- Cos’è la Candida auris?
- Ne ho sentito parlare al telegiornale, è stata appena scoperta?
- È davvero così pericolosa come dicono i giornali?
- Devo preoccuparmi per la mia salute? Posso essere contagiato?
- Come si trasmette
- Esiste il rischio di contagio attraverso viaggi in Paesi stranieri?
- Quali sono i sintomi della Candida auris?
- Può essere mortale?
- Come viene diagnosticata l’infezione
- Trattamento e cura
- Posso fare qualcosa per prevenire la diffusione e ridurre il rischio di contagio?
- Fonti e bibliografia
Cos’è la Candida auris?
Il genere Candida è un grande gruppo di microrganismi appartenenti al regno dei funghi che comunemente vivono sulla pelle umana e all’interno dell’organismo, spesso in equilibrio con gli altri microrganismi e senza causare disturbi (si parla in questo caso di colonizzazione in soggetti portatori).
La Candida auris è una delle poche specie del genere Candida che causi candidosi nell’uomo, come per esempio la ben più nota Candida albicans, responsabile per esempio delle comuni candidosi vaginali o orali (mughetto).
Candida auris è molto meno comune di altri tipi di Candida.

Shutterstock/Kateryna Kon
Ne ho sentito parlare al telegiornale, è stata appena scoperta?
In realtà no, è stata scoperta per la prima volta nel 2009 (sebbene alcune revisioni datino il primo isolamento del microrganismo al 1996 in Corea); è stato scelto il nome auris (dal latino orecchio) perché l’isolamento è avvenuto nel canale auricolare di una paziente ricoverata in un ospedale giapponese.
Sono stati condotti diversi studi sul codice genetico dei ceppi isolati nei Paesi coinvolti e il sequenziamento del DNA ha permesso di scoprire che, con buona probabilità, i ceppi di C. auris sono emersi indipendentemente fra loro in più regioni e all’incirca nello stesso periodo (e c’è chi ne lega l’insorgenza al cambiamento climatico, seppure si tratti ovviamente solo di ipotesi).
È emersa prepotentemente all’attenzione dei media con i recenti casi registrati anche in Italia.
È davvero così pericolosa come dicono i giornali?
Potenzialmente è davvero molto pericolosa, è infatti in grado di infettare in modo invasivo l’organismo, colonizzando
- sangue,
- sistema nervoso centrale,
- reni,
- fegato,
- ossa,
- muscoli,
- articolazioni,
- milza,
- occhi.
Le più comuni infezioni da Candida auris riguardano tuttavia sangue, ferite e orecchio.
La causa della crescente preoccupazione è tuttavia legata al fatto che è resistente a molti farmaci che abbiamo attualmente a disposizione, con alcuni ceppi che mostrano una resistenza quasi totale alle classi terapeutiche standard.
I più importanti organismi internazionali che si occupano di salute si sono così espressi:
- Il CDC americano l’ha definita “un fungo che può causare infezioni potenzialmente letali, spesso multiresistenti, […] altamente trasmissibile in ambito sanitario.”.
- L’European Centre for Disease Prevention and Control ha sottolineato che a causa della “sua propensione a causare epidemie e la sua resistenza antimicotica, Candida auris rappresenta un rischio per i pazienti nelle strutture sanitarie in Europa”.
- L’OMS l’annovera tra i 19 funghi considerati come minaccia per la salute pubblica, definendola una “malattia mortale con elevata mortalità.”
I motivi di preoccupazione sono quindi i seguenti:
- È spesso resistente ai farmaci disponibili.
- Dal momento della scoperta nel 2009, si è osservata una rapida diffusione che l’ha portata ad essere isolata in numerosi Paesi di tutto il mondo.
- È difficile riconoscerla attraverso i comuni metodi di analisi, potendo essere confusa con altri microrganismi in laboratori non specializzati (con la conseguenza di trattamenti errati).
- Ha già causato epidemie in diverse strutture sanitarie, per questa ragione è importante riconoscerla tempestivamente per adottare le necessarie precauzioni volte ad arrestarne la diffusione.
- Può causare infezioni invasive che coinvolgono l’intero organismo, soprattutto in pazienti fragili, risultando fatale in un caso su tre.
Devo preoccuparmi per la mia salute? Posso essere contagiato?
No, ad oggi non esiste il rischio per un contagio nel quotidiano, ma una continua diffusione dei ceppi resistenti può realmente diventare un concreto e grave problema di salute pubblica.
Come si trasmette
Candida auris può diffondersi nelle strutture sanitarie attraverso il contatto con superfici o attrezzature ambientali contaminate, oppure direttamente da persona a persona.
Sono tuttavia in corso studi per comprenderne più a fondo i meccanismi di contagio.
Chi può essere contagiato dalla Candida auris?
La C. auris è ancora relativamente rara e i pazienti contagiati sono in genere già affetti da altre condizioni mediche importanti, quindi più indifesi verso infezioni tipicamente ospedaliere.
Gli attuali dati a disposizione suggeriscono che i principali fattori di rischio sono sovrapponibili a quelli per altri tipi di infezioni da Candida, tra cui:
- recenti operazioni chirurgiche,
- lungodegenza ospedaliera,
- diabete,
- terapie immunosoppressive (in grado cioè di ridurre le difese immunitarie),
- terapie antibiotiche ed antifungine ad ampio spettro,
- dispositivi invasivi come tubi per la respirazione, cateteri venosi, sondini per l’alimentazione,
- malattie renali croniche,
- HIV,
- tumori solidi e del sangue,
- altre candidosi
- …
L’età dei pazienti interessati fino ad oggi è estremamente variabile, dai neonati pretermine agli anziani.
Esiste il rischio di contagio attraverso viaggi in Paesi stranieri?
La società americana per la microbiologia ritiene improbabile che viaggi di routine in Paesi con infezioni documentate da C. auris espongano alla possibilità di contrarre l’infezione, infezione che peraltro si è verificata quasi esclusivamente in pazienti già ospedalizzati per altre cause.
Quali sono i sintomi della Candida auris?
I sintomi più comuni dell’infezione invasiva da Candida sono febbre e brividi che non migliorano dopo il trattamento antibiotico somministrato per sospetta infezione batterica.
Sintomi più specifici dipendono dal distretto corporeo interessato dall’infezione, per esempio in caso di ferite infette queste possono mostrare un peggioramento dei classici segni d’infiammazione (rossore, gonfiore, calore, presenza di pus, …).
Le sedi più comuni d’infezione sono:
- orecchio,
- ferite,
- sangue.
Può essere mortale?
Sì, le infezioni invasive sostenute da qualsiasi specie di Candida possono essere fatali.
Ad oggi i pochi dati raccolti non permettono di trarre conclusioni definitive su eventuali differenze in termini di mortalità della Candida auris rispetto ad altri ceppi; le statistiche riportano un esito fatale in circa un caso su tre, ma relativamente ad infezioni invasive in pazienti già severamente provati da altre condizioni, in cui quindi è difficile stabilire chiaramente il peso e il nesso causale dell’infezione da Candida nell’esito finale.
Come viene diagnosticata l’infezione
La diagnosi tempestiva di Candida auris è fondamentale per contenere i focolai, ma risulta spesso difficile perché i metodi di laboratorio tradizionali basati su test biochimici possono confonderla con altre specie correlate, come Candida haemulonii o Candida famata.
Identificazione di laboratorio
Per un’identificazione accurata e rapida, i laboratori clinici utilizzano oggi tecnologie avanzate che rappresentano il gold standard della diagnostica micologica:
- MALDI-TOF MS: la spettrometria di massa è lo strumento principale. Grazie al confronto con database aggiornati, permette di identificare correttamente la C. auris in pochi minuti partendo da una coltura, distinguendola con precisione dalle specie simili.
- Metodi molecolari (PCR): i test basati sull’amplificazione del DNA permettono di rilevare la presenza del fungo direttamente dai campioni clinici (come tamponi cutanei o sangue) in tempi brevissimi. Questi test sono essenziali durante le emergenze epidemiche per isolare rapidamente i pazienti.
- Saggi di sensibilità (Antifungigramma): una volta identificato il microrganismo, è indispensabile eseguire test per determinare a quali farmaci il ceppo sia sensibile o resistente. Questo passaggio è cruciale data l’elevata frequenza di multiresistenza tipica della C. auris.
Screening e monitoraggio ospedaliero
Nelle strutture sanitarie dove è stata segnalata la presenza del fungo, vengono attuati protocolli di screening sistematico. Questi prevedono il prelievo di campioni (tramite tamponi) dalle aree del corpo dove il fungo tende a colonizzare più facilmente, come le ascelle e l’inguine. Lo screening è raccomandato per tutti i pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati o che sono stati recentemente ricoverati in reparti ad alto rischio.
Trattamento e cura
L’approccio terapeutico alla Candida auris è complesso e deve essere personalizzato in base alla sede dell’infezione, alla gravità del quadro clinico e al profilo di resistenza del ceppo isolato. L’obiettivo primario del trattamento è l’eradicazione del fungo per prevenire la sepsi e altre complicazioni invasive fatali.
La gestione clinica si basa sull’impiego mirato di farmaci antifungini, spesso in combinazione, e su un rigoroso controllo delle procedure assistenziali.
Opzioni terapeutiche e farmaci
Sebbene la C. auris sia nota per la sua resistenza, esistono diverse opzioni terapeutiche validate dal consenso scientifico:
- Echinocandine (Prima linea): farmaci come anidulafungina, caspofungina e micafungina rappresentano solitamente la terapia d’elezione iniziale. Questi farmaci agiscono sulla parete cellulare del fungo e sono spesso efficaci, a meno che il ceppo specifico non abbia sviluppato resistenze specifiche.
- Nuovi farmaci e terapie emergenti: per contrastare i ceppi resistenti alle cure standard, la ricerca ha introdotto nuove molecole come il rezafungin (un’echinocandina a lunga durata d’azione) e l’ibrexafungerp. Questi farmaci offrono alternative preziose nei casi più difficili da trattare.
- Terapia combinata e dosaggi elevati: in presenza di ceppi multiresistenti o infezioni del sistema nervoso centrale, i medici possono prescrivere combinazioni di più classi di antifungini (come l’associazione di echinocandine e amfotericina B liposomiale) per potenziare l’effetto terapeutico.
È importante sottolineare che il trattamento deve essere gestito esclusivamente in ambito ospedaliero da specialisti in malattie infettive.
Stile di vita e prevenzione nel paziente colonizzato
Se un paziente risulta “colonizzato” (ovvero il fungo è presente sulla pelle ma non sta causando una malattia attiva), non viene solitamente somministrata una terapia antifungina per via orale o endovenosa. In questi casi, la gestione si concentra sulla riduzione della carica fungina superficiale attraverso:
- Lavaggi con antisettici: l’uso di detergenti a base di clorexidina per l’igiene del corpo è una pratica comune per ridurre il rischio che il fungo penetri nell’organismo o si diffonda nell’ambiente.
- Igiene rigorosa: è fondamentale mantenere la massima pulizia delle mani e degli oggetti personali.
- Segnalazione sanitaria: il paziente deve informare ogni professionista sanitario del proprio stato di portatore per garantire l’adozione delle misure di isolamento necessarie durante futuri ricoveri o visite mediche.
Posso fare qualcosa per prevenire la diffusione e ridurre il rischio di contagio?
Al momento sono soprattutto le strutture sanitarie a doversi preoccupare di prevenire la diffusione del fungo, attraverso la messa in pratica di linee guida dedicate; dal nostro punto di vista restano invece valide le comuni indicazioni, come ad esempio:
- lavarsi frequentemente le mani, con particolare cura dopo essere usciti da un ospedale,
- evitare l’abuso di antibiotici e antimicotici, assumendoli esclusivamente dietro espressa prescrizione medica.
In ospedale è possibile che un paziente venga testato durante la fase di accettazione e, se riconosciuto positivo alla colonizzazione da Candida auris trattato con detergenti antisettici per eradicarne la presenza e ridurre così il rischio di diffusione e contagio.
Fonti e bibliografia
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.