Quinta malattia negli adulti: sintomi, durata e contagio

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Cos’è la quinta malattia?

La quinta malattia, chiamata anche eritema infettivo, è un’infezione virale causata dal parvovirus B19.

La quinta malattia colpisce soprattutto i bambini, nei quali è caratterizzata dallo sviluppo di un’eruzione cutanea rosso vivo sulle guance, spesso descritta come “guance schiaffeggiate”; i pazienti adulti sono invece più inclini allo sviluppo di sintomi articolari, come gonfiore e dolore.

Nelle persone sane non esiste una terapia antivirale specifica, ma in genere il decorso è benigno e autolimitante.

Incubazione

Il tempo che intercorre tra l’infezione e lo sviluppo dei primi sintomi, chiamato periodo di incubazione, è solitamente compreso tra 4 e 14 giorni, ma può arrivare fino a 21 giorni.

Quinta malattia negli adulti: i sintomi

Donna si tocca una mano a causa di dolore articolare, sintomi di quinta malattia nell'adulto

Shutterstock/airdone

La quinta malattia è molto più comune nei bambini che negli adulti, tipicamente nell’età compresa tra 4 e 14 anni; circa una persona contagiata su quattro va tuttavia incontro a un decorso del tutto asintomatico, cioè privo di sintomi. Anche chi non presenta disturbi può trasmettere il virus durante la fase in cui è presente nel sangue e nelle secrezioni respiratorie.

L’infezione esordisce tipicamente con una leggera febbre e alcuni sintomi para-influenzali come:

I bambini sviluppano poi la caratteristica eruzione cutanea rosso vivo sul viso, descritta come se le guance fossero state schiaffeggiate. Negli adulti la fase prodromica, cioè il decorso simil-influenzale iniziale, può essere più evidente, mentre l’eruzione cutanea compare meno spesso. Sono invece più comuni i sintomi articolari, soprattutto nelle donne.

Quasi 4 adulti infetti su 5 tra quelli che manifestano sintomi possono lamentare dolore articolare e gonfiore. Questi disturbi interessano soprattutto mani, polsi, piedi e ginocchia, tipicamente in modo simmetrico, cioè sia a destra sia a sinistra.

I sintomi articolari si risolvono in genere nell’arco di alcune settimane, ma possono occasionalmente protrarsi per alcuni mesi o più a lungo.

Pericoli

In una minoranza degli adulti il dolore articolare può persistere. Se i disturbi non migliorano, è importante sottoporsi a una nuova valutazione, perché un’artrite prolungata non deve essere attribuita automaticamente al parvovirus B19.

Nelle persone immunocompromesse, cioè con un sistema immunitario indebolito, si osserva talvolta lo sviluppo di un’anemia persistente, potenzialmente anche severa. Una brusca riduzione dei globuli rossi può inoltre verificarsi nelle persone con malattie emolitiche croniche, come talassemia, anemia falciforme o sferocitosi ereditaria.

Esiste qualche rischio in più nel caso di donne in gravidanza; si rimanda all’articolo dedicato: Quinta malattia in gravidanza.

Trasmissione e contagio

La quinta malattia è causata dal parvovirus B19 e può diffondersi facilmente tra persone suscettibili.

Il virus si trasmette mediante:

  • tosse;
  • starnuti;
  • contatto delle mucose con le secrezioni del naso o della bocca di una persona infetta.

Il periodo di maggiore contagiosità coincide con la fase iniziale dell’infezione, durante la quale possono comparire febbre e disturbi simili a quelli di un raffreddore. Quando si manifesta la tipica eruzione cutanea, la maggior parte delle persone sane non è più contagiosa.

Fanno eccezione i pazienti con crisi aplastica o infezione cronica, che possono rimanere contagiosi più a lungo e richiedono indicazioni specifiche da parte dei sanitari.

Il contagio è inoltre possibile attraverso il sangue e, più raramente, attraverso emoderivati o organi trapiantati.

Come si diagnostica la quinta malattia negli adulti?

Negli adulti la diagnosi parte dall’anamnesi e dalla visita medica. Il medico valuta l’eventuale contatto con persone infette, la successione dei sintomi, la presenza di eruzione cutanea e la distribuzione del dolore o del gonfiore articolare. È importante segnalare una gravidanza, una malattia del sangue, un trapianto o qualsiasi condizione o terapia che indebolisca il sistema immunitario.

In presenza della tipica eruzione cutanea, soprattutto durante un focolaio, la diagnosi può essere clinica e non richiedere esami. Negli adulti, tuttavia, l’eruzione è spesso assente e i sintomi articolari possono assomigliare a quelli di altre malattie: in questi casi gli esami possono servire a confermare l’infezione o a escludere cause differenti.

Esami del sangue

L’accertamento più utilizzato nelle persone con un sistema immunitario funzionante è la ricerca degli anticorpi contro il parvovirus B19:

  • gli anticorpi IgM suggeriscono in genere un’infezione recente, ma possono rimanere rilevabili per alcuni mesi;
  • gli anticorpi IgG presenti da soli indicano solitamente un’infezione avvenuta in passato e una probabile immunità;
  • se l’esame viene eseguito molto precocemente, il risultato può essere negativo nonostante l’infezione: quando il sospetto rimane elevato, il medico può richiedere un nuovo prelievo.

La sierologia non è necessaria di routine in ogni adulto con sintomi lievi. È più utile quando la conferma modifica la gestione clinica, per esempio in gravidanza, in presenza di sintomi persistenti o atipici oppure nelle persone a rischio di complicanze.

Un emocromo con conta dei reticolociti, cioè i globuli rossi più giovani, viene richiesto soprattutto in caso di pallore, debolezza marcata, affanno, palpitazioni o sospetta anemia. È particolarmente importante nei pazienti immunocompromessi o affetti da una malattia emolitica cronica.

Ricerca del DNA virale e altri accertamenti

La PCR, che ricerca il DNA del virus nel sangue, è riservata soprattutto ai pazienti immunocompromessi, nei quali gli anticorpi possono non svilupparsi, e ai casi di crisi aplastica o anemia persistente. Un risultato positivo deve essere interpretato insieme ai sintomi e agli altri esami, perché piccole quantità di DNA virale possono rimanere rilevabili anche dopo la fase acuta.

Gli esami del midollo osseo non sono di routine e vengono presi in considerazione dallo specialista soltanto in casi selezionati di anemia grave o non spiegata. Radiografie, ecografie articolari e indici generici di infiammazione non confermano da soli la quinta malattia, ma possono essere utili se i sintomi articolari persistono o fanno sospettare un’altra patologia.

Diagnosi differenziale

In base ai sintomi, il medico può dover distinguere l’infezione da altre malattie virali con eruzione cutanea, da reazioni ai farmaci e, in presenza di artrite, da condizioni come l’artrite reumatoide o altre malattie infiammatorie. Una valutazione reumatologica può essere indicata se dolore, gonfiore o rigidità articolare non regrediscono, peggiorano o si associano ad altri segni non tipici.

Come si cura la quinta malattia negli adulti?

Gli obiettivi della cura sono alleviare febbre, dolore, prurito e infiammazione articolare, controllare l’eventuale comparsa di anemia e riconoscere le persone che necessitano di assistenza specialistica. Negli adulti sani l’infezione guarisce quasi sempre spontaneamente e non esiste un antivirale specifico di uso standard.

Trattamento dei sintomi

Per febbre o dolore può essere utilizzato il paracetamolo, rispettando le dosi indicate e tenendo conto di eventuali malattie del fegato o di altri medicinali che già lo contengono.

Gli adulti con dolore e gonfiore articolare possono trarre beneficio dagli antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene o il naprossene. Questi medicinali possono ridurre dolore e infiammazione, ma non eliminano il virus e non abbreviano necessariamente la durata dell’infezione.

Gli antinfiammatori possono causare disturbi o sanguinamenti gastrointestinali, problemi renali, ritenzione di liquidi e aumento della pressione. Devono essere usati con particolare cautela, o evitati salvo diversa indicazione medica, in caso di ulcera, malattie renali o cardiovascolari, terapia anticoagulante, allergia a questi farmaci o gravidanza. È opportuno utilizzare la dose minima efficace per il minor tempo possibile e chiedere consiglio al medico o al farmacista in presenza di altre patologie o terapie.

Se l’eruzione provoca prurito, possono essere utili prodotti emollienti e, su consiglio sanitario, un antistaminico. Antibiotici, cortisonici, idrossiclorochina e altri farmaci per le artriti non rappresentano trattamenti standard della quinta malattia e non devono essere assunti senza una diagnosi specialistica.

Stile di vita e recupero

Durante la fase acuta sono consigliati riposo, sonno adeguato e una buona idratazione. In presenza di dolore articolare può essere utile ridurre temporaneamente le attività più impegnative, senza mantenere le articolazioni completamente immobili. Quando i sintomi migliorano, le normali attività possono essere riprese gradualmente. Non esistono diete, integratori o rimedi naturali in grado di eliminare il parvovirus B19.

Trattamenti per le complicanze

Le persone con una crisi aplastica o un’anemia importante possono avere bisogno di ricovero, controlli ravvicinati e trasfusioni di globuli rossi. Questi trattamenti sono riservati alle complicanze ematologiche e non sono necessari nella comune quinta malattia.

Nei pazienti immunocompromessi con infezione persistente e anemia, lo specialista può valutare la somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa e, quando possibile, una modifica della terapia immunosoppressiva. Le immunoglobuline non sono indicate per il comune dolore articolare e possono causare reazioni durante l’infusione, mal di testa e, più raramente, trombosi, emolisi o danno renale. La loro efficacia e la durata del trattamento dipendono dalla situazione clinica e possono verificarsi recidive.

In gravidanza, il trattamento della madre è generalmente di supporto, ma un’infezione recente richiede una tempestiva valutazione ostetrica e controlli specifici del feto.

Quando rivolgersi al medico

È importante contattare rapidamente il medico in caso di esposizione o sintomi compatibili se si è in gravidanza, immunocompromessi o affetti da una malattia emolitica cronica.

È inoltre necessaria una valutazione medica in presenza di:

  • pallore evidente, debolezza intensa, affanno, palpitazioni, dolore toracico, capogiri o svenimento;
  • febbre elevata o persistente;
  • dolore e gonfiore articolare che peggiorano o non tendono a risolversi;
  • sintomi neurologici, difficoltà respiratoria o altre manifestazioni severe o insolite.

Fonti e bibliografia

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