Introduzione
In termini medici l’ectropion è una “estroflessione”, ossia un ripiegamento verso l’esterno di un organo anatomico o di un tessuto.
In ambito cervicale l’ectropion della cervice uterina (piaghetta) è la condizione in cui le cellule dell’interno del canale cervicale (epitelio colonnare) fuoriescono all’esterno, sulla porzione vaginale della cervice (epitelio squamoso).
In altre parole possiamo immaginarla semplicemente come una lieve lesione del collo dell’utero, ossia nella parte dell’utero che sporge in vagina.
Questa condizione di per sé non è una vera e proprio patologia e risulta essere molto frequente nelle donne in epoca fertile, soprattutto a causa dei cambiamenti ormonali (sviluppo, ciclo mestruale, gravidanza, assunzione della pillola anticoncezionale).
La manifestazione clinica più frequente, che spaventa la paziente e che la induce a far visita ad un ginecologo, è il sanguinamento dai genitali esterni (soprattutto a seguito di rapporti sessuali), ma di fatto non causa alcun problema alla maggior parte delle donne e tende a risolversi anche senza trattamento.
Il ginecologo può visualizzare l’ectropion mediante l’esame obiettivo ginecologico, aiutandosi con uno speculum.
Quando si renda necessario un trattamento è possibile valutare la possibilità di ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale di risoluzione.
Richiami di anatomia

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La cervice uterina è la porzione dell’utero che sporge in vagina e che rappresenta un canale di collegamento (canale cervicale) tra la cavità uterina e la vagina.
Il rivestimento interno del canale cervicale (endocervice) produce muco, che cambia per quantità e qualità durante le diverse fasi del ciclo mestruale; il rivestimento più esterno della cervice (esocervice) è invece uguale al rivestimento della vagina, molto simile alla pelle e più resistente di quello endocervicale.
Questi due tipi di rivestimento si incontrano normalmente all’apertura della cervice, in quella che prende il nome di zona di trasformazione. Quando la zona di trasformazione e il rivestimento del canale cervicale si estendono verso l’esterno, fino a sporgere sulla porzione vaginale della cervice, si è in presenza di ectropion cervicale, dove il tessuto appare visivamente più arrossata del resto della cervice (le cellule ghiandolari tipiche dell’interno del canale sono più rosse della porzione esterna).
Più ne dettaglio possiamo distinguere:
- Endocervice: è la regione superiore, così definita perché si trova al di sopra dell’orifizio uterino esterno (quindi è ipoteticamente ancora all’interno del canale) ed è costituita da un epitelio cilindrico monostratificato che è sovrapponibile ed in continuità con quello che riveste l’interno della cavità uterina. Tale epitelio è di per sé molto delicato, proprio perché non è previsto che entri in contatto con gli agenti esterni, talvolta lesivi.
- Esocervice: rappresenta la porzione di canale cervicale inferiore, a contatto con l’esterno e che pertanto è molto più resistente. È costituito da un epitelio squamoso, o pavimentoso, pluristratificato, non cheratinizzato. Eccetto per l’assenza del rivestimento di cheratina, questo epitelio è simile a quello che riveste la cute (per dimostrare appunto come sia più resistente ad agenti lesivi rispetto alla sua controparte interna).
Cause
La causa più comune della piaghetta va ricercata nei normali cambiamenti ormonali cui la donna va mensilmente incontro durante il ciclo mestruale, soprattutto in fase ovulatoria; pazienti che assumono contraccettivi ormonali come la pillola ne risultano particolarmente soggette, probabilmente a causa della somministrazione di estrogeni.
Per la stessa ragione è piuttosto comune durante la pubertà (fase dello sviluppo) e nelle donne incinte.
In altre donne è invece riscontrabile come alterazione congenita, presente cioè sin dalla nascita.
Sintomi
La piaghetta può essere presente e non dare alcun segno di sé, venendo magari scoperta per caso durante un controllo di routine, mentre in altre donne possono comparire uno o più dei seguenti disturbi:
- Sanguinamenti anomali, spesso non molto abbondanti, dai genitali esterni. Tale sanguinamento si riscontra soprattutto quando la piaghetta viene sollecitata meccanicamente, per esempio a seguito di un rapporto sessuale; le perdite potrebbero non verificarsi sistematicamente ad ogni rapporto, ma quando presenti potrebbero comparire fino a 12 ore dal rapporto dal il rapporto.
- Dolore durante i rapporti che può persistere anche una volta che questo sia terminato.
- Spotting tra una mestruazione e la successiva.
- Perdite anomale, non ematiche, dai genitali esterni che talvolta possono mimare un’infezione batterica vaginale.
La paziente potrebbe infine percepire una sensazione di prurito e fastidio. Sfortunatamente sono però tutti segni e sintomi aspecifici, che tendono a verificarsi nella maggior parte delle alterazioni infiammatorie a carico delle vie genitali femminili.
La presenza di tessuto tipico del canale cervicale all’esterno dello stesso è la ragione della comparsa dei sintomi più tipici:
- arrossamento (le cellule ghiandolari sono fisiologicamente più rosse del tessuto vaginale),
- sanguinamenti e fastidio (le cellule sono molto più delicate e inadatte alle sollecitazioni meccaniche),
- perdite vaginali (le cellule producono normalmente muco).
Gravidanza
La piaghetta è un riscontro piuttosto comune durante la gravidanza, a causa dell’importante produzione di estrogeni tipico dei nove mesi di gestazione; sebbene quindi possano comparire sanguinamenti in conseguenza della sua presenza, e nel caso essere innocui, si raccomanda di fare sempre riferimento al ginecologo per escludere altre cause più importanti.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per l’ectropion cervicale è generalmente rapido e non invasivo, finalizzato principalmente a distinguere questa condizione benigna da possibili lesioni precancerose o processi infettivi.
Valutazione clinica e anamnesi
Il sospetto diagnostico nasce spesso dal colloquio con la paziente (anamnesi), specialmente se riferisce spotting o sanguinamenti post-coitali. Durante la visita ginecologica, l’utilizzo dello speculum permette al medico di visualizzare direttamente la cervice (portio).
L’ectropion appare visivamente come un’area di colore rosso intenso, granulosa, situata intorno all’apertura del canale cervicale (orifizio uterino esterno). Questo colore è dovuto alla sottigliezza dell’epitelio colonnare, che lascia trasparire i vasi sanguigni sottostanti, contrastando con il rosa più pallido e liscio dell’epitelio squamoso circostante.
Esami di approfondimento
Poiché l’aspetto visivo dell’ectropion può talvolta sovrapporsi a quello di un’infiammazione (cervicite) o, più raramente, di una neoplasia in fase iniziale, il ginecologo può prescrivere i seguenti test:
- Pap-test: rappresenta il primo step fondamentale per escludere anomalie citologiche o lesioni correlate al Papillomavirus (HPV). Se il risultato è negativo, la diagnosi di ectropion è confermata come benigna.
- Colposcopia: è l’esame d’elezione nei casi dubbi. Grazie a un microscopio (colposcopio) e all’applicazione di soluzioni specifiche (acido acetico o soluzione di Lugol), il medico può analizzare nel dettaglio la zona di trasformazione e confermare la natura benigna del tessuto ghiandolare esposto.
- Tamponi vaginali e cervicali: utili per escludere infezioni batteriche o fungine che potrebbero causare infiammazione dell’ectropion, peggiorandone i sintomi.
- Biopsia mirata: eseguita solo raramente, qualora la colposcopia evidenziasse aree sospette che necessitano di una valutazione istologica definitiva.
Rischi e complicanze
La presenza di una piaghetta non ha in genere alcuna conseguenza, oltre al disagio per la paziente, e non è correlata né fattore di rischio per forme tumorali (né sembra essere correlata ad un aumentato tasso di contagio da parte del papilloma virus).
Per alcune donne può tuttavia causare una maggior predisposizione allo sviluppo d’infezioni vaginali ricorrenti.
Cura
Il trattamento dell’ectropion cervicale non è sempre necessario. Essendo una condizione fisiologica legata agli equilibri ormonali, l’obiettivo della terapia non è “eliminare la lesione” a tutti i costi, ma risolvere i sintomi (sanguinamenti, leucorrea eccessiva, dolore) qualora questi interferiscano con la qualità della vita o con la serenità della sfera sessuale.
Le opzioni terapeutiche variano dall’osservazione clinica all’uso di farmaci topici, fino a piccoli interventi ambulatoriali.
Approccio conservativo e farmacologico
Nella maggior parte dei casi, specialmente se la paziente è asintomatica, si preferisce la strategia dell’attesa vigile (watchful waiting), poiché l’ectropion può regredire spontaneamente con il mutare dell’assetto ormonale (ad esempio dopo il parto o alla fine dell’adolescenza).
Le opzioni conservative includono:
- Modifica della contraccezione: Se l’ectropion è correlato all’uso di contraccettivi orali combinati (estrogeni e progestinici), il ginecologo può suggerire il passaggio a una pillola a base di solo progestinico o a metodi non ormonali.
- Terapie topiche riepitelizzanti: L’uso di ovuli o gel vaginali a base di acido ialuronico, argento micronizzato o estratti vegetali (come Centella asiatica e Calendula) può favorire la guarigione del tessuto e ridurre la vulnerabilità della mucosa, alleviando i fastidi e le perdite.
- Disinfettanti vaginali: Utili se l’ectropion è complicato da infezioni frequenti, aiutano a ripristinare l’ambiente vaginale ottimale.
Trattamenti ambulatoriali (Ablazione)
Quando i sintomi sono persistenti o invalidanti, si ricorre a procedure mirate a rimuovere le cellule ghiandolari “fuori posto” per permettere la ricrescita dell’epitelio squamoso, più resistente. Questi interventi si eseguono ambulatorialmente e richiedono pochi minuti:
- Diatermocoagulazione (DTC): Nota popolarmente come “bruciatura”, utilizza il calore generato dalla corrente elettrica per cauterizzare l’area interessata. È una tecnica consolidata ed efficace.
- Crioterapia: Utilizza il freddo estremo (azoto liquido o protossido di azoto) per congelare e distruggere le cellule dell’ectropion. È generalmente meno dolorosa della DTC e presenta un basso rischio di cicatrici.
- Laserterapia: Rappresenta l’approccio più moderno e preciso. Il raggio laser vaporizza il tessuto con un danno termico minimo ai tessuti circostanti, favorendo una guarigione rapida.
Dopo questi interventi, è normale avere perdite acquose o ematiche per 2-4 settimane. Si raccomanda di evitare rapporti sessuali e l’uso di tamponi interni per circa un mese per consentire una completa riepitelizzazione.
Stile di vita e prevenzione
Sebbene l’ectropion dipenda da fattori ormonali, alcune abitudini possono ridurre l’irritazione locale e il rischio di complicanze:
- Igiene intima corretta: Evitare lavande vaginali frequenti che alterano il pH e la flora protettiva (Lattobacilli di Döderlein).
- Abbigliamento: Preferire biancheria in cotone ed evitare indumenti eccessivamente sintetici o attillati che aumentano l’umidità e il rischio di infezioni.
- Protezione nei rapporti: L’uso del preservativo protegge la mucosa delicata dell’ectropion da microtraumi e riduce l’esposizione ad agenti patogeni che potrebbero innescare infiammazioni.
Fonti e bibliografia
- NHS Manchester University
- NHS Guy’s and St. Thomas
- Jo’s Cervical Cancer trust (pagina non più disponibile: https://www.jostrust.org.uk/information/cervix/cervical-ectropion)
- Health Navigator
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.