La cuffia dei rotatori e la spalla: lesioni e cura

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Introduzione

Sento dolore quando alzo il braccio, avverto male quando ruoto o quando abbasso il braccio… si tratta di sintomi lamentati da un numero molto elevato di pazienti; gli infortuni alla spalla sono molto frequenti, soprattutto nei soggetti che praticano sport o esercizio fisico in genere; uno dei più comuni prende il nome di lesione alla “cuffia dei rotatori”.

L’articolazione della spalla serve ad unire il braccio con la parte superiore del corpo, le ossa che vi prendono parte sono:

  • scapola (da parte del tronco),
  • omero (l’osso del braccio).

Le ossa delle spalle sono coperte da un tessuto chiamato cartilagine, le superfici lisce della cartilagine consentono un movimento fluido ed indolore per la spalla. I legamenti servono invece a collegare le ossa e contribuiscono a mantenere la spalla in posizione. Questa conformazione permette alla muscolatura coinvolta di muovere la spalla in tutte le direzioni.

La combinazione dei muscoli e dei legamenti della spalla è chiamato cuffia dei rotatori e si trova sotto la scapola (il nome deriva dall’osservazione che i tendini più grandi formano una cuffia che protegge e ricopre l’intera articolazione, avvolgendo la testa dell’omero).

Anatomia semplificata dell'articolazione della spalla

Anatomia semplificata dell’articolazione della spalla; muscoli e tendini che trovano posto sopra la testa dell’omero e della cavità glenoidea non sono riportati nell’immagine, ma tecnicamente fanno parte della cuffia dei rotatori (iStock.com/Irina Medvedeva)

I tendini presenti possono facilmente andare incontro ad infortuni, perché costretti ad operare in uno spazio particolarmente ristretto; in caso di movimento ripetuto, errato o che va al di là del normale raggio di movimento anche i tendini vanno incontro a spostamento, andando a sfregare contro l’acromion (un’escrescenza ossea che prende origine dalla scapola) o contro un legamento nella parte anteriore della spalla.

A causa dell’attrito dovuto a questo processo la cuffia dei rotatori può andare incontro ad infiammazione.

Sono essenzialmente tre i principali tipi d’infortunio che riguardano la cuffia:

  • Tendinite: L’infiammazione di un singolo tendine provoca dolore solo durante specifici movimenti, quando cioè viene utilizzato il muscolo legato al quel tendine;
  • Borsite della spalla: si verifica quando l’infiammazione si diffonde nella tasca contenente il liquido che lubrifica i tendini della cuffia dei rotatori. Il dolore peggiora durante la notte e si verifica in risposta a quasi tutti i movimenti.
  • Rottura della cuffia dei rotatori: In questo caso il tendine può andare incontro a rottura, a causa dell’indebolimento provocato dall’infiammazione.

In assenza di trattamento i sintomi possono persistere per mesi od anni, peggiorando gradualmente nel tempo; se correttamente trattata la maggior parte delle lesioni risponde invece al trattamento entro 4-6 settimane, richiedendo solo occasionalmente la chirurgia.

Cause

Le lesioni alla cuffia dei rotatori possono essere la conseguenza di

  • una caduta o un trauma (lesione acuta),
  • l’applicazione di uno stress ripetitivo alla spalla, tipicamente sportivo o professionale (lesione degenerativa).

Atleti, lavoratori edili e altre categorie professionali che utilizzano molto le spalle rappresentano le categorie a maggior rischio di sviluppo di un’infiammazione alla cuffia dei rotatori, a causa della natura fisica della loro attività.

I fattori che aumentano il rischio di una lesione della cuffia dei rotatori sono:

  • età superiore ai 40 anni (probabilmente a causa del ridotto afflusso di sangue all’articolazione e dell’aumento di comparsa di speroni ossei),
  • utilizzo ripetuto dell’articolazione:
    • sportivi: tennis, baseball, …
    • professionisti: decoratori, muratori, …
  • posture scorrette,
  • muscoli della spalla deboli.

Molto spesso la causa esatta è una combinazione di tutti questi fattori.

Sintomi

I principali sintomi degli infortuni alla cuffia dei rotatori sono:

  • dolore alla spalla, soprattutto in caso di movimento, ma presente anche a riposo,
  • debolezza,
  • difficoltà a dormire sdraiati sul lato della spalla interessata,
  • incapacità di muovere normalmente la spalla o limitazione nei movimenti (per esempio difficoltà a sollevare/abbassare il braccio).

Meno comune è la presenza di un click (o rumore simile in caso di movimento) e un dolore riflesso al collo.

I sintomi delle lesioni alla cuffia dei rotatori si possono verificare da soli o possono essere notati dopo una caduta o un infortunio, o viceversa possono anche apparire gradualmente, nell’arco di un periodo di tempo più ampio.

  • Le lesioni traumatiche (per esempio a seguito di una caduta) in genere causano un immediato ed intenso dolore, talvolta accompagnato da una una sensazione di schiocco e debolezza nella parte superiore del braccio (dovuta alla lacerazione dei tessuti).
  • Le lesioni degenerative invece hanno un decorso più graduale; inizialmente tendono a fare male solo a seguito di specifici movimenti, rispondendo bene ad antinfiammatori da banco (come ibuprofene e aspirina), ma con il tempo peggiora fino a manifestarsi anche a riposo e senza più beneficiare dei tradizionali medicinali.

Alcuni infortuni meno comuni potrebbero anche non manifestare alcuna forma di dolore, pur causando debolezza ed altri sintomi.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per una sospetta lesione della cuffia dei rotatori inizia con un’accurata anamnesi, durante la quale il medico indaga la natura del dolore, la modalità di insorgenza (traumatica o graduale) e l’impatto sulle attività quotidiane. Segue un esame obiettivo metodico che rappresenta il pilastro della diagnosi clinica.

Esame clinico e test funzionali

Durante la visita, il medico esegue manovre specifiche (test di Neer, Hawkins, Jobe) per valutare la forza muscolare, l’ampiezza del movimento e la localizzazione esatta del dolore. Questi test permettono di distinguere tra una semplice infiammazione (tendinopatia), una borsite o una sospetta rottura tendinea.

Indagini strumentali

Per confermare il sospetto clinico e definire l’entità del danno, si ricorre a diversi esami di imaging:

  • Ecografia muscolo-scheletrica: È spesso l’esame di primo livello. È rapida, non invasiva e permette una valutazione dinamica dei tendini mentre la spalla si muove. È estremamente efficace nel rilevare rotture e versamenti infiammatori.
  • Radiografia (RX): Sebbene non mostri i tendini, è fondamentale per escludere fratture, lussazioni, calcificazioni o la presenza di speroni ossei (osteofiti) che potrebbero restringere lo spazio sub-acromiale.
  • Risonanza magnetica (RM): Rappresenta il “gold standard” per una valutazione dettagliata. Fornisce immagini ad alta risoluzione di tutte le strutture molli, permettendo di distinguere tra lesioni parziali e complete e di valutare lo stato di salute dei muscoli (presenza di atrofia o degenerazione grassa), informazione cruciale per l’eventuale pianificazione chirurgica.

In casi selezionati, dove persista un dubbio diagnostico o sia necessario un dettaglio ancora maggiore sulla superficie articolare, può essere indicata l’artro-risonanza magnetica, che prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto direttamente nell’articolazione.

Cura e opzioni terapeutiche

L’obiettivo primario della cura è la riduzione del dolore e il ripristino della funzionalità articolare. La scelta del percorso terapeutico dipende dall’età del paziente, dal livello di attività fisica, dalla gravità della lesione e dalla durata dei sintomi. La maggior parte dei pazienti beneficia inizialmente di un approccio conservativo.

Terapia conservativa e fisioterapia

Il trattamento non chirurgico è efficace in circa l’80% dei casi, specialmente nelle lesioni degenerative o parziali. Gli approcci includono:

  • Riposo relativo e modifica delle attività: Evitare i movimenti sopra la testa e i carichi eccessivi, senza tuttavia immobilizzare completamente la spalla per prevenire la rigidità (spalla congelata).
  • Controllo del dolore: Utilizzo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene per gestire le fasi acute. L’applicazione locale di ghiaccio (crioterapia) può offrire sollievo immediato.
  • Fisioterapia: È la componente più importante. Un programma personalizzato mira a rinforzare i muscoli stabilizzatori della scapola e i muscoli integri della cuffia per compensare quelli danneggiati, migliorando la meccanica del movimento.

Terapie infiltrative e innovative

Se il dolore persiste nonostante la fisioterapia, il medico può proporre:

  • Infiltrazioni di cortisone: Molto efficaci nel ridurre rapidamente l’infiammazione e permettere al paziente di proseguire la riabilitazione.
  • Acido ialuronico: Utilizzato per migliorare la lubrificazione articolare e ridurre l’attrito.
  • Medicina rigenerativa (PRP): L’uso di plasma ricco di piastrine è un’opzione in crescita; sebbene il consenso scientifico sia ancora in evoluzione, viene utilizzato in contesti specialistici per favorire la guarigione biologica dei tessuti in casi selezionati.

Intervento chirurgico

La chirurgia viene presa in considerazione quando il trattamento conservativo non porta benefici dopo 6-12 mesi, o in caso di rotture acute e ampie in pazienti giovani e attivi. La tecnica d’elezione è oggi l’artroscopia: attraverso piccole incisioni e l’uso di una telecamera, il chirurgo può riparare i tendini, rimuovere speroni ossei o pulire i tessuti infiammati (debridement). I tempi di recupero post-operatorio sono significativi e richiedono diversi mesi di riabilitazione guidata.

Stile di vita e consigli pratici

Il mantenimento della salute della spalla passa attraverso piccoli accorgimenti quotidiani. È consigliabile ottimizzare l’ergonomia della postazione di lavoro, evitare di dormire con il braccio sotto il cuscino (che può ridurre l’afflusso di sangue ai tendini) e mantenere una postura eretta per massimizzare lo spazio articolare. Un peso corporeo adeguato e il controllo di patologie metaboliche (come il diabete) favoriscono una migliore qualità dei tessuti tendinei.

Prevenzione

Come per qualsiasi altra malattia è meglio prevenire una condizione piuttosto che cercare di risolvere il problema dopo; nel caso della spalla può rivelarsi decisamente utile praticare regolari esercizi fisici con l’obiettivo di rinforzare la muscolatura ed i tendini.

Nel caso di lavori che impegnino fisicamente la spalla è fondamentale prendersi frequenti pause in modo che l’articolazione possa riposare ed evitare di infiammarsi.

Esercizi

(fonte: http://askthetrainer.com/rotator-cuff-exercises.html)

Anche se le vostre spalle non hanno problemi, potrebbe comunque essere utile rinforzare la cuffia dei rotatori. Alcune persone sostengono che, lavorando sulla cuffia dei rotatori, sono riuscite ad eseguire più facilmente gli esercizi di sollevamento, ad esempio quelli alla panca, e le distensioni allo shoulder press.

Se invece avete problemi alle spalle vi consigliamo di consultare un fisioterapista o un medico sportivo certificato per risolverli prima di iniziare a eseguire gli esercizi per la cuffia dei rotatori.

È fondamentale eseguire questi esercizi con attenzione. Affinché gli esercizi per la cuffia dei rotatori siano efficaci, dovete eseguire ciascun insieme di movimenti con lentezza ed estremo controllo.

Rotazione esterna con elastico

La rotazione esterna con fascia elastica fa lavorare il muscolo piccolo rotondo e l’infraspinato. È uno degli esercizi per la cuffia dei rotatori prescritti con maggior frequenza.

La rotazione esterna è uno di quegli esercizi che la maggior parte delle persone esegue con poca forza, quindi è opportuno usare un elastico.

  1. Partenza. Posizionate un elastico alcuni centimetri sopra la vita. L’altezza giusta è quella del gomito quando il braccio è lasciato libero e parallelo al fianco.
  2. Afferrate l’estremità dell’elastico e spostatela lateralmente, allontanandola dall’origine della resistenza. Impugnate la maniglia all’altezza dell’ombelico. Rimanete in piedi, nella posizione in cui la mano sull’ombelico avverte una leggera resistenza dell’elastico.
  3. Inizio del movimento. Tenete rilassato l’avambraccio superiore. Il gomito non deve contrarsi né allontanarsi dal vostro fianco per tutta la durata del movimento. Ruotate il braccio verso l’esterno, lentamente.

Rotazione esterna sdraiata con manubrio

Prima dell’avvento degli elastici i fisioterapisti spesso prescrivevano esercizi con i manubri per uno dei movimenti più delicati che coinvolgono la parte superiore del nostro corpo.

La rotazione esterna sdraiata con manubrio è un esercizio di rafforzamento delle spalle che lavora sui deltoidi posteriori, ma anche un esercizio di rafforzamento per la cuffia dei rotatori e in particolare per il piccolo rotondo e l’infraspinato, il secondo muscolo più suscettibile di danni all’interno della cuffia dei rotatori.

  1. Partenza. Sdraiatevi sul pavimento o su una panca, tenendo l’avambraccio superiore parallelo al fianco. Il gomito dovrebbe rimanere appoggiato sul fianco, in linea con la spalla.
  2. Inizio del movimento. Tenete il gomito aderente al fianco, in modo che i deltoidi siano più rilassati possibile e lentamente ruotate il manubrio verso l’esterno, finché riuscite.
  3. Fermatevi per un istante, poi riabbassate il manubrio lentamente verso la posizione iniziale e infine ripetete.

Rotazione interna con elastico

La rotazione interna con elastico, eseguita in posizione eretta, è il modo migliore per isolare il muscolo subscapolare. Anche i pettorali, infatti, hanno un ruolo chiave nella rotazione interna dell’omero, quindi è fondamentale eseguire questo tipo di esercizio per la cuffia dei rotatori in modo corretto.

  1. Partenza. Posizionate un elastico o una fascia elastica più o meno all’altezza dell’ombelico.
  2. Impugnate la maniglia e allontanatevi finché sentite che l’elastico è abbastanza teso. Il gomito dovrebbe essere appoggiato contro il fianco, con il braccio leggermente rivolto verso l’esterno.
  3. Inizio del movimento. Ruotate lentamente il braccio verso l’interno, finché il palmo della mano tocca l’ombelico. Ruotate lentamente il braccio verso l’esterno nella posizione originaria, rimanendo sempre sotto resistenza.
  4. Se avete scelto un elastico poco teso e volete aumentare la resistenza potete spostarvi per tenderlo di più. Fate circa 20 ripetizioni.

Rotazione interna sdraiata con manubrio

Se non avete né un elastico né una fascia elastica, potete eseguire una rotazione interna con manubrio, sdraiandovi su una panca.

Gli esercizi di rotazione interna per la cuffia dei rotatori servono per rinforzare la spalla,e soprattutto il muscolo subscapolare. Quest’esercizio di rafforzamento della spalla è anche utile per il deltoide anteriore.

  1. Partenza. Sdraiatevi su un fianco su una panca. Posizionate l’avambraccio superiore leggermente davanti al corpo e impugnate un manubrio leggero.
  2. Inizio del movimento. cercate di tenere il gomito rilassato sulla panca e fate ruotare il braccio verso l’esterno fino a quando riuscite, sollevando il manubrio.
  3. Ruotate lentamente il braccio verso l’interno e alzate il manubrio finché il braccio è più o meno perpendicolare al pavimento.

Fate attenzione a riabbassare il manubrio molto lentamente nella posizione di partenza, e ripetete il movimento.

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Perché si chiama cuffia dei rotatori?

Perché l'insieme dei muscoli e tendini avvolge le ossa della spalla come se fosse una cuffia.

Quanto dura un'infiammazione alla cuffia dei rotatori?

La durata dipende dalla gravità dell'infortunio e dalla tempestività della diagnosi, nonché dallo stato di salute generale del paziente. Il tempo minimo è in genere compreso tra 2-4 settimane, ma casi più gravi possono richiedere fino a diversi mesi.

Quando è consigliabile consultare un medico per un dolore alla spalla?

È consigliabile consultare un medico se il dolore alla spalla persiste per più di qualche giorno, aumenta di intensità, limita significativamente i movimenti o se ci sono segni di gonfiore, scolorimento o febbre.

Cosa fare se si sospetta una tendinite o una lesione alla cuffia dei rotatori?

Se si sospetta una tendinite o una lesione alla cuffia dei rotatori è consigliabile ridurre l'attività fisica che causa dolore, applicare ghiaccio e consultare un ortopedico per una valutazione e un trattamento adeguati.

Quanto tempo è necessario per recuperare da un infortunio alla spalla?

I tempi di recupero possono variare notevolmente in base alla gravità dell'infortunio e alla risposta al trattamento. In generale, per lesioni minori come tendiniti o strain muscolari, il recupero può richiedere da alcune settimane a un paio di mesi, mentre per lesioni più gravi, come rotture della cuffia dei rotatori, potrebbe essere necessaria una riabilitazione più lunga.
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