Cosa contengono le pere?
La pera ? è il falso frutto delle piante del genere Pyrus, dove l’aggettivo falso indica semplicemente che deriva da diverse parti del fiore e non solo dall’ovario.
In realtà questo non fa una grossa differenza in termini nutrizionali, perché si tratta comunque di uno scrigno colmo di fibre, vitamine e antiossidanti… quindi nulla da invidiare ai frutti propriamente detti.
Calorie e altri nutrienti
Ci sono ovviamente alcune differenze tra le diverse varietà di pere ma, tanto per dare qualche qualche spunto, una porzione standard da 150 g (che puoi immaginare come una pera non troppo grande) apporta:
- ?️ 77 calorie,
- derivanti praticamente solo da zuccheri, più o meno equamente divisi tra glucosio e fruttosio, e comunque un basso ? indice glicemico,
- grassi e proteine trascurabili.
(Fonte: CREA)
Vale la pena sottolineare un interessantissimo apporto di fibra (5.7 g), che insieme all’acqua contenuta ne fanno un ottimo spezzafame.
Un po’ di vitamina C, un po’ di potassio, calcio, magnesio, ferro e praticamente zero sodio. E ovviamente tanti pregiati antiossidanti. ?️
Benefici e proprietà
Come spesso accade, non c’è quindi una vitamina specifica, la sostanza magica che spicca in modo caratteristico su tutte le altre, ma invariabilmente quando si va a osservare l’effetto di un consumo regolare nella popolazione quello che emerge è sempre una protezione verso la maggior parte delle patologie croniche; ad esempio in una revisione si evidenzia un effetto positivo sul peso e sulle malattie cardiovascolari ❤️:
Negli studi osservazionali il consumo di mele o pere ha ridotto significativamente il rischio di malattie cerebrovascolari, morte cardiovascolare, diabete mellito di tipo 2 e mortalità per tutte le cause.
Studi osservazionali, è vero, ma come diciamo spesso qual è il possibile rovescio della medaglia? Nessuno ?, non ci sono controindicazioni a meno di allergie, quindi si tratta di una scommessa che merita di essere giocata senza nemmeno pensarci.
Per quanto riguarda il valore nutrizionale sopra-descritto è in ogni caso puramente indicativo, perché esistono circa 3000 varietà diverse di pere, ciascuna con le proprie peculiarità, e ad esempio
- frutti meno dolci contengono ovviamente meno zuccheri,
- così come il colore della buccia riflette un diverso contenuto di antiossidanti e vitamine.
Ecco, a proposito di buccia…
Non buttare la buccia della pera!

La buccia deve essere consumata: praticamente tutti i fitocomposti che potrebbero avere un qualche ruolo benefico in termini di salute sono contenuti in una concentrazione fino a 20 volte superiore nella buccia rispetto alla polpa.
Flavonoidi, triterpenoidi e acidi fenolici… si concentrano proprio nella buccia.
Quando possibile meglio sceglierle biologiche, certo, ma anche per quelle prodotte da agricoltura tradizionale il rapporto rischio/beneficio pende comunque verso il consumo della buccia.
È sufficiente una bella lavata sotto acqua corrente e poi via in bocca, scartando giusto il peduncolo e i semi interni.
Suggerimenti pratici
Quand’è la stagione?
Maturano in genere verso la fine dell’estate ☀️, ma possono accompagnarci per tutto l’inverno ❄️ insieme alle mele, ai kiwi e agli agrumi, fino all’arrivo della prima frutta primaverile.
Quali varietà preferire?
Sicuramente quelle che più ti piacciono, oppure quelle che più si adattano agli usi che vuoi farne, ma al di là di queste indicazioni di massima l’ideale è come sempre alternare e ruotare le diverse varietà, per beneficiare delle differenze e delle peculiarità di ciascuna.
Maturazione e conservazione
La pera è un un frutto climaterico, ovvero che matura anche dopo essere stata colta dalla pianta.
Se desideri farle maturare più velocemente, metterle vicino a banane? o mele? ne accelera il processo grazie all’etilene diffuso da quest’ultime; una volta mature puoi riporle in frigo, per poi averle ragionevolmente stabili nei 3-5 giorni successivi.
E se proprio ti capitasse di averne qualcuna un po’ troppo avanti puoi brillantemente recuperarle in frullati, salse o magari come addensante per zuppe e brodi.
Al contrario, se ti capitasse di portarne a casa un po’ troppe, perché non provare qualche fermentazione prima che maturino troppo?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.