.

Cosa significa tutto questo per chi ha il diabete?

Ecco i messaggi più importanti che possiamo portarci a casa:

  • Chi ha il diabete, soprattutto dopo i 70-80 anni, ha un rischio maggiore di sviluppare demenza.
  • Il controllo glicemico potrebbe essere utile, ma non è l’unico fattore: contano anche la pressione, la salute del cuore, lo stile di vita e persino il supporto sociale.
  • La ricerca sull’infiammazione potrebbe aprire nuove strade per prevenire (o rallentare) il declino mentale.
  • Anche se non esistono ancora “cure miracolose”, prendersi cura del cervello è parte integrante della cura del diabete.

Cosa possiamo fare, concretamente?

Anche se la medicina non ha ancora tutte le risposte, ci sono cose semplici e utili che possiamo iniziare a fare oggi:

  • Controllare regolarmente la glicemia e l’emoglobina glicata
  • Tenere sotto controllo la pressione arteriosa
  • Seguire una dieta sana, povera di zuccheri semplici e ricca di fibre
  • Fare attività fisica, anche moderata ma costante
  • Mantenere una vita sociale attiva, che protegge il cervello
  • Dormire bene: il sonno ha un impatto enorme sulla salute mentale
  • E se hai dubbi, parlane con il tuo medico: non aspettare che i sintomi peggiorino

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