Cisti ossea: cause, sintomi, pericoli e intervento

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Cos’è una cisti ossea?

Le cisti ossee sono sacche piene di liquido che si formano nelle ossa; colpiscono principalmente bambini e adolescenti e in genere non costituiscono un pericolo, tendendo al contrario a migliorare spontaneamente.

Può talvolta essere consigliato un periodico monitoraggio attraverso radiografie per verificarne l’andamento e solo raramente può rendersi necessario rimuoverle attraverso la chirurgia.

Radiografia di una cisti ossea

By Suat Çelik1, Abuzer Uludağ, Hacı Bayram Tosun1, Sancar Serbest, Murat Gürger, Sabahattin Kılıç – Suat Çelik et al. (2016). “Unicameral (simple) and aneurysmal bone cysts: the effect of insufficient curettage on recurrence”. The Pan African Medical Journal. DOI:doi:10.11604/pamj.2016.24.311.9624., CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=75662817

Quando è necessario rimuoverla?

In genere si procede a valutare l’intervento nel caso in cui diventi progressivamente più grande e, per questo, causa di

  • fragilità e debolezza ossea,
  • dolore e/o gonfiore eccessivo.

Come si cura?

L’unica strategia terapeutica è l’opzione chirurgica, che prevede tuttavia due diversi possibili approcci:

  • drenaggio del fluido contenuto mediante ago, che consente anche la somministrazione di farmaci in grado di favorirne la corretta guarigione (potrebbe richiede la ripetizione del trattamento nell’arco di alcuni mesi),
  • rimozione della cisti, che può tuttavia richiedere di riempire la cavità con piccoli pezzi ossei prelevati da altro distretto corporeo o da donatore (in alternativa a sostanze artificiali).

Entrambi gli interventi vengono condotti in anestesia generale e, generalmente, senza necessità di ricovero (day-hospital).

Quanto tempo è necessario per guarire dopo l’intervento?

È in genere necessario un periodo di qualche mese, che preveda l’astensione dall’attività sportiva.

Si raccomanda di segnalare al medico la comparsa di nuovi gonfiori dopo l’intervento, che potrebbero essere suggestivi di recidiva (una nuova cisti) o di infezione.

Una cisti rimossa si può riformare?

Purtroppo sì, sono possibili recidive dopo la chirurgia, soprattutto nei primi due anni a seguito dell’intervento; in generale più è giovane l’età al momento dell’intervento, maggiore è la possibilità che la ciste ritorni.

Perché si forma?

La causa esatta non è nota, ma è importante chiarire che NON si tratta di tumori e sopratutto, proprio per questo, non le cisti ossee non sono in grado di diffondersi nell’organismo.

Analizzandone la composizione è possibile distinguere:

  • Cisti ossea unicamerale: una lesione colma di liquido che tende a formarsi durante la crescita quando non è possibile un corretto drenaggio, probabilmente a causa di disturbi localizzati di circolazione. Sono le forme più comuni (più diffuse nei bambini rispetto alle bambine).
  • Cisti ossea aneurismatica: neoformazione piena di sangue, a causa ignota (si ritiene che possa essere la risposta ad una qualche insulto). Talvolta è associata a lesioni tumorali come il tumore a cellule giganti o l’osteoblastoma.

Strettamente correlato, ricordiamo inoltre il fibroma non ossificante, la più comune neoplasia benigna delle ossa (NON è un cancro delle ossa), molto frequente nell’intervallo 2-18 anni (si stima che ne siano portatore un soggetto su 3 sotto i 20 anni). In genere privo di sintomi, la causa è sconosciuta. Quando particolarmente ridotto viene chiamato difetto corticale fibroso.

I sintomi delle cisti ossee

Molto spesso la cisti ossea non causa alcun sintomo e viene scoperta per caso, durante visite mediche o esami condotti per altre ragioni. Meno comunemente il paziente (o il genitore, nel caso dei bambini) può notare una piccola protuberanza indolore.

Sebbene possano svilupparsi in qualsiasi osso, le cisti ossee unicamerali in genere colpiscono le ossa lunghe, come l’osso del braccio (omero) o il femore (femore); si osservano tipicamente in un solo osso, in genere alla sua estremità, nei pressi dell’articolazione (e della piastra di crescita).

Con la progressiva crescita dell’osso la forma e le dimensioni di una cisti possono cambiare di conseguenza, smettendo di crescere in età adulta (momento in cui la sacca si riempirà gradualmente di osso normale fino a scomparire).

Le cisti aneurismatiche causano più spesso dolore e gonfiore visibile esternamente.

Pericoli

Soprattutto nel caso di cisti di grande dimensioni è possibile che l’osso interessato sviluppi un’eccessiva fragilità, in grado di esporlo al rischio di frattura anche in caso di traumi di ridotta entità (frattura patologica).

Si noti che alcune cisti (circa il 25%) guariscono definitivamente proprio insieme alla frattura, mentre nella restante porzione di casi potrebbe essere raccomandato l’intervento chirurgico per prevenire una nuova frattura.

Quando rivolgersi al medico/pediatra?

Si ribadisce la totale innocuità della maggior parte delle cisti ossee, ma si raccomanda di segnalare al curante qualsiasi gonfiore nuovo o sospetto per una corretta diagnosi.

In caso di precedente diagnosi, si raccomanda di contattare nuovamente il medico nel caso di aumento delle dimensioni.

Diagnosi

La diagnosi di conferma avviene in genere mediante la radiografia; potrebbero essere richiesi ulteriori esami di imaging (TAC o risonanza magnetica) per la diagnosi differenziale del tipo di cisti (le cisti unicamerali potrebbero richiedere trattamento diverso da quelle aneurismatiche).

Solo raramente è infine necessario ricorrere alla biopsia.

Fonti e bibliografia

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